Domenica 6 settembre, accompagnati dal Vescovo Antonello, hanno fatto l’ingresso nelle parrocchie di Dorgali e Cala Gonone il nuovo parroco don Giovanni Cossu e il vicario parrocchiale don Federico Bandinu.
Di seguito il saluto del Consiglio pastorale.

Oggi 6 settembre 2026, alla presenza di Sua Eccellenza Monsignor Antonello Mura, che ringraziamo, siamo riuniti per accogliere il nuovo parroco Don Giovanni Cossu e il suo vicario Don Federico Bandinu.
Appena qualche giorno fa abbiamo salutato Don Gianfranco Nieddu e Don Pietro Puggioni ai quali rinnoviamo il nostro “Grazie”.
Le nostre comunità di Dorgali e Cala Gonone vi accolgono con grande entusiasmo e si impegnano a prestare piena collaborazione nell’espletamento delle attività parrocchiali, ognuno secondo la propria predisposizione e disponibilità, seguendo il programma che voi stessi disporrete.
Nella preghiera vi affidiamo alle nostre patrone Santa Caterina D’Alessandria e alla Madonna di Bonaria e invochiamo per voi la protezione della Beata Maria Gabriella, che vi guidino nell’esercizio della vostra missione che siate per tutti noi e fra tutti noi portatori di pace .
I Consigli pastorali rappresentanti delle comunità di Dorgali e di Cala Gonone vi accolgono con gioia Don Giovanni e Don Federico
Benvenuti tra noi.


Il saluto di don Pietro Puggioni alla comunità di Cala Gonone

Carissimi fratelli e sorelle,
abbiamo sentito nel Vangelo:”Allora Gesù disse: Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì i sono in mezzo a loro”.

Nel respiro di questa presenza divina e sotto lo sguardo materno della nostra Patrona, questa sera, a conclusione degli 11 anni del mio servizio sacerdotale in mezzo a voi, voglio affidare al Signore e a voi i sentimenti e i pensieri che dominano la mia mente e il mio cuore.

Il primo grazie al Signore che mi ha donato la gioia del sacerdozio, germogliato nella mia famiglia e nella comunità di Orune, e  maturato  per 25 anni a Nuoro, 8 Orani, 15 a Fonni e infine 11 a Cala Gonone.

Al compimento dei 75 anni, quando noi sacerdoti siamo invitati a presentare le dimissioni da parroco, mons. Marcia, con un atto di fiducia, mi ha invitato a venire in mezzo a voi, memore anche della mia fraterna amicizia col compianto don Salvatore Fancello, che oggi ricordiamo nel 12.mo anniversario della morte. Son venuto  a Gonone con gioia per  raccontarvi la misericordia del Signore e riunirvi per la lode del suo santo nome. Nonostante i limiti della mia non più giovane età mi avete accolto  con squisita simpatia. La numerosa presenza di stasera, da parte delle autorità, dei tanti collaboratori e della comunità sigilla questa bella stagione della mia e della vostra vita.

Dal poeta latino Orazio attingo una frase  in cui trova efficace espressione il mio salutarvi: “Non cambiano l’animo ma il cielo coloro che attraversano il mare”. Il cielo di Nuoro subentra a quello di Gonone ma il mio affetto per voi e il grato ricordo della vostra bontà rimangono intatti pur attraversando la  galleria e il ponte sul Cedrino. 

Da Cala Gonone attingo quattro immagini per formularvi un messaggio  e un invito a continuare lungo il solco che ho tracciato. 

1 L’azzurro del cielo sul mare meraviglioso educhi lo sguardo dell’anima, specialmente delle nuove generazioni, ad aprirsi alle dimensioni dell’infinito di Dio, che libera il cuore verso orizzonti di libertà e di salvezza.

2.  Il sogno svanito della nuova chiesa porti la comunità a custodire   questa luminosa chiesetta, casa di Dio tra le case degli uomini.

Qui giunge l’eco  della intensa attività economica, l’onda della vita quotidiana delle famiglie, le voci giulive dei bambini e i rombi dei motori dei giovani. La porta aperta sia segno di una “chiesa in uscita”verso tutti  con l’umiltà coraggiosa del Vangelo.

3. “Ci sono ancora poveri a Calagonone?”  Tante volte mi avete fatto questa domanda. Io ho una risposta: i poveri sono come le stelle, a occhio nudo ne vediamo pochi, con i binocoli molti di più”. Davanti  alle varie povertà spirituali e materiali, presenti e numerose anche qui, oso farvi una consegna: “Accorgersi dei poveri e andar loro incontro”. 

4. Tempi difficili per noi  preti che ogni giorno siamo provocati  ad essere prima autenticamente uomini e poi servitori del Vangelo, con tutto il peso dei nostri limiti e dei nostri difetti. Con me siete stati molto comprensivi: nella s. Messa il vostro sguardo non si è fermato sulle mie mani di peccatore, ma è salito fissando l’Ostia, il volto di Cristo, e nelle omelie avete accolto  il racconto di Dio che viene incontro a nutrirvi e dissetarvi.

 Domani alle 16,30 passerò il testimone a don   Giovanni Cossu, nuovo parroco di Dorgali e Cala  Gonone  e al suo collaboratore don Federico Bandinu. Accoglieteli e onorateli: è il vostro dono più bello per me. Il Signore ci benedica.