Francesco Mereu ha 25 anni, una formazione classica alle spalle e studi in Scienze Politiche all’Università di Cagliari. È un giovane educato, tranquillo, un po’ timido e introverso, proprio per questo incontrarlo nelle vesti di scrittore in occasione della presentazione del suo primo romanzo Beyond the Stars. Il Prescelto, è stata una doppia sorpresa.

Nato a Nuoro nel 2000 e cresciuto a Orgosolo, Francesco porta nella scrittura la fantasia coltivata fin da bambino, una passione riscoperta durante il periodo dell’Erasmus in Spagna nel 2023, quando i suoi mondi interiori hanno trovato finalmente la loro forma sulle pagine del libro. Il risultato è un romanzo che unisce mito, introspezione e avventura, diventato realtà anche grazie a un percorso di crowdfunding che ha coinvolto lettori, amici e sostenitori da tutta l’isola.
Lo abbiamo intervistato.

Francesco, quando hai capito che la scrittura non era solo una passione passeggera?
«Credo che nella vita siamo costantemente alla ricerca della nostra vocazione, di noi stessi e di ciò che vogliamo davvero essere. L’evento che più mi ha segnato e che mi ha fatto comprendere molte cose è stato l’Erasmus che ho vissuto in Spagna nel 2023. Per la prima volta nella mia vita mi sono trovato davanti al mio lato più fragile: ero perso, lontano da tutto ciò che avevo sempre considerato una sicurezza, fuori dalla mia comfort zone. In una situazione del genere hai due possibilità: tornare indietro facendo finta che nulla sia successo, oppure andare avanti e scoprire cosa c’è oltre quel mare di paura. Se oggi sono qui a raccontare tutto questo è perché ho scelto di buttarmi, di andare oltre le stelle, per citare il mio libro. Questo preambolo serve a spiegare che nulla è nato dal nulla. Ho dovuto sfidare me stesso, mettere in discussione le mie certezze e arrivare a capire che la verità, in fondo, è sempre stata lì. Ho rivisto il me bambino, quello che amava rifugiarsi in mondi fantastici creati da zero, mondi che però restavano chiusi dentro di me. Questo mi portava spesso a essere frainteso: molti pensavano avessi qualche problema e, a forza di sentirlo, finisci quasi per crederci anche tu. È stato proprio in Spagna che ho capito che ciò che avevo dentro poteva finalmente uscire fuori e diventare qualcosa di concreto. La scrittura è stata il mezzo migliore per permettere che questo accadesse. In realtà, però, mi piacerebbe fare qualsiasi cosa che stimoli la mia creatività… tranne cantare, forse».

Il tuo romanzo, Beyond the Stars. Il Prescelto, nasce proprio in quel periodo. Di cosa parla?
«È un romanzo che mi ha fatto tornare indietro di qualche anno, agli anni del Liceo Classico, quando studiavo la letteratura greca e latina. Proprio da lì nasce la scelta di inserire all’interno della storia elementi legati alla mitologia greca. È stato quindi un libro studiato e ragionato: ho voluto documentarmi, fare ricerche e mescolare elementi inventati con riferimenti che ritroviamo nella letteratura, romanzando il tutto per creare una storia originale. Il romanzo racconta la storia di Ethan, un ragazzo che, dopo una serie di eventi misteriosi, viene trascinato oltre il velo della realtà. Scopre un mondo in cui gli dèi dell’Olimpo non appartengono al mito, ma a un segreto antichissimo. Il tema centrale è il viaggio che Ethan compie all’interno di questo mondo, ma anche dentro sé stesso. Perché, in fondo, la vita è proprio questo: un continuo viaggiare e riscoprirsi. Il destino chiama il protagonista, ma in realtà chiama tutti noi. La scelta dell’età di Ethan non è casuale. È il periodo in cui i dubbi sono più forti, le difficoltà aumentano e spesso non sappiamo dove andare, cosa fare, né cosa il futuro abbia in serbo per noi. Anche se nella nostra vita non ci troviamo a vivere in un mondo mitologico, siamo comunque chiamati a fare scelte importanti. Il mio consiglio è questo: lanciatevi, andate oltre le vostre paure, sfidate voi stessi. Scoprirete lati di voi che non sapevate di avere. Sbagliare è normale. Il fallimento è parte del percorso ed è uno dei pochi veri modi per crescere. Ma se non si rischia, non si può sbagliare, e, se non si sbaglia, non si cresce. Spero quindi che questa lettura possa aiutarvi anche a capire cosa è davvero importante per voi. Perché solo chi osa guardare oltre ciò che vede scopre davvero chi è».

Parte del tuo percorso è stata anche un’avventura nel crowdfunding. Com’è nata e come l’hai vissuta?
«È stata un’esperienza incredibile, ma allo stesso tempo strana. Pensare che qualcuno potesse acquistare un libro non ancora uscito, quindi non fisicamente presente, mi ha riempito di dubbi sulla buona riuscita della campagna. Mi chiedevo se avrebbe funzionato davvero. Col tempo, però, mi sono reso conto di aver sottovalutato un aspetto fondamentale: la comunità nella quale sono cresciuto. Una comunità che, quando si tratta di aiutare qualcuno, soprattutto un giovane, non si tira mai indietro. Perché non è solo una questione di libro, ma una questione di principio: se un giovane ha bisogno di supporto, lo si aiuta. E questo vale più di qualsiasi fattore economico. Per me è stata una grande lezione di gratitudine e di fiducia: quando credi in qualcosa, ma soprattutto quando qualcuno crede in te, il traguardo diventa improvvisamente possibile. Grazie davvero a tutti, e in particolare alla comunità di Orgosolo».

Che cosa speri che il lettore porti con sé dopo aver letto il romanzo?
«Nella quarta di copertina c’è una frase a cui tengo particolarmente: “Perché oltre la paura, oltre le incertezze, troverete la libertà”. Questo libro è rivolto soprattutto ai giovani. Vi capisco, so cosa significa non sentirsi compresi fino in fondo dagli adulti. Viviamo in un’epoca diversa da quella in cui sono cresciuti loro, e questo crea un divario che spesso si trasforma in distanza. Inoltre, veniamo da anni difficili, segnati dal Covid, che hanno amplificato l’incertezza su tanti aspetti della vita. Per questo voglio rivolgermi anche agli adulti, ai genitori: quando i vostri figli, quando i giovani hanno delle idee, ascoltateli; quando hanno dei dubbi, accompagnateli; supportateli, senza andare loro contro. I giovani hanno un enorme potenziale e rappresentano il futuro. Fino a poco tempo fa scrivere un libro sembrava un’idea folle, oggi è diventata qualcosa di concreto, di possibile. Inseguire i propri sogni significa spesso rinunciare a una vita che sembra già scritta. Eppure, abbiamo il potere di riscriverla come vogliamo noi, non come vogliono gli altri. Non dovremmo porci limiti: la vita ci spinge spesso a restare dentro confini che non sono davvero nostri. Ethan affronta l’ignoto, e credo che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, abbia bisogno di fare lo stesso. Se questo libro riuscirà a far crescere anche solo un po’ il coraggio di qualcuno, allora avrà già raggiunto il miglior risultato possibile».

Stai già lavorando a qualcosa di nuovo?
«Sì, ho molte idee in movimento. Vorrei ampliare la storia di Ethan, che ho sempre immaginato come un universo molto più ampio, in cui c’è ancora tanto da raccontare. Il viaggio, in fondo, è appena iniziato. Una volta terminata l’università, mi piacerebbe dedicarmi alla scrittura a tempo pieno perché, quando inizi a scrivere e scopri quanto può diventare parte di te, non vuoi più fermarti».

Beyond the Stars. Il Prescelto. Una storia che nasce da un sogno, cresce grazie alla forza di una comunità e arriva oggi sulle scrivanie dei lettori come il primo passo di un autore che ha deciso di guardare — e far guardare — oltre le stelle.
Peppino Rubanu