9 Maggio 2026
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Lo scorso 23 aprile è stato formalizzato dall’assemblea dei soci di Abbanoa il piano di rientro per il procedimento di autorecuopero degli aiuti di Stato concessi alla società di gestione dell’acqua nel 2012-2013. L’atto segue la delibera approvata a febbraio dalla Giunta regionale della Sardegna: «Oggi è un passaggio importante perché è un passo sostanziale nel percorso di mantenimento dell’acqua pubblica – ha detto la presidente Alessandra Todde -. Quello che voglio dire a tutti i cittadini sardi è che quando siamo arrivati alla guida delle Regione, due anni fa, ci siamo ritrovati davanti un percorso, che sembrava inarrestabile, con una gara che avrebbe dato la gestione dell’acqua ai privati. Quello che siamo riusciti a fare nel tempo, con un confronto serio con la Commissione europea, con la Banca europea per gli investimenti (BEI) e con tutti gli attori che dovevano dare l’ok a questo percorso e anche grazie alle condizioni di patrimonializzazione di Abbanoa, è costruire un percorso in cui i Comuni e la Regione ricomporranno il contesto vero del in house e quindi ovviamente si muoveranno all’interno di una gestione pubblica dell’acqua».
L’operazione – come si legge in una nota della Regione – è finalizzata a chiudere il contenzioso con la Commissione europea e prevede la restituzione di circa 227 milioni di euro, di cui 187 milioni di capitale più gli interessi maturati, attraverso un percorso di restituzione, stabilito dalla Giunta regionale che è stato giudicato sostenibile dal gestore idrico. Il piano prevede che la Regione Sardegna, a seguito della ristrutturazione finanziaria legata al rientro delle somme, abbia una partecipazione azionaria in linea con la gestione in house del Sistema idrico integrato (la sua quota passa dal 70,94 al 20% a vantaggio dei Comuni). L’operazione approvata dall’assemblea dei soci «non comporterà aumenti delle tariffe a carico dei cittadini, né ci saranno ripercussioni sugli investimenti, inoltre il piano approvato stabilisce che le risorse recuperate saranno destinate a interventi per il miglioramento del Servizio idrico integrato», riporta la nota.
Fabio Albieri, presidente di Egas (l’Ente di Governo dell’Ambito della Sardegna che sovrintende il servizio idrico nell’Isola ndr) ha affermato: «Ritengo fondamentale che i sindaci sostengano con convinzione questo percorso, già condiviso nelle sedi istituzionali e coerente con le deliberazioni assunte, che prevede anche la restituzione dell’aiuto di Stato e il ripristino della scadenza originaria della concessione al 2028, con la possibilità di una proroga tecnica fino al nuovo affidamento. Si tratta di un passaggio necessario per rafforzare Abbanoa come patrimonio dei comuni sardi e per attribuire agli enti locali una responsabilità ancora maggiore nella gestione del servizio, arrivando ad una vera e propria società dei comuni. È quindi importante evitare ogni forma di confusione e respingere azioni dilatorie, prive di fondamento, che rischiano di compromettere un percorso strategico per il futuro del sistema idrico regionale».
La presidente di Anci Sardegna (che non fa parte di Abbanoa) Daniela Falconi, ha partecipato all’assemblea di Abbanoa in qualità di sindaca di Fonni. In una nota ha motivato il voto di astensione espresso in coerenza con gli indirizzi emersi dal proprio Consiglio comunale. «Nel mio intervento – scrive Falconi – ho chiarito che si tratta di un’astensione che non nasce da una contrarietà all’operazione in sé, ma dalla presenza di elementi di incertezza che non possono essere ignorati. Resta fermo per noi un principio fondamentale: l’acqua è un bene pubblico e tale deve rimanere. Allo stesso tempo, permangono criticità legate alla mole di documentazione da analizzare in pochissimo tempo, agli effetti futuri sui bilanci dei Comuni e al livello di condivisione con le comunità locali di un’operazione così rilevante. Questa operazione incide in modo significativo sull’assetto di Abbanoa. Se si andrà verso il rafforzamento del modello in house, sarà necessario un maggiore coinvolgimento dei Comuni soci, una riflessione sulla governance, un’attenzione più concreta agli investimenti e alla qualità del servizio, oltre a maggiore trasparenza nella gestione e negli interventi sulle infrastrutture. Da quanto ho potuto rilevare tra i presenti in sala e i collegati da remoto, in assemblea erano presenti circa una cinquantina di soci su 350 Comuni. Non ho ancora a disposizione il verbale dell’assemblea per avere il numero preciso ma – conclude la sindaca – credo che questo sia un dato politico che merita molta attenzione. Al di là del “valore” di ogni singola quota».
Nella seduta del 20 aprile scorso, intanto, il Comune di Nuoro ha approvato l’unico punto all’ordine del giorno, ovvero l’“Operazione di restituzione dell’aiuto di Stato erogato dalla Regione Autonoma della Sardegna a favore di Abbanoa S.p.A. Modifiche allo Statuto di Abbanoa, riduzione volontaria del Capitale Sociale e mutamento della partecipazione azionaria del Comune di Nuoro”.
L’analisi dell’Anci
Una lunga analisi tecnica predisposta da Anci, un documento interno predisposto per i Comuni che circola da alcuni giorni, analizza punti di forza e di debolezza dell’operazione. In sintesi: Nessun esborso finanziario richiesto al Comune. Quota percentuale in Abbanoa cresce automaticamente. Continuità garantita del servizio idrico ai cittadini. Affidamento in house mantenuto nell’immediato. Tariffe utenza invariate. Punti di debolezza: Il patrimonio netto Abbanoa scende, con un impatto sulla valutazione della partecipazione in bilancio. Tempi stretti. Consenso della BEI ancora solo informale al momento del voto. Documentazione preparata nell’interesse di Abbanoa, non dei Comuni.
Le opportunità: I Comuni diventano soci proporzionalmente più rilevanti. Maggior peso nel controllo analogo su Abbanoa. Opportunità di rinegoziare la governance del Sistema idrico integrato sardo nel nuovo assetto. Normalizzazione del rapporto con la Commissione europea. Comuni non soci possono regolarizzare la propria posizione. Minacce: Assunzione di maggiore responsabilità da parte dei Comuni Soci. Zona grigia giuridica: Commissione Europea non si è ancora espressa sul riaffidamento in house. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha già sollevato dubbi strutturali sull’in house di Abbanoa (2017 e 2024). Il tema della gara del Sistema idrico integrato resta irrisolto con incertezza a lungo termine.
