Ogni viaggio si vive tre volte: prima lo si immagina poi lo si realizza quindi lo si ricorda. Per gli studenti del Liceo Ginnasio Giorgio Asproni di Nuoro è arrivato il momento della memoria, dopo dieci giorni vissuti in Brasile grazie al sostegno finanziario della Diocesi di Nuoro, della provincia di Nuoro, del Comune di Gavoi e la disponibilità offerta dalla provincia brasiliana della Congregazione degli Oblati di San Giuseppe. La comitiva guidata dal dirigente scolastico Antonio Fadda ha visitato i bambini di strada (meninos de rua) le favelas (quartieri dove vivono i poveri) ma anche Curitiba e i suoi parchi, Cascavel e la missione di padre Erittu, Foz de Iguaçu e le sue cascate, Rio de Janeiro con il suo Redentore e le famose spiagge.

«Ho realizzato un sogno che credevo impossibile – dice Alessia di Nuoro – sarò grata per sempre. Non avrei mai pensato di camminare per la via di Copacabana o bere l’acqua di cocco a Ipanema, mi ha davvero donato un’esperienza che porterò per sempre nel cuore. Da non dimenticare la meravigliosa esperienza a Curitiba, capisco perché  piace vivere là, le persone sono meravigliose!». Maddalena aggiunge che «è fondamentale, in un momento storico come questo che stiamo vivendo, in cui a volte si tende a perdere fiducia verso gli altri, in cui tendiamo a dividerci e a metterci l’uno contro l’altro, ricordarci che la chiave di tutto è lo stare insieme, l’incontrarsi realmente, conoscere quelle persone che ci sembrano tanto lontane da noi, ascoltare le loro storie, aprirsi alla loro cultura, per comprendere che in realtà siamo tutti molto più simili di quanto pensiamo, e che spesso le diversità non sono altro che insegnamenti preziosi per aprire la nostra mente, arricchire il nostro cuore e ricordarci che la vita è la fortuna più grande che potessi mai ricevere».

Maura di Gavoi è la più giovane, grazie al contributo del suo Comune ha potuto partecipare al progetto: «Questa esperienza – ammette – è stata per me davvero importante, oltre ad essere stato un viaggio veramente bello e interessante mi ha aiutato molto a riflettere e ad immergermi in una realtà diversa da quella a cui siamo abituati. Ho conosciuto una cultura diversa tra cucina tipica, i luoghi visitati e la storia che c’è dietro di essi, e una realtà che ha anche a che fare con differenze e contrasti sociali evidenti. È stato molto d’aiuto anche per una crescita personale».

Anna sottolinea che è stato un viaggio completo, «oltre la parte turistica c’è stata la conoscenza delle persone del territorio, la parte più emozionante è stata giocare con i bambini più bisognosi in quel momento ho toccato con mano le situazioni più difficili, porteremo nel cuore la consapevolezza delle contraddizioni del paese». 

«Non mi sono sentita una semplice turista, ma una persona pronta ad accogliere emozioni, ad ascoltare le parole e le storie della gente del posto. Ho avuto la possibilità di vedere luoghi lontani dalle cartoline, realtà autentiche e spesso difficili, ma essenziali per comprendere davvero come vivono le persone in quel contesto. È stata un’esperienza intensa e profondamente umana, che mi ha arricchita e che, in qualche modo, mi ha cambiata dentro», le parole di Lucrezia.

Anita è bittese come padre Ciriaco Bandinu, il missionario giuseppino amato tantissimo in Brasile: «È  stato un grande uomo – confida – che ha dato molto alla comunità di Curitiba. Mi ha fatto molto piacere vedere come un mio zio, dall’altra parte del mondo, sia considerato come un santo. Sono rimasta molto colpita da tutto ciò che lui è riuscito a realizzare».

Camilo, studente di quarta, non ha dubbi: «Ho apprezzato tantissimo la simpatia e la facilità con la quale si ponevano nei nostri confronti, erano tutti coesi e uniti, la facilità con cui interagivano docenti e studenti, sacerdoti e alunni, c’era unione tra maestro e allievo, un’unione ricca di amore,  la religione cattolica era presente nel realizzare questo tipo di unione, anche nei seminaristi e i più piccoli, questo viaggio mi ha reso diverso, mi ha dato una svolta nella comprensione delle emozioni delle persone».

Sara di Orosei e Marianna di Galtellì, hanno imparato tanto dalla visita al Consolato italiano scoprendo le opportunità di lavoro. «Ho vissuto 10 giorni fantastici – afferma Sara – pieni di felicità, scoperte, risate, amore e gratitudine. Mi ha insegnato davvero tanto, come, per esempio, che i ragazzi dall’altra parte del mondo, che sono cresciuti in contesti diversi dal nostro, con abitudini diverse dalle nostre sono molto più simili a noi di quanto pensiamo. Mi ha insegnato a essere grata per tutte le cose che ho e che a volte do per scontato. Noi siamo davvero tanto privilegiati e fortunati, in qualche parte del mondo c’è qualcuno che ha gli stessi nostri sogni e desideri e le nostre stesse capacità ma non ha possibilità e opportunità, solo perché è nato da una parte del confine invece che dall’altra. Dovremmo essere, quindi, grati per tutto ciò che abbiamo e io mi sento infinitamente grata per ciò che ho potuto vivere».

Raffaele di Orani rivela: «È stata un’esperienza unica e molto formativa che puntava a far scoprire un paese bellissimo e particolare come il Brasile in entrambi i suoi lati e nelle sue contraddizioni, passando da realtà molto diverse tra loro: da città più tranquille e piccole come Cascavel fino all’emblema delle estremizzazioni come Rio. È un’esperienza che dà consapevolezza sul mondo e fa vivere situazioni fuori dal comune. Per questo c’è da fare un ringraziamento speciale a chi ha messo tanto impegno per riuscire a organizzare tutto, lavorando per più di un anno, e a chi, accettando i rischi e rendendo possibile il tutto, ha dato a dei ragazzi un’esperienza che lascia davvero unica».  

Antonella parla di «un viaggio fatto di scoperte, emozioni e incontri che mi porterò dentro ancora a lungo. Mi sento di dover ringraziare i docenti della diocesi di Nuoro e tutti coloro che hanno investito contributi per noi».

Secondo Greta di Mamoiada, «è stato molto più di una semplice vacanza o di un viaggio turistico: è stato un viaggio del cuore. Abbiamo passato 10 giorni fatti di incontri, condivisione e tanta umanità, tra persone che ci hanno accolti con grande calore e semplicità. Abbiamo avuto anche l’occasione di visitare alcune realtà locali, vedere come vivono i nostri coetanei dall’altra parte del mondo e vivere momenti che ci hanno fatto riflettere e crescere, oltre che emozionare».

Per Laura, prossima alla maturità, è stata «un’esperienza intensa che porteremo sempre con noi. Il viaggio in Brasile ci ha regalato emozioni, sorrisi e momenti che non dimenticheremo facilmente. Ringrazio i professori che ci hanno accompagnato con tanta cura e disponibilità, grazie alla loro guida abbiamo potuto vivere questa esperienza in modo speciale».