Avendo avuto notizia, in questo periodo di Carnevale, che presto, prestissimo o forse più tardi, a Nuoro si terranno le elezioni comunali è stato redatto questo atto pubblico dinanzi all’illustrissimo notaio Non So Niente e al segretario Non So Voi. Testimoni i signori Sardo-muto ed il nobile marchese che ha per nome una maledizione ovvero Su Pejus de sa bidda ti gubernet.  

Premesso:

– che nel volgere di un paio di stagioni non esistono lodi plebiscitarie neanche per i sindaci eletti con vistosa vittoria alle urne; 

– che i supporter (ossia i cercatori di consensi) di ieri diventano i più crudeli avversari nell’oggi; 

– che la politica è una coniugazione di interessi diversi e divergenti e non una declinazione di anime belle; 

– che tutti i candidati dicono di farlo “per amore della mia città”, “perché voglio bene al mio paese”, “per servire la gente” (vorrei vedere qualcuno che dica il contrario di questo ovvio ed oppio elettorale) e mai ammettere di scendere in campo magari per avere un simil stipendio, una sistemazione “professionale” o altre finalità arcane; 

– che in troppi cambiano schieramento e barricata con una frequenza ed abitudine con cui non ci si cambia neanche le mutande (il cui etimo vuol dire “una cosa da cambiare spesso); 

– che la fiera della pecora sarda è più interessante di quella dei politici ed amministratori di razza; 

– che in campagna elettorale bisogna promettere l’impossibile (anche una tratta ferroviaria diretta Nuoro-Olbia!) mentre si sorvola sul possibile ed immediato; 

– che il mio predecessore sindaco, presidente, responsabile, ha fatto schifo e dunque cancello, stravolgo, tengo a bagnomaria quanto a suo tempo progettato, decretato e finanziato;

– che Tizio non mi ha votato ed io quindi lo devo ammansire o, meglio, azzoppare;

– che Sempronio è stato eletto grazie a me eppure mi è ostile e dunque va radiato;

– che Caio aspira al trono, alla poltrona nella quale oggi io sono assiso; 

– che per le opere pubbliche incompiute è responsabile chi mi ha preceduto ed io non dovrò rispondere delle nuove e tante incompiute future;

– che a Nuoro e d’intorni è più frequente il male “dicere” che il bene “dicere”;

Premesso tutto ciò e constatato 

– che per essere eletti basta essere soci di una compagnia di caccia o folkloristica;

– che, se si azzecca la coalizione vincente, si viene eletti con i voti del proprio condominio;

– che un incarico remunerato non si nega all’alleato disoccupato;

– che è meglio l’uovo oggi della gallina domani;

– che estirpare il clientelismo è impresa impossibile come il debellare le sanguisughe;

– che pensare al futuro è troppo faticoso e fastidioso, 

– che ogni candidato è un partito a se stante ed ogni partito è personalistico;

– che nel nuorese c’è la più alta percentuale mondiale di commissari vari e variopinti;

– che ci affanniamo perché nulla cambi;  

Il popolo sovrano decide che

«Tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa

e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora:

chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra

e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta:

tutti chilli che stanno abbascio [sottocoperta] vann’ ncoppa

e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio».