La storica chiesa della Beata Vergine di Loreto a Mamoiada è stato restituita alla comunità e alla Diocesi grazie ai lavori di restauro eseguiti dall’impresa Tonino e Francesco Gungui sotto la direzione dei lavori dell’architetto Graziano Chironi. L’intervento è stato possibile anche grazie ai fondi dell’8xmille Cei/Diocesi pari a 110mila euro mentre il Comune di Mamoiada ha contribuito con 50mila euro.

La storia 
Secondo una considerevole restituzione storica fatta dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici Paesaggistici Storici Artistici ed Etnoantropologici per le Province di Sassari e Nuoro nelle persone di Maria Paola Dettori e Gabriela Frulio con una pubblicazione del 2012 e secondo l’analisi di dati di archivio, è plausibile che l’edificazione della struttura risale sicuramente ai primi anni del XVIII secolo. Si conosce la data della stipula dell’atto rogato nel 1708 presso il notaio Giovanni Battista Lay e nell’atto del notaio Alessio Demontis il 10 Maggio 1709 affida i lavori al capomastro milanese Giuseppe Gualliò, dopo molte vicende circa il proseguimento dei lavori infine sarà consacrata il 9 Settembre 1804.

L’edificio
La Rotonda intitolata alla Beata Vergine di Loreto, ubicata nel Centro Storico (centro antico) di Mamoiada, ha pianta circolare con volume cilindrico alla base, sormontato da un tamburo esagonale, cupola leggermente ogivale a sei spicchi e lanternino portacroce. Internamente presenta sei nicchie radiali, una più profonda con abside, altare e presbiterio, divise da lesene su cui poggia il tamburo. Sei finestre e sei oculi illuminano la navata.  Sono presenti una sacrestia e un ripostiglio comunicanti con la navata.

Vecchi e nuovi interventi
La chiesa, di proprietà della parrocchia, ha subito lavori di restauro nel 1986, concentrati sulla cupola e coperture. Il progetto di restauro attuale, compatibile con il Piano Urbanistico Comunale mirava invece alla messa in sicurezza strutturale con tecniche non invasive, ripristinando la continuità strutturale delle lesioni verticali del tamburo esagonale e della cupola. L’immobile è vincolato, richiedendo il parere della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le Province di Sassari e Nuoro. Il progetto, come detto, proponeva un intervento di restauro, consolidamento statico e messa in sicurezza strutturale compresi i lavori di finitura, con il fine del pieno recupero dell’edificio al culto e la visita del pubblico delle antiche opere pittoriche parietali dopo la chiusura cautelativa per motivi di sicurezza.

L’interno dell’edificio durante l’intervento

L’analisi del degrado ha evidenziato una profonda fessurazione verticale, questo ha aggravato le infiltrazioni d’acqua, causando decoesione delle malte e interruzioni strutturali. Si aggiungono umidità di risalita e danni al rivestimento in granito. La mancanza di grondaie ha peggiorato il danno agli intonaci esterni. La proposta progettuale prevedeva dunque iniezioni di materiale a base di calce per ripristinare la continuità strutturale; ricognizione e sostituzione di parti ammalorate delle coperture; impermeabilizzazione; rimozione di vegetali; pulizia con idropulitrice; spiccature e risanamento degli intonaci; ripristino degli intonaci e imbiancatura. 

Tutte le fasi di intervento sono state eseguite dall’impresa senza incidenti e rispettando gli accordi di appalto. Le preziose pitture parietali sono state protette.

Il portone restaurato

Anche il portone principale è stato restaurato, a cura della ditta Cortonese di Sassari, dopo approvazione della Soprintendenza di Sassari. 

Con il fondamentale sostegno delle firme per l’8xmille, ogni anno vengono restituiti a fedeli e visitatori molti tesori: la chiesa della Beata Vergine di Loreto è uno di questi.