È rimasto deluso chi si aspettava una parola chiara sul futuro di Pratosardo dopo gli ultimi due appuntamenti che avevano all’ordine del giorno la gestione dell’area industriale. Se l’incontro convocato dalla Camera di Commercio con l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani si è rivelato essere interlocutorio, dall’assemblea pubblica promossa dal Consorzio operatori non è arrivata la risposta che ci si attendeva dalla politica.

Andiamo con ordine. Al primo confronto, moderato dal presidente della Camera di Commercio Agostino Cicalò, sono intervenuti il sindaco di Nuoro Emiliano Fenu, la consigliera della Provincia di Nuoro Annalisa Canova, il presidente del Consorzio Industriale Provinciale di Nuoro Roberto Cesaraccio, il rappresentante del Consorzio Operatori Prato Sardo Giampiero Pittorra, l’assessore comunale alle Attività Produttive Giuseppe Mercuri e i rappresentanti delle associazioni di categoria.

«È assolutamente urgente superare la situazione di commissariamento della Zir di Pratosardo, così come le situazioni analoghe delle altre Zir, che hanno relegato questi spazi a terre di nessuno, al fine di poter garantire alle imprese che vi operano una governance adeguata e al passo con i tempi» – ha affermato l’assessore Cani. «Questo primo incontro è stato un’occasione importante per acquisire il punto di vista di tutti i soggetti convocati al tavolo, ai quali confermo la mia disponibilità a organizzare tutte le riunioni propedeutiche a stabilire con l’amministrazione comunale di Nuoro, con le associazioni di categoria e con gli operatori una posizione che ci possa portare a superare il commissariamento e a valutare un nuovo sistema di governance che sia in linea con le esigenze del territorio».

«Una riunione molto importante nel quale tutti gli attori coinvolti hanno potuto esprimere in maniera aperta quella che è la situazione, i rischi e le opportunità», ha detto il sindaco Fenu. Ora «occorre andare avanti, come proposto dall’assessore Cani, mettendo sul piatto tutti i dati, le informazioni e i numeri senza i quali non si può prendere una decisione che abbia un senso compiuto». In una successiva intervista il sindaco ha poi aggiunto che al momento «il Comune non ha le risorse finanziare e umane per poter gestire un’area industriale». Parole che sono arrivate alla vigilia dell’assemblea pubblica promossa dagli operatori. All’incontro, al quale ha partecipato praticamente l’intero Consiglio comunale, l’amministrazione ha aggiunto che prima di assumere ogni decisione occorrerà prendere visione dei conti della Zir in liquidazione.

«Questo cambio di indirizzo ci ha sorpreso – afferma Peppe Mattu, del Consorzio operatori -, da un lato perché sono passati dieci mesi dall’insediamento della Giunta e c’era tutto il tempo di accedere a quei dati, dall’altro perché si disattende la delibera del 2022 sull’acquisizione da parte del Comune dell’area gestita dalla Zir commissariata, volontà ribadita anche in sede di dichiarazioni programmatiche da parte dell’attuale amministrazione».

Per gli operatori «il sospetto è che di fronte ad un regalo, tale è il passaggio dalla Regione al Comune, si preferisca consegnare l’area al Cip (Consorzio provinciale ndr) perché sarebbe “meglio attrezzato”. La domanda che ci poniamo è questa – prosegue Mattu -: Pratosardo è sempre stata un’area estranea ai piani di sviluppo della città e ora che il Comune la può gestire si tira indietro?», e ancora: «Per noi il Cip non ha credenziali tali da lasciarci tranquilli. Da dieci anni ci sta ammorbando con il suo Centro di compostaggio senza che nessun intervento sia stato fatto per migliorare la situazione. Anzi, questa presenza ha fatto scappare gli imprenditori e fatto desistere chi era interessato a investire nell’area». Una prima risposta ai propri dubbi, in realtà, gli operatori se la sono data: «C’è una volontà politica che parte da Cagliari. L’assessore Cani ha detto di essere venuto a Nuoro con un foglio bianco, temiamo invece che fosse in parte già scritto. Certamente la nostra risposta lo ha sorpreso, da qui la volontà di proseguire l’interlocuzione». «Noi pensiamo che le decisioni vadano prese a Nuoro. Il Comune faccia come il buon padre di famiglia. Da parte nostra – sottolinea Mattu – non vogliamo cariche ma essere un organo consultivo in qualità di portatori di interesse».

Pratosardo fa gola anche per l’eventuale installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, pure in questo caso ci sarebbe da fare una scelta: prediligere la creazione di una comunità energetica – pensiamo a cosa consentirebbe l’estensione dei tetti dei capannoni – oppure lasciare campo libero a distese di pannelli fotovoltaici.

Intanto, però, c’è più di qualcosa che il Comune può fare fin da subito per Pratosardo, perché «di sua competenza»: lo spiazzamento di strade e marciapiedi – «paghiamo la Tari come tutti, a metro quadro e non a rifiuto conferito» – ricordano gli operatori; la segnaletica verticale e orizzontale; l’aumento della franchigia delle insegne, molti le hanno tolte dato il costo; riduzione o azzeramento degli oneri di costruzione e di urbanizzazione; messa a norma e sorveglianza dell’impianto di compostaggio; connessione dell’impianto di videosorveglianza a quello cittadino. Tra gli interventi programmati, infine, si sollecitano quelli riguardanti i collegamenti stradali con la 131, la città, e ancora la dorsale Internet ad Alta velocità.

Peppe Mattu del Consorzio operatori Pratosardo

Subentro del Comune o trasferimento al Cip: un’analisi delle due ipotesi sul tavolo

La Zona industriale e Artigianale (Zir) di Pratosardo è in commissariamento regionale da 18 anni. La Regione Sardegna, nell’ambito del processo di liquidazione, deve individuare un soggetto subentrante cui trasferire il patrimonio immobiliare e infrastrutturale dell’area. Le ipotesi sono due: il subentro diretto del Comune (o tramite società partecipata) oppure il trasferimento al Consorzio industriale provinciale (Cip). Qualunque sia il soggetto subentrante c’è un presupposto imprescindibile: dovrà ricevere un patrimonio netto da ogni passività storica e con i titoli giuridici in ordine. L’analisi predisposta dagli Operatori esamina le due opzioni su più livelli: giuridico giuridico-statutario, patrimoniale, gestionale e strategico. 

Titolarità patrimoniale. Con il subentro del Comune la proprietà sarebbe diretta, iscritta nell’attivo del bilancio comunale. Con il passaggio al Cip non ci sarebbe nessun trasferimento al Comune perché Nuoro non è consorziato.

Prerequisiti giuridici. Nella prima opzione un accordo di programma Regione-Comune, nel secondo andrebbe modificato preventivamente lo statuto consortile; occorre anche l’approvazione di tutti i Comuni consorziati.

Tempi di avvio. Con il subentro del Comune sarebbero relativamente contenuti, il passaggio al Cip appare più incerto a causa dell’iter statutario, dell’assemblea consortile, di possibili opposizioni da parte dei consorziati.

Oggetto statutario. Il Comune può gestire qualsiasi funzione sul proprio territorio mentre lato statuto del Cip copre solo aree industriali, non commerciali né di servizi, con una evidente incompatibilità strutturale con Pratosardo.

Controllo. Governo diretto da parte del Comune nel primo caso; peso assembleare uguale per tutti i consorziati nel caso di passaggio al Cip, Nuoro non avrebbe una voce prevalente.

Precedenti. Il Comune è il soggetto più motivato e con interesse diretto; il Cip non ha trascorsi “brillanti” in altri siti della provincia.

Patrimonio netto comunale. Aumento immediato e significativo con il subentro; nessun impatto sul bilancio del Comune con il passaggio al Cip.

Rischio di blocco decisionale. Molto basso nel primo caso con il Comune unico gestore; alto nel secondo dal momento che ogni decisione strategica passa dal consenso assembleare.

Sviluppo commerciale e servizi. Libero nel primo caso, il Comune può pianificare destinazioni miste; precluso con il passaggio al Cip, statuto incompatibile senza modifica preventiva.

Capacità di attrarre investimenti. Alta nel primo caso, il Comune può agire con flessibilità su lotti, canoni, varianti Puc; limitata con il passaggio al Cip a causa di vincoli consortili e oggetto statutario rigido.