28 Febbraio 2026
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I giovani sardi hanno sempre un sogno, quello di vivere negli Stati Uniti. Sono tanti quelli che anche dal territorio della nostra Diocesi chiedono di trascorrere un anno in un college americano o per perfezionare la lingua o per vivere in una nuova dimensione culturale. Alcuni poi decidono di fare di questa esperienza di vita un lavoro o una nuova occasione di crescita.
Seguendo le orme di Costantino Nivola, alcune giovani oranesi si stanno facendo notare negli Stati Uniti. Tra queste emerge Giulia Noli progettista culturale per una residenza per artisti a New York.
Classe 1993, studentessa del Liceo Classico di Nuoro si è laureata alla Bocconi e specializzata in Beni Culturali all’Università Cattolica per intraprendere il viaggio oltre America, scoperta grazie a un anno in Maryland svolto da studentessa del Liceo Asproni. Prima di tornare nel 2024 negli Usa, Giulia ha lavorato a Parigi e Venezia con grandi marchi del mondo della moda e ha conosciuto Laura Gatti, direttrice del Man di Nuoro e ora nominata alla guida del Museo Nivola.
In Italia invece tra i laureati dell’Università per Stranieri di Perugia premiati per tesi sui temi delle relazioni internazionali, dell’ecologia e dell’economia sostenibile c’è una venticinquenne cresciuta nel paese degli artigiani. Tra i riconoscimenti conferiti a tre neolaureati del corso di laurea in Scienze sociali per la sostenibilità e la cooperazione internazionale dalla Fondazione Italia-Usa spicca il nome di Michela Pisone: la giovane oranese si è aggiudicata il Premio speciale Ambiente e Democrazia.
Michela si è diplomata al linguistico del Liceo Enrico Fermi di Nuoro. La sua tesi sostiene che affrontare la crisi democratica e quella climatico ambientale richieda strumenti concreti di partecipazione, giustizia sociale e sostenibilità. Nessuna transizione ambientale può avere successo senza rinnovata partecipazione politica, riduzione delle disuguaglianze e istituzioni capaci di affrontare sfide complesse. Secondo Michela Pisone «una rigenerazione democratica efficace deve considerare i limiti planetari e promuovere un nuovo rapporto tra società e ambiente. I movimenti contemporanei dimostrano che pratiche partecipative dal basso, solidarietà e azione diretta sono strumenti concreti per rafforzare la democrazia e rispondere alle sfide sociali e ambientali. Integrare giustizia sociale, sostenibilità e forme partecipative più robuste rappresenta la condizione essenziale per un futuro democratico capace di affrontare le sfide del nostro tempo».
Giulia e Michela, due modi diversi di vedere l’America.
