La Casa della Comunità di Oliena, inaugurata a dicembre del 2025 come struttura di tipo “Spoke” rappresenta oggi «di fatto una scatola vuota», così la definisce Anna Rita Ticca, del “Comitato Sos vogliamo i medici a Oliena”. «Nonostante gli ambulatori siano moderni e dotati di ogni comfort, manca quasi del tutto il personale sanitario», afferma Ticca.

Le criticità della struttura si evincono principalmente sotto due aspetti. Gli infermieri di comunità, che dovrebbero garantire una presenza di sette giorni su sette «sono disponibili solo una volta alla settimana e su prenotazione per i prelievi. Questo servizio è stato addirittura ridimensionato rispetto al passato, quando i turni erano due». Anche l’ambulatorio vaccinazioni «è ridotto a una sola volta alla settimana e richiede la prenotazione».
Quanto ai Medici di medicina generale, storico cavallo di battaglia del comitato, «la copertura per i sette giorni della settimana è inesistente. Su una popolazione di 6.600 abitanti è rimasto in attività un unico medico di base».

Per tamponare la carenza strutturale di medici di base, erano stati introdotti gli Ascot (Ambulatori straordinari di comunità Territoriale), tuttavia – afferma Ticca – contrariamente a quanto dichiarato formalmente dagli enti competenti, il servizio non è affatto garantito in modo continuo. Gli Ascot risultano spesso scoperti e sono persino meno presenti rispetto a due o tre anni fa, quando erano dislocati in altri ambulatori».

A questa situazione si aggiunge «l’inefficienza della Guardia Medica, che non copre i sette giorni settimanali e salta frequentemente persino i turni prestabiliti dalla Asl. Le frequenti mancanze di presidio sanitario primario costringono l’amministrazione comunale a continue comunicazioni ufficiali di disservizio alla cittadinanza».

A fronte di un’assistenza sanitaria primaria in profondo deficit, i cittadini da anni si sono organizzati spontaneamente nel comitato per mantenere alta l’attenzione sul problema. Il gruppo, nato prima del 2021 in occasione della prima manifestazione davanti alla Regione, fa parte del coordinamento dei comitati sardi per la Sanità.

Oltre alla gravità oggettiva della situazione il comitato esprime forte preoccupazione per l’impatto psicologico sulla popolazione: «Tra gli abitanti di Oliena, ma più in generale fra i cittadini del Nuorese si registra un profondo scoraggiamento e una preoccupante forma di “alienazione” – afferma Anna Rita Ticca -: le persone si stanno progressivamente abituando a non potersi più curare. Nonostante la complessità del problema sia nota, i cittadini non percepiscono alcun cambio di direzione o inversione di rotta da parte delle istituzioni», conclude.