3 Marzo 2026
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Gentile direttore,
prendo spunto dalla giornata dedicata allo spreco alimentare di inizio febbraio 2026 per una riflessione sullo spreco alimentare che penso sia l’occasione per affrontare il contestuale problema che sicuramente interesserà l’umanità intera nel prossimo futuro. La Flo in quella occasione ha stimato che, ogni anno, un terzo del cibo prodotto per il consumo dell’uomo vada sprecato senza rendersi conto del danno arrecato. Fra gli obiettivi dell’Agenda 2030 si mira a dimezzare lo spreco alimentare. Per poter raggiungere questo obiettivo sicuramente bisogna intervenire sul sistema agroalimentare attuale per sottoporlo ad una modifica radicale per incidere sul futuro del pianeta e per governare adeguatamente e culturalmente tutta la filiera e studiare i comportamenti errati dei consumatori per orientarli nella direzione corretta. E’ stato accertato che il modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo cibo è una delle principali cause della crisi climatica e della contestuale perdita della biodiversità. Bisognerà coinvolgere i massimi esperti mondiali in nutrizione, economia, salute, clima, scienze sociali, scienze agricole e scienze umane per individuare un percorso virtuoso teso alla individuazione di un nuovo modello di alimentazione.
Anche noi, dalle periferie più estreme, dobbiamo prestare attenzione e la dovuta sensibilità per poter partecipare attivamente alle azioni di cambiamento fino a farle diventare epocali. In attesa degli studi e dei risultati possiamo prestare molta attenzione per scegliere con una concreta consapevolezza quali alimenti acquistare per una alimentazione sana e salutare puntando ad una riduzione significativa dello spreco. L’abitudine di noi “diversamente giovani” è quella di fare la spesa una volta la settimana per economia di tempo, mentre gli anziani, che hanno tempo e talvolta poca disponibilità finanziaria, fanno la spesa quotidianamente evitando in questo modo al minimo lo spreco alimentare. I lavoratori, che spesso hanno poco tempo da dedicare alla spesa, vivono il problema come una routine da sbrigare in fretta senza consapevolezza sugli acquisti. La spesa deve necessariamente essere adeguatamente pianificata con attenzione andando a consolidare col tempo l’esperienza per incidere sulla rapidità. Pianificare significa verificare cosa abbiamo in dispensa, freezer e frigo per una ricognizione attenta e poter definire la lista della spesa. Tutto questo evita di acquistare beni alimentari superflui e occasioni di sprechi e talvolta anche acquisti impulsivi. Sicuramente il comportamento corretto e ragionato ci orienta consapevolmente ad acquistare prodotti freschi (frutta e verdura) in base alle reali necessità ed eventualmente fare una scorta di alimenti a lunga conservazione sfruttando le offerte di filiera. Una spesa “intelligente” deve puntare all’acquisto prevalente di alimenti di origine vegetale e limitare drasticamente l’acquisto di prodotti ultra processati e ad alta densità calorica. Nelle nostre piccole comunità acquistiamo in “stagione” direttamente dal produttore a “chilometro zero” risparmiando e puntando sulla qualità e sul gusto del prodotto. Leggere le etichette dei prodotti non rappresenta perdita di tempo ma un gesto semplice che tende a esaltare l’attenzione, sensibilità e concreta utilità. Tutto questo evita l’acquisto di prodotti con quantità elevate di zuccheri aggiunti, sale e grassi saturi e in concreto il famigerato “cibo spazzatura”. Quando entriamo nei supermercati per la spesa bisogna prestare molta attenzione alle esposizioni dei prodotti poiché le “strategie di vendita” studiate nel dettaglio sono sempre in agguato: i prodotti più convenienti sono collocati spessissimo negli scafali alti o bassi, mentre quelli più redditizi per l’azienda sono sempre collocati all’altezza degli occhi. Anche la sistemazione dei prodotti a casa è fondamentale per evitare sprechi, nascondendo prodotti di prossima scadenza.
Concludendo possiamo affermare che la spesa rappresenta un gesto importante per prendersi cura della famiglia e pertanto bisogna costantemente e sistematicamente affrontare questo momento con grande consapevolezza per catalogarlo come gesto di prevenzione, risparmio e nel prossimo futuro può incidere sulla sostenibilità del pianeta. Questa battaglia culturale deve vederci tutti coinvolti da autentici protagonisti partendo dalle scuole, istituzioni, associazioni, fondazioni, famiglie e società civile in senso lato per raggiungere un risultato concreto.
Salvatore Buttu
