19 Settembre 2026
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Le riflessioni, le idee e le proposte indirizzate nei decenni alle generazioni più giovani dall’antropologo bittese, Bachisio Bandinu, scomparso da pochi mesi, faranno da filo conduttore all’iniziativa “Una lettera collettiva ai sardi di oggi” (ispirata all’opera Lettera a un giovane sardo), che si terrà sabato 26 settembre nell’area archeologica di Romanzesu a Bitti a partire dalle 16:15. L’appuntamento – come si legge in una nota dell’amministrazione comunale – si inserisce nell’ambito degli incontri territoriali promossi da NODI, la community pensata e sviluppata da Federico Esu, che dal 2022 organizza occasioni di confronto e scambio di esperienze, talenti e risorse, con l’obiettivo di favorire una rete di connessioni, apprendimento continuo e impegno, condivisioni e contaminazioni tra le persone che hanno a cuore l’oggi e il domani della nostra regione. Ogni angolo dell’Isola ha una sua storia su cui lavorare, un capitale umano che confrontandosi può dare avvio a percorsi aggregativi, dove investire sulle energie che già animano questi luoghi, che sono giunte da oltre mare o rientrate a casa da esperienze di studio e lavoro. Il confronto sarà dedicato quindi alle scelte e alle trasformazioni che attraversano la Sardegna: restare, partire, tornare, accogliere ciò che arriva e costruire la capacità dei territori di governare il proprio futuro.
L’idea e i protagonisti. All’inizio dell’estate Claudia Pala, biologa marina bittese, ha contattato Federico Esu per proporgli di portare a Romanzesu una tappa di NODI. Poi, nella fase organizzativa, è stato coinvolto Matteo Pala, anche lui bittese e nodo della rete con cui si è costruita l’idea e individuate le figure da invitare. Claudia Pala è rientrata in Sardegna nel 2024 dopo 23 anni passati sulla penisola e in Germania, tra università, dottorato di ricerca e lavoro. Oggi vive a Oristano, con il marito (anche lui studioso e ricercatore) e i figli, dove ha fondato una startup innovativa che sviluppa sistemi per il monitoraggio intelligente dell’ambiente marino e coordina diversi progetti europei. Matteo Pala, laurea triennale in viticoltura ed enologia con specializzazione in agraria, tra Pisa e Bologna, è rientrato a Bitti dopo sette anni, dove lavora come dipendente pubblico e coltiva la sua grande passione: la viticoltura. Una passione che racconta e condivide periodicamente sui social a migliaia di follower, con tante informazioni. Federico Esu, originario di Carbonia, ha una formazione giuridica e un percorso professionale internazionale tra diritto, innovazione, politiche pubbliche e business. Dopo l’abilitazione da avvocato, ha studiato, si è specializzato e ha lavorato tra Scozia, Inghilterra, Paesi Bassi e Belgio, trascorrendo oltre dieci anni fuori dalla Sardegna. A supportare l’organizzazione dell’appuntamento del 26 settembre ci sono il Comune di Bitti e la cooperativa Istelai, che cura l’accoglienza a Romanzesu.
Il programma. Il pomeriggio si aprirà alle 16.15 con una visita guidata nell’area archeologica a cui seguirà alle 17.30 l’incontro “Misurare le distanze – Le parole di Bachisio Bandinu, le domande di oggi, il futuro della Sardegna”. Dopo i saluti istituzionali del delegato alla Cultura e al Patrimonio identitario del Comune di Bitti, Mario Sanna, le letture dal libro Lettera a un giovane sardo di Adriana Demelas daranno il via a tre tavole rotonde molto dinamiche. La prima, moderata da Matteo Pala, si svilupperà sul tema “Fare impresa in Sardegna: restare come costruzione”, dove interverranno gli imprenditori locali Gianni Sanna, Pasquale Carzedda, Piergiorgio Buffoni e Robert Carzedda. La seconda, moderata da Claudia Pala, si incentrerà su “Rientri e nuove traiettorie: partire e tornare diversi”, dove saranno chiamati a raccontare le proprie esperienze Alessio Neri, Giusi Carai, Maurizia Calvisi e Giovanni Carru. Ultimo momento di confronto, curato da Federico Esu, guiderà i partecipanti sulla riflessione “Terzo movimento: quando ciò che c’è e ciò che arriva si incontrano”. Sul punto interverranno Raffaele Marras (consulente della presidenza della Regione Sardegna per l’Einstein Telescope), Alessandro Caria (direttore del Parco naturale regionale di Tepilora) e Massimiliano Molari (Centro marino internazionale – Imc). In chiusura si darà spazio al dialogo con il pubblico e infine a un rinfresco.
NODI. «Con questo incontro, NODI vuole ricordare Bachisio Bandinu tenendo aperte alcune delle domande che ha lasciato alla Sardegna», ha spiegato Esu, che ha aggiunto: «Restare, partire, tornare e arrivare possono generare valore quando trovano spazi di relazione. Lo stesso vale per investimenti, competenze e infrastrutture: conta come si connettono a ciò che il territorio già possiede e quanta capacità collettiva lasciano. È il senso del lavoro di NODI e del confronto che porteremo a Romanzesu».
Matteo Pala. «Spesso – ha ricordato Matteo Pala – il problema che abbiamo è quello di unire i puntini e di vedere il quadro generale di ciò che abbiamo attorno. Eventi come questo servono per poter riunire questi puntini che sono fatti da persone con idee, aspirazioni, sogni. Quello che vogliamo fare è poter ampliare questa visione, fare in modo che lo scambio delle parole di chi è rimasto, di chi è tornato o vorrà tornare siano di stimolo e, soprattutto, di crescita per la Sardegna perché, alla fine, l’unico obiettivo è quello: migliorare dove viviamo con le migliori condizioni possibili».

