Pubblichiamo l’intervento dell’ex sindaco di Nuoro.

Questa volta no, non sono d’accordo con i promotori dell’iniziativa e, sostanzialmente, col punto di vista che li porta a formulare (in quei termini e con quel metodo) i quesiti posti ai cittadini.

I proponenti sono persone che stimo e di cui riconosco la buonafede intellettuale, ma no, non sono proprio d’accordo su un metodo parascientifico che propone un questionario con poche sfumature e trae non/conclusioni; perché tali sono quelle deducibili dai concetti “aperti” espressi dai promotori a conclusione del sondaggio .

Tutto ciò che viene detto, dai cittadini interpellati e dai promotori dell’iniziativa, è comprensibile e ragionevole se circoscritto all’ambito delle opinioni: ma una volta che si calasse il problema sul piano amministrativo, i promotori sanno che non si possono schivare i problemi reali: urbanistici, di pubblica sicurezza e di dotazioni di sicurezza, di vincoli, di competenze pertinenti alla proprietà delle aree in questione, di visione d’insieme del “problema Quadrivio”, ecc.

Dunque mentre non sono d’accordo (per quel che vale) sull’iniziativa e sul metodo seguito, ritengo che l’amministrazione cittadina dovrebbe essere sensibile al “senso complessivo” espresso dagli interpellati: la necessità cioè di disporre in quel particolare nodo urbano di spazi verdi liberamente fruibili. che restituiscano un “volto”, una “identità” urbana alla parte di città in cui si saldano vecchio e nuovo – storico e contemporaneo e perfino futuro.

È un nodo urbano irrisolto su cui prevale una giusta esigenza di cambiamento.
Ma quale cambiamento? Qui sta il punto.
A mio avviso non si può prescindere da un progetto multidisciplinare dell’intero comparto urbano che affronti tutti i nodi esistenti in quell’area, nell’ottica di compiere una saldatura fra città storica e nuova espansione urbana, volta a un futuro da definire con una strategia d’insieme – di tutta Nuoro.

Un piano strategico che manca… che l’amministrazione cittadina non pare ipotizzare, ma che tuttavia è necessario se non si vuole parcellizzare i problemi… che sono tanti e complessi .

Dunque il mio è un No alla semplice domanda “muri si-muri no”… (non entro nel merito puntuale del quesito), pur con tutta la stima dovuta ai promotori di “Orizzonti urbani”.


ex sindaco di Nuoro