20 Giugno 2026
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L’associazione Tutrici e tutori volontari della Sardegna per minori stranieri non accompagnati Odv ha organizzato lo scorso 11 giugno presso l’auditorium della Biblioteca Satta la proiezione del film “Anywhere anytime” di Milad Tangshir. La pellicola racconta la storia di un giovane immigrato clandestino che viene assunto come rider ma il primo giorno di lavoro viene derubato della sua bicicletta.
L’incontro voleva essere l’occasione per presentare a Nuoro l’associazione e le sue attività, e in particolare il ruolo delle tutrici e dei tutori.
Matteo Massa è il presidente dell’associazione.
Perché avete scelto un film così triste per lanciare un messaggio e per spiegare che cosa vuol dire essere tutori volontari?
«Abbiamo selezionato dei film anche per una questione di qualità cinematografica, sono stati presentati a festival e hanno vinto premi. In realtà la tristezza è quella che emerge da un episodio nel film, noi non sappiamo quale sarà il futuro di quel ragazzo anzi pensiamo sia sicuramente molto più felice della porzione che vive nel film. È un ragazzo in un momento di spaesamento dopo quello che possiamo immaginare del suo passato, una vicenda recente e dolorosa come quella del viaggio e dell’abbandono della famiglia».
Lasciamo il film e spieghiamo velocemente come si diventa tutori volontari e come si opera.
«Si diventa tutori volontari volendolo fare, andando sul sito del Consiglio regionale alla pagina della Garante per l’infanzia e l’adolescenza e partecipando alla manifestazione di interesse e attendendo di essere chiamati per un piccolo corso di formazione che abilita all’iscrizione agli albi. È un ruolo volontario, si tratta di affiancare i minori nella burocrazia, nelle loro scelte, nella loro vita provare ad essere un po’ un’ancora per dei ragazzi che stanno cercando il loro equilibrio nella società nuova nel quale sono arrivati».
La nomina arriva attraverso il Tribunale dei Minori?
«Sì, attraverso il Tribunale dei Minori che è diviso come sappiamo tra Cagliari e Sassari a rotazione individua le tutrici e tutori disponibili e assegna i ragazzi, fino a tre minori ciascuno. Ovviamente non è obbligatorio accettare perché chi ha un minore che ha bisogno di molta attenzione eviterà di prendere il secondo».
Però è anche un appello a buttarcisi?
«Sì, perché è tanto quello che possiamo dare – sembra retorica, non lo è – ma è tanto quello che noi riceviamo da questi ragazzi».
