La Sardegna si riconferma anche in questa calda estate una delle mete più ambite per i vacanzieri che ricercano la pace dopo un anno di lavoro frenetico in città. Tale desiderio è ormai un lusso, considerando i costi stellari che gran parte dell’Isola ha raggiunto, per questo sono sempre più i turisti che optano per l’entroterra, dal quale possono raggiungere il mare in soli trenta minuti. Con costi di soggiorno accessibili, la distanza appare minima per coloro che arrivano da grandi realtà, nelle quali si impiega più tempo per raggiungere il proprio impiego, distribuendo così visitatori in tutto il territorio. Non si fa trovare impreparata la provincia di Nuoro che, secondo il Registro Regionale curato dall’Osservatorio del Turismo, artigianato e commercio, totalizza 6756 strutture ricettive (129 a Nuoro).

Queste comprendono: 299 Affittacamere, 153 alberghi ordinari, 3 alberghi diffusi, 17 alberghi residenziali, 21 alberghi per turismo rurale, 5721 alloggi privati, 341 Bed and Breakfast, 3 Boat and Breakfast, 27 campeggi, 125 case vacanza, 11 locande, 4 ostelli per la gioventù, 10 residence, 6 villaggi turistici e 15 villaggi alberghieri.

In particolare, è spesso contestata dai residenti l’espansione dei Bed and Breakfast che sgomitano nei centri storici rischiando di trasformarli in centri turistici. Sono 29 nel capoluogo barbaricino e si diramano dalla montagna al mare: 9 a Fonni, 2 a Desulo, 7 ad Orgosolo, 4 a Mamoiada, 12 a Oliena, 32 a Dorgali (Cala Gonone), 32 a Siniscola, 18 a Orosei e 16 a Posada.

Un mercato in continua espansione che, se saputo interpretare, può generare un effetto a catena con positive ripercussioni economiche sull’intera città qualora si ideassero attrattive per i visitatori che diversamente si limiterebbero a tornare per riposare dopo aver trascorso la giornata altrove. Se accogliere il cambiamento subendolo o traendone beneficio, è una decisione rimandata ai cittadini.