6 Agosto 2026
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Nell’assemblea pubblica a Lula, promossa dal sindaco e dal consiglio comunale dopo l’attentato che ha distrutto le due auto di Carlo Giunchi e sua moglie, ricercatori dell’Ingv operanti all’interno del progetto Einstein Telescope, sono emerse due buone notizie. La prima è che i due ricercatori torneranno a breve per seguire le ricerche scientifiche in atto nelle miniere di Sos Enattos. Quindi niente fuga da parte loro. La seconda è che il Comune ha lodevolmente promosso una colletta tra la popolazione per ricomprare i due mezzi distrutti.
L’attentato ha suscitato, come sempre accade in questi casi, una marea di comunicati di solidarietà, di rinnovato impegno, da parte delle istituzioni politiche, amministrative, civili. Una condanna unanime e la riaffermazione dell’importanza di un progetto epocale. Proviamo però ad andare oltre queste doverose prese di posizione per tentare di capire il non detto. Partendo dal presupposto che anche le intraprese più nobili ed epocali non coagulano l’unanimità dei consensi. Il dissenso si annida ovunque.
Lo scellerato attentato non era diretto contro Carlo Giunchi come persona ma contro il progetto in essere. L’ET interessa direttamente una ventina di comuni i cui territori sono stati sottoposti a vincoli di varia natura. Come si sa, i vincoli raramente sono graditi ai vincolati, anche quando attengono al bene comune. Creano malumori. Facciamo un esempio: fino a qualche anno fa si è discusso su pale eoliche ed impianti fotovoltaici da installare proprio in quei territori ora sottoposti a vincolo. Proprietari privati avevano già raggiunto accordi per affittare i loro terreni ed ottenere lucrosi guadagni. Ovvio che non applaudano ai vincoli che hanno loro sottratto un futuro economicamente radioso. Stiamo parlando di proprietà private per ricordare che quei territori non sono tutti pubblici e l’equilibrio tra queste due fattispecie è cosa molto complessa.
Nei venti paesi interessati serpeggiano anche sottintesi e prevedibili malumori campanilistici. Nel paese X più di uno si domanda su che vantaggio ci sia nel vedere vincolato il proprio territorio per un intervento che ha come epicentro Lula. È vero che a più riprese sono state illustrate le ricadute positive che l’ET porterebbe in tutto il comprensorio e non solo. Ma è anche vero che convincere, ossia vincere insieme, richiede tempi lunghi e molta pazienza.
Non basta un accordo tra sindaci e consigli comunali: occorre persuadere le popolazioni.
Ci sono poi gli ambientalisti di strenua osservanza che avanzano dubbi e malumori di vario genere. Scavare una trentina di chilometri di gallerie a duecento metri di profondità pone diversi problemi. Non ultimo il dove smaltire ingenti quantitativi di materiali di risulta. Il problema sicuramente esiste ma non giustifica una serie di no preventivi, di rifiuto senza confronto.
Motivi di malumore insomma esistono. Questo non vuol dire che siano tutti ragionevoli o possano giustificare atti di violenza. Chi compie attentati (anche quello di tre anni fa proprio a Sos Enattos) non è semplicemente un dissidente: è un criminale.
