L’ultima iniziativa artistica di Pietro Costa si snoda in due tempi: venerdì 23 alle ore 11 in piazza del Rosario sarà presentata l’installazione Pace.  Lo stesso giorno alle ore 18 s’inaugurerà la personale “Forme e colori” nello spazio studio in via della Pietà 57.

«Frammenti di identità, percepiti come fotogrammi a se stanti, sagome umane, deformate, nude e dalla materia quasi ‘increspata’ e permeata di forza primordiale, si alternano a vigorose e robuste pennellate dove l’ampia e potente stesura cromatica diventa, nel silenzio di quel luogo intimo e familiare- come Tempio sacro del colore e della forma- il correlativo oggettivo dell’interiorità dell’artista Pietro Costa». Così scrive Eugenia Cervello nel presentare l’opera e prosegue: «Tra lo sperimentalismo contemporaneo e l’organicità della tradizione si snoda la realtà artistica del Nostro, tra una infaticabile ricerca verso una pura sintassi che ben coniughi il rapporto colore-forma-spazio e il richiamo costante alla storia di quella terra magica arcaica e selvaggia di Sardegna, sempre presente con la forza di una civiltà che valica le frontiere del tempo e alla quale il Nostro sa di appartenere».

«Scevra da rigidi schematismi accademici e sovrastrutture altre, l’Arte di Pietro Costa – prosegue la nota – acquisisce una forza drammaturgica che mette in evidenza la condizione umana in eterno conflitto tra il bene e il male, di cui l’Artista medesimo  si fa partecipe e narrazione di una esperienza artistica intrisa di religiosità naturale o mistica che sia non importa. ll rapporto tra l’uomo e la vita, tra l’uomo e la morte, tra l’uomo e la guerra come “fonte di esaurimento responsabile del diritto alla vita” diventa, comunque, unità di gesto nella sua cosmogonia artistica e costante affermazione alla vita».

«Dal dipinto Gaza, olio su tela, pertanto, come voce di protesta che infrange quella linea rossa, simbolo di guerra e di morte, alle sue opere scultoree Guerra/Pace e Madre, intrise di un delicato lirismo e caratterizzate, nella loro essenzialità arcaica, da un sintetismo formale, custode di quel percorso interiore catartico che conduce alla Ri-nascita… e alla speranza in un mondo migliore che l’artista Pietro Costa, attraverso la bellezza dell’Arte, vuole restituire all’Umanità».