Prima seduta con sorpresa per il nuovo Consiglio comunale di Nuoro: prima la questione ineleggibilità di alcuni consiglieri per debiti nei confronti dell’ente, poi la casella mancante nella squadra di governo del sindaco Emiliano Fenu. Ma se la prima questione, sollevata dal Segretario comunale è stata superata con la convalida dell’elezione da parte del Consiglio nell’attesa che le singole posizioni siano sanate, a fare più rumore – politicamente parlando – è la mancata nomina dell’assessore alla Pubblica istruzione, politiche educative, formazione, università e ricerca. Accreditate come appannaggio della lista Sinistra Futura nella persona di Gianni Cossu, le deleghe restano ad interim in capo al sindaco.

Questa, intanto, la giunta annunciata dal sindaco.
Il primo cittadino terrà per sé le deleghe al Bilancio e ai Tributi oltre che, come detto, quelle all’Istruzione.

Le deleghe allo Sport con eventi sportivi e gestione delle strutture, cultura, turismo, spettacolo, associazionismo, politica e giovanili vanno a Natascia De Murtas (Partito Democratico) che sarà anche vicesindaco. 

Deleghe all’Urbanistica, attività produttive con suap, commercio, artigianato, cimitero, prato sardo, a Giuseppe Mercuri (MoVimento 5 Stelle). 

Deleghe all’Ambiente, patrimonio, compresa l’arena dei grandi eventi, decoro verde urbano, monte Ortobene, borgo Lollove, Polizia locale, Protezione civile, a Marco Canu (Uniti per Fenu).

Deleghe ai Servizi sociali, Adriano Catte (Progressisti). 

Deleghe a Rigenerazione urbana, lavori pubblici, Giulia Corda (Alleanza Verdi e Sinistra). Deleghe ad Affari generali, personale, agricoltura, sviluppo e promozione territoriale e rurale, società partecipate, transizione energetica e comunità energetiche, transizione digitale, Mariangela Crabolu (Partito Socialista).

Il Partito democratico esprime anche il presidente del Consiglio comunale, Elia Carai è stato eletto con 19 voti favorevoli (due in più rispetto alla maggioranza) e 6 schede bianche.

Nel suo primo intervento dopo il giuramento il sindaco Fenu ha voluto augurare buon lavoro a tutti i consiglieri oltre che a se stesso.

«È un momento importante che segna l’inizio di un percorso collettivo e che vorrei salutare con un sentimento di rispetto e di gratitudine sincera verso ciascuno di voi. La democrazia si alimenta ogni giorno della partecipazione e dell’impegno delle persone che scelgono di mettere a disposizione il proprio tempo, le proprie energie e le proprie idee per il bene comune. Ognuno di noi in modi e ruoli diversi ha raccolto la fiducia di una parte dei cittadini.

A tutti e a ciascuno di voi riconosco la dignità e la responsabilità di questa rappresentanza», ha esordito. 

Poi un appello all’unità, pur nelle differenze: «Ciò che ci unisce è più importante di ciò che ci divide. È l’appartenenza a una comunità che chiede risposte, che chiede ascolto, che chiede rispetto e proprio rispetto deve essere la parola che orienta il lavoro di quest’aula».

«Io come sindaco – ha proseguito – sono consapevole che la giunta ha la responsabilità di proporre atti e indirizzi amministrativi ma riconosco al Consiglio il ruolo fondamentale di indirizzo e di controllo, di stimolo e di verifica. È un equilibrio di poteri che costituisce la garanzia più forte per la salute della nostra democrazia».

Dopo aver salutato i rappresentanti del Consiglio comunale dei ragazzi il sindaco ha poi esortato ancora una volta i consiglieri: «Pensando ai più giovani sento di dover lanciare un appello sincero e, se mi permettete, urgente. Facciamo tutti uno sforzo per mettere al centro la città perché oggi non ci troviamo solo di fronte ai problemi quotidiani di un’amministrazione ma davanti a un bivio storico e questo non possiamo nascondercelo. Nei prossimi dieci anni la nostra comunità rischia di vedere scendere ancora la popolazione, di perdere energie, di perdere competenze, di perdere famiglie e opportunità. Rischia, in altre parole, di avvicinarsi a un declino che potrebbe diventare irreversibile. E credo che nessuno di noi, a prescindere dall’appartenenza e dalle idee politiche, voglia consegnare ai nostri figli e ai nostri nipoti una città rassegnata a morire. Nessuno vuole essere ricordato come colui che ha preferito lo scontro alla responsabilità, l’interesse di parte al bene comune. Per questo, al dirà dei ruoli che ci sono stati assegnati dalle elezioni e dalla democrazia, io vi invito a condividere una priorità che deve venire prima di tutto. La salvezza e il rilancio della nostra comunità. Noi ci rivedremo spesso sulle strade da percorrere, ma non dobbiamo mai dividerci sull’obiettivo più importante che è quello di dare un futuro a questa città».