Sulla Rwm occorre prendere posizione
di Nando Buffoni
17 Marzo 2026

Sono trascorsi oltre 60 anni da quando mi interesso di “Sardegna”, prevalentemente sotto gli aspetti economico e sociale. Ancora una volta rimango stupefatto dalla creatività che ritrovo nell’immaginare le condizioni idonee per conseguire lo “Sviluppo” (economico e sociale) dell’Isola. Nel tempo, sono comparsi svariati “modelli”, dallo “sviluppo armonico” allo “sviluppo autopropulsivo” per citare i più stravaganti, con devozioni alla moltitudine di “Zone Franche”, fra cui anche le “Zone Economiche Speciali”, visitate, nel 1983, nella Cina Popolare da una delegazione del Consiglio Regionale, in una missione nel sud-est asiatico con il compito di individuare le condizioni necessarie e sufficienti perché questa tipologia potesse essere adottata con successo anche da noi. Questo, durante l’esperienza, “drammatica e disastrosa” (si può dire?) dei “Poli Industriali di Sviluppo. Per finire, dopo decenni di dibattiti, scontri, entusiasmi, sembra proprio che da qualche tempo siamo approdati nel “Turismo” come Settore Trainante dell’economia regionale. E non ci siamo resi conto che il “Settore Trainante” individuato è privo di “effetti diffusivi” su una parte del territorio, per cui, oggi, è manifesto e crescente, il divario tra la “Sardigna ‘e Fora” e la “Sardigna ‘e Intro” (rispettivamente, Aree Costiere e Zone Interne) che neppure il generoso e nobile sforzo spirituale della “Pastorale del Turismo” riesce a contenere.

Torniamo a noi. Dopo aver esaurito le soluzioni ritenute “praticabili” per dare una risposta alla crisi economica e sociale del Sulcis, si è ritenuto appropriato, in assenza di altri investitori, affidarsi e sostenere un settore ad alta profittabilità attribuendogli caratteristiche di “generatore di sviluppo, di occupazione e di benessere” e, quindi, destinatario del sostegno pubblico, in quanto, oltre ai benefici succitati, contribuisce alle esportazioni nazionali (irrilevante se l’investitore sia straniero e non sia fiscalmente residente nel nostro Paese!). La Rwm, figlia di una società internazionale tedesca nel settore della produzione di armamenti (Rheinmetall AG) nel 2010 è stata localizzata a Domusnovas, nel Sulcis Iglesiente con il compito di produrre esplosivi da guerra, con fine commerciale. Subentra a una piccola impresa che produceva esplosivi per le mine utilizzate nelle miniere dell’area e che aveva cessato l’attività quando le miniere hanno esaurito l’utilità commerciale. I risultati finanziari conseguiti hanno spinto la società a richiedere l’autorizzazione per l’ampliamento degli impianti e della produzione, autorità concessa dai governi nazionali, regionali e locale, fino a quando il Consiglio di Stato (sollecitato da movimenti critici, nazionali e regionali) ha richiesto che l’attività venisse sottoposta alla Valutazione di Impatto Ambientale alla quale la società si era sottratta e che la Regione Sardegna non aveva eseguito. Nel 2025, il Consiglio di Stato ha decretato che la Regione Sardegna dovesse applicare la Valutazione Via alla Rwm in un tempo definito, pena il rinvio al governo centrale per la decisione finale. La Regione ha preferito far trascorrere i termini senza intervenire, pur avendo anticipato un giudizio negativo. Com’era prevedibile, il governo centrale ha approvato la richiesta della Rwm. E così, il numero delle “Colombe” pasquali nei tavoli di altre famiglie di nuovi assunti aumenterà! Il “Silenzio” del governo regionale ha determinato un aumento di strumenti di morte, classificati, è chiaro, come promotori di “sviluppo”, “occupazione”, “benessere” in un’area nella quale, invece, il degrado non diminuisce. Lascio immaginare, la celebrazione pasquale nella quale Cristo ha “Vinto la Morte” associata al premio a strumenti di stragi, distruzioni e morti di un “Prossimo” volutamente ignorato! Certo, se chi ci guida a livello diocesano e regionale facesse sentire la voce “forte e chiara” in merito, potremmo capire “da che parte” dovremmo stare! Sì, perché si tratta proprio di “prendere posizione” con chiarezza. Personalmente, ritengo che “l’argomento” meriti l’attenta considerazione che è stata data per il tema della “morte assistita”!

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