«La sede della Filiale risultante dall’accorpamento di Nuoro e Oristano è già indicata negli atti. Restiamo in attesa dei criteri che hanno determinato la scelta. Non chiediamo un’altra descrizione della riorganizzazione nazionale: chiediamo perché la direzione sia stata collocata a Oristano anziché a Nuoro. Con quali dati, quali valutazioni, quali vantaggi documentati e con quali possibili ripercussioni negative per il territorio». 

Queste le dichiarazioni del sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu che, contrario all’accorpamento in mancanza di dati e criteri, sollecita la valutazione comparativa delle due sedi e chiede chiarimenti anche alle organizzazioni sindacali firmatarie in merito all’allegato all’accordo del 23 luglio 2026, il quale riporta espressamente l’accorpamento «Oristano – Nuoro» e individua Oristano come sede della nuova Filiale. 

«Carte alle mano – spiega il primo cittadino –, non siamo davanti a un’ipotesi ancora da definire. La localizzazione è scritta. Chiediamo che siano altrettanto esplicite le ragioni che l’hanno determinata. Comunicare dove sarà la sede non equivale a spiegare perché sia stata scelta, scelta effettuata senza il benché minimo coinvolgimento.» 

«L’intesa tra azienda e sindacati – sottolinea Fenu – è stata raggiunta, tuttavia il Comune di Nuoro attende ancora la risposta sulla scelta della sede. Chiediamo anche alle organizzazioni firmatarie quali valutazioni territoriali siano state esaminate e quali impegni siano stati ottenuti sulle funzioni che resteranno a Nuoro. Richiamare le firme dell’accordo non risponde alla domanda sui criteri: sono proprio quei criteri che chiediamo di conoscere.» 

La richiesta del Comune di Nuoro riguarda principalmente il confronto tra le due sedi: rete degli uffici da coordinare, bacino di utenza, carichi di lavoro, organici e professionalità presenti, accessibilità, costi e risparmi attesi. Il sindaco chiede, inoltre, quando siano stati definiti i parametri, quale peso sia stato attribuito a ciascuno e quali strutture aziendali abbiano istruito e approvato la decisione. 

«Se la localizzazione risponde a ragioni di efficienza, chiediamo di vedere le analisi che le documentano. Quali alternative sono state considerate? Quali elementi hanno determinato la scelta di Oristano? Come sono state valutate le conseguenze per il territorio nuorese? Sono domande precise, alle quali chiediamo risposte altrettanto precise.» 

Se, da un lato, Poste ha assicurato la continuità degli orari e dei livelli di servizio degli uffici cittadini, dall’altro il verbale prevede però anche il superamento delle figure di coordinamento nelle Filiali accorpate, distinguendo quindi la continuità degli sportelli dall’assetto delle funzioni direzionali. In aggiunta, se per il personale interessato dalla riduzione delle Filiali sono previste specifiche tutele sulla sede di lavoro, bisogna distinguere questo aspetto dalla permanenza delle responsabilità decisionali. 

«Alla domanda su dove resteranno le funzioni direttive non si risponde parlando soltanto degli orari degli sportelli. Chiediamo quali responsabilità rimarranno a Nuoro, con quale personale e con quali compiti effettivi. Servono impegni verificabili, distinti per ciascun aspetto della riorganizzazione» prosegue Fenu che, nel sollecitare la trasmissione della documentazione comparativa e un incontro tecnico–istituzionale per esaminare le conseguenze sul territorio, mette l’accento su un potenziale depotenziamento del servizio. 

«La domanda resta la stessa: perché Oristano e non Nuoro? L’esistenza dell’accordo è un fatto acquisito. Le motivazioni della scelta – è la sua conclusione – sono la risposta che ancora attendiamo».