2 Giugno 2025
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Domenica primo giugno si è conclusa la IX edizione di IsReal, il Festival del Cinema Documentario, organizzato dall’Istituto Superiore Regionale Etnografico (Isre) con la Direzione artistica di Alessandro Stellino. Questa edizione – come si legge nel comunicato finale – ha registrato uno straordinario successo di pubblico, confermando il ruolo di primo piano del festival nel panorama internazionale del cinema documentario.
«La nona edizione di IsReal ha confermato il suo carattere internazionale, con un’ampia partecipazione di documentari che spaziano da tematiche ecologiche e musicologiche a questioni sociali ed economiche, e, soprattutto, diritti e libertà dell’individuo. I film degli ‘Scenari Sardi’ si sono rivelati particolarmente coinvolgenti, trattando temi di grande attualità e sensibilità. La forte partecipazione di pubblico e l’interesse degli addetti ai lavori sono segnali positivi per il futuro del festival, che ha il potenziale di diventare un punto di riferimento per la cinematografia internazionale, stimolando la ricerca sul campo e promuovendo la Sardegna come cuore pulsante di questo importante dialogo culturale». Stefano Lavra, Presidente Isre.
«Si conclude un’edizione di IsReal densa e partecipata», ha dichiarato il Direttore artistico del Festival, Alessandro Stellino. «I film premiati dalle giurie testimoniano di una grande attenzione alle questioni sociali e ai diritti delle donne, valorizzando opere stilisticamente compiute e coraggiose allo stesso tempo. I sei giorni del festival hanno dimostrato ancora una volta la vitalità del cinema documentario e la sua capacità di farsi specchio del presente, ma anche la vivacità intellettuale di un pubblico serio, attento e curioso. L’internazionalità dell’approccio proposto dal programma e il forte radicamento nel territorio dell’iniziativa confermano il valore di un evento unico e imprescindibile nel panorama culturale dell’isola».
Durante la manifestazione – prosegue il comunicato – sono emerse storie che affrontano temi di grande attualità, come le sfide sociali e politiche, con particolare attenzione alle donne protagoniste di lotte quotidiane contro le ingiustizie e di resistenza culturale. Le opere premiate, pur trattando tematiche universali, hanno dato voce a donne coraggiose e raccontato storie di vita che riflettono la complessità della condizione femminile, consolidando il legame del festival con una narrazione di forte impatto emotivo e culturale.
Il Primo Premio è stato assegnato a Marching in the Dark di Kinshuk Sujan, per la sua narrazione visiva e sonora che esplora l’evoluzione psicologica della protagonista, evidenziando la resistenza femminile all’interno di un sistema di ingiustizia. Il Secondo Premio è andato a Tierra Encima di Sebastián Duque, un potente cortometraggio che racconta la crudezza di un conflitto individuale aggravato da ingiustizie sociali. Il Premio per il Miglior Film a Tema Etnomusicologico è stato vinto da Il Canto del Respiro di Simona Canonica, per la sua esplorazione della musica come espressione delle identità culturali e del legame con l’ambiente. Infine, il Premio della Giuria Giovani è stato assegnato a Las Novias del Sur di Elena López, per la sua originale e delicata rappresentazione dell’amore e delle fragilità umane, superando i confini generazionali con ironia e profondità.
I premi sono stati assegnati dalla Giuria Internazionale – composta da Valeria D’Ambrosio, storica dell’arte e curatrice d’arte contemporanea, Cécile Embleton, autrice e regista franco-inglese, e dall’etnomusicologo e docente Marco Lutzu – che ha premiato il Primo e il Secondo premio all’interno del Concorso Internazionale, oltre a quello per il miglior film etnomusicologico. La Giuria Giovani, composta da giovani appassionati di cinema, ha invece assegnato il Terzo premio a un film del Concorso Internazionale.
Tra i film premiati anche A S’orgolesa di Davide Melis, vincitore della categoria Scenari Sardi, scelto direttamente dal pubblico in sala. Questo premio testimonia l’impegno del festival nel coinvolgere attivamente gli spettatori nella selezione delle opere più significative e toccanti, che esplorano le tradizioni, le trasformazioni sociali e culturali della Sardegna contemporanea.
Tutti i premi con le motivazioni delle Giurie
Primo Premio
Marching in the Dark di Kinshuk Sujan
Questo documentario, dalle grandi qualità visive e sonore, riesce a sviluppare una narrazione capace di mostrare l’evoluzione psicologica della protagonista. Attraverso un sapiente utilizzo del tempo, il regista ci lascia entrare nel presente emotivo e nella più profonda intimità del personaggio, come esemplificato dall’ultima scena del film. Grazie a una sensibilità di sguardo sorprendente per un’opera prima, il documentario ci ricorda che l’ingiustizia è una forma di sopruso ancora, che continua a perpetrarsi in ogni luogo e in ogni tempo. In una gerarchia piramidale modellata sulle logiche di un capitalismo sistemico, si percepisce che alla base, molto spesso, ci sono le donne, vittime ultime di una catena di ingiustizie a cui devono necessariamente resistere. Attraverso la cura dell’altra, all’interno di uno spazio di abuso fisico e psicologico, un gruppo di donne trova il suo riscatto perché dotato di una “costante resistenziale” genuinamente femminile, che il regista ci restituisce in un film pieno di tenerezza.
Secondo Premio
Tierra Encima di Sebastián Duque
Dotato di una coerenza tecnica, formale e contenutistica straordinaria per un cortometraggio d’esordio, questo documentario, denso di una tensione tutta umana, ci restituisce una storia che, nella sua crudezza, ha dell’inverosimile. Magia, superstizione, veleno, minaccia sono elementi perfettamente intrecciati in ogni fotogramma e in ogni suono. Attraverso la voce delle protagoniste, il film ci rende partecipi di un conflitto individuale esacerbato da un contesto di ingiustizia sociale meschina e tragica insieme. Quest’opera, breve ma potente, è capace di allargare il nostro sguardo sul Sistema che ci pone gli uni contro gli altri fino a condurci alla morte.
Premio per il Miglior Film a Tema Etnomusicologico
Il Canto del Respiro di Simona Canonica
Per la capacità di raccontare, con immagini di grande qualità e intensità, la musica come potente dispositivo di espressione delle identità culturali e della creatività individuale. Il film accompagna lo spettatore in un viaggio attraverso diverse culture musicali, affrontando temi di grande interesse per l’etnomusicologia, quali la relazione tra musica e ambiente, le modalità di trasmissione dei saperi, la raffinatezza del pensiero e l’umanità nei discorsi dei protagonisti sul proprio agire musicale. In coerenza con il tema trattato, il documentario si distingue anche per l’attenzione nella cattura e nella restituzione del suono, che valorizza l’esperienza d’ascolto, con un’enfasi sulle sfumature timbriche degli strumenti e delle voci. Attento alla varietà delle pratiche espressive esplorate, il film invita lo spettatore a ripensare il respiro come gesto culturale, spirituale e performativo.
Premio della Giuria dei Giovani
Las Novias del Sur di Elena López
Un film che, nella sua genuinità, è riuscito a toccare temi universali e profondi in maniera originale e delicata. Per la sua capacità di descrivere efficacemente le sfumature dell’amore e le fragilità dell’essere umano. Con penetrante ironia ha saputo far ridere e commuovere e allo stesso tempo superare i muri che trascendono le generazioni. L’esperienza più intima elevata all’universale.
