Si è conclusa con uno straordinario successo di pubblico l’edizione 2026 di Gustos e Nuscos, la tappa di Autunno in Barbagia, che nelle giornate del 17 e 18 ottobre ha richiamato migliaia di visitatori tra le vie del centro storico di Orgosolo.

Il tema di quest’anno, “Il gusto antico dell’ospitalità”, ha rappresentato il filo conduttore di una manifestazione che ha saputo valorizzare l’identità più autentica di Orgosolo attraverso cultura, gastronomia, artigianato e tradizioni popolari. I celebri murales, le cortes espositive e i musei, comunali e privati, hanno offerto ai visitatori un’esperienza immersiva fatta di incontri, racconti, musica, sapori e saperi antichi. Il visitatore ha potuto compiere un viaggio tra sapori, suoni e tradizioni. Particolarmente apprezzati gli itinerari enogastronomici dedicati alle eccellenze del paese, con degustazioni di formaggi, salumi, pane carasau, dolci tradizionali, vini, liquori e distillati di essenze di erbe e frutti tipici del territorio. Lunghe code si sono registrate nei punti ristoro, dove i visitatori hanno potuto gustare specialità della tradizione orgolese come Pane Lentu hin purpuzza, Pane Lentu hin hasu hottu, Su Raviolone Orgolesu, Sas Savadas hin mele, polpette di carne di pecora e asino, arrosticini di pecora… Grande richiamo ha esercitato anche la tradizionale arrostitura “Su Polheddu a s’Orgolesa”: nella piazza principale una lunga fila di spiedi attorno al grande fuoco ha visto la cottura di un centinaio di maialetti, offrendo uno spettacolo che ha coinvolto vista e gusto. L’arrosto veniva preparato e servito in diretta nelle tipiche vaiones, tra l’entusiasmo dei presenti.

Grande soddisfazione è stata espressa dall’Amministrazione comunale ed in particolare dal vicesindaco Giovanni Floris, che ha fortemente voluto che la manifestazione coniugasse tradizione, enogastronomia, cultura e storia del territorio. Il Vicesindaco Floris si è attivato nel coinvolgimento di diversi volontari esperti e degli studenti delle scuole superiori, perché i tre musei comunali, appena ristrutturati con fondi del PNRR, venissero aperti e fossero usufruibili con la presenza fissa di guide preparate, per tutta la durata della manifestazione. Si è prodigato perché questa edizione più delle precedenti fosse caratterizzata dall’offerta culturale i musei sia privati che comunali, che ciascuno nel proprio ambito specifico hanno raccontato l’anima di Orgosolo, attraverso la sua storia, identità e la cultura del paese.

È stato letteralmente preso d’assalto per due giornate il Museo della Seta “Tramas de Seda” di Maria Corda, dedicato alla lavorazione de Su Lionzu, l’antico copricapo femminile simbolo della tradizione orgolese e patrimonio unico nel panorama nazionale, divenuto negli anni una tappa obbligata per la sua unicità e bellezza, molto apprezzata anche la dimostrazione in diretta della vestizione de Su Lionzu.
Grande successo e apprezzamento anche il Museo del Pane, con la dimostrazione della preparazione del Pane carasau e de Sas Ispianadas, e Casa Corraine, visitata da numerosi turisti sia per il pregio architettonico dell’edificio, autentica testimonianza della tradizione abitativa orgolese, sia per il percorso museale che conserva e racconta oggetti, arredi e aspetti della vita quotidiana della comunità locale nel secolo scorso.
Un’altra casa storica, aperta per l’occasione è stata Casa Monni, che ha ospitato la mostra “Visos” di Serafina Tandeddu, Mariella Rosu, Simona Falconi, installazioni artistiche, dove attraverso l’intreccio di fili e ricami le artiste assorte e silenziose riflettono e pensano «…Sento ancora quel profumo, quei suoni, quei ronzii (di tratti) che saltellano tra un panno e l’altro. Poi cresci e chiedi al tempo ma la vita cos’è? Se non quel filo che ci unisce in maniera quanto salda fugace alla nostra memoria». Nella stessa casa Monni, accanto alla mostra un’altra eccellenza del paese “Cantine di Orgosolo” offre ai visitatori la degustazione dei suoi prodotti, i pluripremiati vini: “Urùlu”, “Locoe”, “Neale”, “Luna Vona”, “Soroi” e la grappa “Rosavalia”.

Oltre ogni aspettativa il successo per il percorso museale del Comune, composto da tre spazi dedicati alla memoria e all’identità del territorio: Radichinas – Il Museo delle Radici. Un viaggio alla scoperta del Supramonte e della sua straordinaria biodiversità attraverso la collezione del tassidermista Umberto Graziano, impegnato da decenni nel progetto di reintroduzione del gipeto in Sardegna. Diorami e installazioni raccontano la flora, la fauna e gli equilibri degli ecosistemi del territorio, dalle prede ai grandi predatori fino al Gipeto gli “spazzini della natura”.
Miradas – Il Museo degli Sguardi. Fotografie, video e materiali d’archivio guidano il visitatore attraverso alcuni importanti sguardi su Orgosolo: quelli dell’antropologo Franco Cagnetta, del regista Vittorio De Seta e dell’artista Francesco Del Casino, protagonista della stagione dei murales che ha reso celebre il paese nel mondo. Il percorso comprende una sezione dedicata al film Banditi a Orgosolo di Vittorio de Seta, presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 1961 e vincitore del Premio Opera Prima. Per l’occasione il museo ha ospitato le opere dell’artista orgolese Pino Muggianu, dove con i suoi arazzi e le ceramiche delle “Hapras mannalithas”, “sas Vervehes” ha voluto interpretare alcuni temi cari sul pastoralismo sardo e fenomeno della transumanza.
Sonos – Il Museo dei Suoni. Un museo che si visita con l’udito. Attraverso registrazioni storiche e moderne, racconta voci, musiche, canti e suoni che caratterizzano la vita della comunità orgolese. Particolarmente apprezzati i filmati con la processione della B.V. Assunta con il canto del rosario in sardo, o il filmato di Vittorio De Seta Pastori di Orgosolo, di grande rilievo e importanza è lo spazio dedicato al Canto a Tenore, autentica espressione della tradizione musicale sarda, riconosciuto Patrimonio Immateriale dell’Umanità (proclamato nel 2005 e iscritto ufficialmente nel 2008).

A completare l’offerta culturale hanno contribuito le attività presenti lungo le vie del paese che hanno ospitato alcune dimostrazioni artigianali e laboratori tradizionali, tra cui: la lavorazione dei gioielli tradizionali a cura di AP Gioielli Tradizionali, l’esposizione del costume tradizionale e degli antichi arredi domestici curata da Le Sorelle Spiggia.

Ad animare le strade sono stati inoltre gruppi folk, musicisti e cantori che, accompagnati da organetto, armonica a bocca e canti tradizionali, hanno trasformato il centro storico in una grande festa della cultura sarda. Uno dei momenti più suggestivi è stato il XVIII Festival dell’Armonica a Bocca “Ballos”, organizzato dall’Associazione Culturale Murales nella piazza principale de “Su Muntilhu”.

Doppia soddisfazione per l’amministrazione comunale sul piano della promozione delle tradizioni e biodiversità, grazie al duplice ruolo dell’Assessora Anna Salis, tra le socie fondatrici dell’associazione Biorgosa, una delle realtà protagoniste della manifestazione, composta da circa trenta soci impegnati nella tutela delle tradizioni e della biodiversità locale. Per quest’occasione hanno offerto la dimostrazione della produzione tradizionale del sapone domestico, realizzata sotto la guida di zia Mintonia, memoria storica del paese, che ha illustrato al pubblico antiche tecniche e conoscenze tramandate nel tempo. Grande successo ha riscosso anche la preparazione di Sas Athas de Patata, specialità tipica orgolese considerata uno dei simboli della biodiversità gastronomica locale. Coordinata da Bora, affiancata da Giustina, Raffaella e Giovanna, la dimostrazione ha permesso ai visitatori di assistere alla realizzazione delle tradizionali frittelle ottenute da un impasto a base di farina, lievito e patate, lasciato lievitare per tutta la notte e poi fritto e servito con una leggera spolverata di zucchero. L’associazione ha inoltre allestito uno spazio espositivo dedicato alla cucina e alla vita domestica del passato, con una ricca raccolta di utensili e attrezzature tradizionali messi a disposizione dalla socia Antonia, offrendo ai visitatori un’occasione unica per conoscere aspetti della quotidianità contadina ormai quasi scomparsi. Il lavoro dell’Amministrazione comunale è stato determinante per il successo dell’evento facendosi carico della predisposizione di un articolato piano organizzativo per garantire accoglienza, sicurezza e fluidità degli spostamenti. Grazie al coinvolgimento di volontari, Polizia Locale, personale GSA, Carabinieri e Polizia di Stato, è stato possibile gestire in modo efficace l’elevato afflusso di visitatori. L’Amministrazione ha inoltre messo gratuitamente a disposizione ampie aree destinate al parcheggio di automobili e pullman turistici e ha potenziato i servizi igienici pubblici lungo il percorso della manifestazione.

L’edizione 2026 di Gustos e Nuscos conferma ancora una volta la capacità di Orgosolo di accogliere migliaia di persone in un clima di partecipazione, sicurezza e autentica ospitalità. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni, associazioni, artigiani, attività commerciali, imprenditori e volontari, protagonisti di una manifestazione che continua a valorizzare il patrimonio culturale, identitario e ambientale di uno dei paesi più rappresentativi della Barbagia.

Peppino Rubanu