
9 Giugno 2025
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Ricorre quest’anno il Novantesimo anniversario del Martirio della Beata Antonia Mesina, l’adolescente Orgolese che il 17 maggio 1935 coronò la sua giovane esistenza, dedita alla carità e alla vita di fede, con il martirio in difesa della sua purezza e della sua dignità di donna. Antonia Mesina venne beatificata nella Basilica di San Pietro in Vaticano da Papa Giovanni Paolo II il 4 ottobre 1987. Memorabile il consolante monito del Papa polacco: «Antonia è consegnata a voi giovani!». A novant’anni dal martirio Antonia Mesina viene riconsegnata ai giovani attraverso una due giorni organizzata dai sedicenni di Orgosolo, classe 2009, il gruppo “Sos edales de Antonia Mesina” della parrocchia San Pietro Apostolo. Orgosolo ha spalancato perciò le sue braccia ai giovani con l’evento “Con Antonia verso l’alba di un nuovo giorno” che si è tenuto sabato 17 e domenica 18 maggio scorsi. Le celebrazioni sono iniziate però l’8 maggio, primo giorno di una novena ricca di appuntamenti, con la consegna del mandato e dello stendardo ai sedicenni. Il 9 è la volta della giornata di preghiera per gli ammalati: a loro è dedicato, tra l’altro, l’appuntamento di preghiera del Santo Rosario nella cripta della Beata del 17 di ogni mese che, ricordiamo, è sempre aperto a tutti. Il 10 maggio, terzo giorno di novena, c’è stata la celebrazione di accoglienza della reliquia di Ivan Merz, giovane beato dell’Azione Cattolica della Croazia: per questo motivo era presente anche una significativa rappresentanza del Consiglio diocesano di Azione Cattolica con la presidente Giovanna Fancello. A seguire, l’11 maggio, la giornata dedicata alle famiglie e ai bambini, con un nutrito numero di bambini della Prima Comunione di Nuoro che hanno “abbracciato” Antonia accompagnati da don Roberto Dessolis e dagli educatori. Il 12 giornata di preghiera per la pace e l’unità e il 13 la giornata di preghiera per l’evangelizzazione con la figura del Beato Giovanni Antonio Solinas e della comunità parrocchiale di Oliena, guidata da don Giuseppe Cheri. Mercoledì 14, invece, è stata la volta della Beata Maria Gabriella Sagheddu con la giornata di preghiera per le Vocazioni, vissuta insieme alla comunità di Dorgali con il parroco don Gianfranco Nieddu e al Seminario Vescovile di Nuoro, guidato per l’occasione da don Federico Bandinu. In questo contesto di condivisione e festa don Gianfranco Nieddu ha voluto ricordare che nello stesso anno in cui Antonia è andata incontro al martirio, Maria Gabriella si incamminava verso la vita monacale e perciò ricordiamo quest’anno anche il novantesimo anniversario di questo importante passo per la vita di santità della beata dorgalese. Giovedì 15 la comunità orgolese ha vissuto l’incontro con il Beato Nicola da Gesturi, insieme a Padre Emmanuel del Convento dei Frati Cappuccini di Cagliari. Infine, venerdì 16 la testimonianza della Comunità di Pozzomaggiore che ha portato, insieme a Padre Vito Lombardi, la figura della Beata Edvige Carboni.
E poi la festa. Il 17 mattina con il tradizionale pellegrinaggio parrocchiale curato nell’accoglienza e nei preparativi dal Comitato e vissuto attraverso la Via Crucis meditata e la Santa Messa sul luogo del Martirio della Beata Antonia, in località Ovadduthai: a presiedere la celebrazione eucaristica è stato don Riccardo Pinna, Rettore del Pontificio Seminario Regionale Sardo, insieme ai sacerdoti collaboratori e ai seminaristi. «Antonia è un esempio anzitutto per la comunità orgolese» – ha detto don Riccardo Pinna durante l’omelia -. «Si è conformata a Cristo fino alla fine, fino al martirio. Come Salomone anche Antonia ha avuto un cuore capace di ascoltare».
Celebrazioni queste che sono continuate in serata e il giorno dopo con l’evento “Con Antonia verso l’alba di un nuovo giorno”, promossa con fiducia dal parroco Don Salvatore Goddi e dalla parrocchia San Pietro Apostolo, e in particolare dalla Commissione Straordinaria per la Beata Antonia Mesina unitamente a tutto il Consiglio Pastorale. Il ringraziamento nelle parole del parroco: «Un sentito ringraziamento a chi si è speso per iniziare questo percorso insieme: penso a tutti i gruppi parrocchiali, al Comune per gli spazi messi a disposizione, al Bim Taloro per il contributo economico. Al Vescovo Antonello, al Vescovo Corrado e a tutti i sacerdoti che si sono alternati durante tutti questi giorni. Ringrazio in maniera particolare Sos edales de Antonia Mesina, e i genitori di questi ragazzi, che li hanno sostenuti e aiutati e continueranno a farlo con entusiasmo e gioia».
La novità: i sedicenni di Orgosolo custodi di una memoria cristiana
Per la prima volta, il ricordo della Beata Antonia è stato portato avanti da un gruppo neo-costituito: Sos edales de Antonia Mesina. Si tratta delle ragazze e dei ragazzi di Orgosolo classe 2009 che quest’anno compiono sedici anni, e per questo sono i “coetanei”, fedales appunto, di Antonia Mesina. Sono tanti e sono entusiasti di portare avanti la loro missione, e si può dire che questo è forse un miracolo di Antonia: aver raccolto insieme questi giovanissimi figli e figlie di Orgosolo che aiutano Antonia ad essere conosciuta e portata ad altri giovani di altre comunità e di altre realtà. «Antonia è una di noi: è una nostra compaesana, una nostra coetanea, ma soprattutto una nostra amica e stiamo imparando a conoscerla e ad aiutarla a trasmettere la sua grande testimonianza», dice una delle ragazze. «Rifarei questa esperienza altre mille volte! Ora però andiamo avanti, bisogna andare avanti», replica un altro ragazzo. Il gruppo, già attivo dalla fine dello scorso anno, ha ufficialmente iniziato il mandato e ricevuto lo stendardo l’8 maggio scorso, nel primo giorno di novena: «Mentre noi ricevevamo lo stendardo dalle mani di don Salvatore, a Roma veniva eletto il nuovo Papa: speriamo che questo sia di buon auspicio!», fa notare scherzando uno dei ragazzi. Qualcuno in famiglia confida: «Da quando ho partecipato alla novena di Antonia mi sembra di credere di più in Dio». I ragazzi e le ragazze hanno indossato tutti le magliette con il logo del gruppo sul cuore e dietro le parole che la Beata Antonia confidò alle amiche alcuni giorni prima del martirio: “Io vi porterò tutte lassù con me”.
Una iniziativa questa, nata spontaneamente in seguito alla dipartita di Annedda Castangia nell’agosto scorso alla veneranda età di 102 anni. Annedda, testimone del martirio di Antonia Mesina, si unisce alla sua amica in cielo: i testimoni, d’ora in poi, saranno i giovanissimi orgolesi. Il mandato dei 2009 durerà, infatti, per quasi tutto l’anno, fino a quando sarà il turno dei 2010, che sembrano essere già incuriositi e pronti a ricevere lo stendardo. È una memoria preziosa da tramandare: nel novantesimo anniversario del martirio questi ragazzi e ragazze scuotono di nuovo le coscienze e richiamano l’attenzione sulla Causa della Beata Antonia Mesina. Il suo, in effetti, non deve essere una memoria meramente storica, ma una memoria cristiana, cioè una memoria consapevole della vita eterna e, dunque, della presenza viva della Beata Antonia in mezzo a noi e soprattutto in mezzo ai giovani nella Chiesa. «La memoria è un elemento essenziale per un organismo vivente. Essa non è solo rivolta al passato, ma nutre il presente e orienta al futuro», ci ricorda Papa Leone XIV, e prosegue: «Senza memoria il cammino si smarrisce, perde il senso del percorso».
Un canto di Speranza: l’inno del coro giovanile diocesano
In occasione del Novantesimo Anniversario del Martirio, il coro giovanile diocesano ha presentato un nuovo canto dedicato alla Beata Antonia Mesina. È stato cantato eseguito per la prima volta a Orgosolo la sera del 17 maggio nella chiesa di San Pietro. Di seguito pubblichiamo il testo.
Il canto di Antonia
Con quello sguardo di semplicitá
Sei stata forte nella fragilità
Con te ho imparato che la santità
È semplicemente quotidianità
Ora stai davanti a lui e preghi per noi
Quel giorno ci hai portato lassù con te.
Tu non hai temuto a dire si al Signore
Forte nella fatica, forte nel dolore
Vita nella grazia, vita di purezza
Dolce come un’agnellina, ma col cuore di leonessa
Amica viva ora, in mezzo a noi
Sei la prova della grazia Sua
Tienici la mano, cammina insieme a noi
E correremo con gioia verso Gesù
Ci aiuti nel silenzio, preghi per noi
Quel giorno ci hai portato lassù con te
Tu non hai temuto a dire sì al Signore
Forte nella fatica, forte nel dolore
Vita nella grazia, vita di purezza
Dolce come un’agnellina ma col cuore di leonessa
Con te, non mi servono parole
Ti sento vicina, grazie al Suo amore
Insegnami a esser forte, a non aver timore
Perchè possa avere anch’io
La purezza del tuo cuore

