A Nuoro c’è un grande complesso edilizio abbandonato ed in rovina. Si tratta del centro manutenzioni e direzionale dell’ex Etfas, poi passato all’Ersat e dal 2012, sotto l’amministrazione di Sandro Bianchi, di proprietà del Comune. A Predas Arbas, attorno ad un grande capannone adibito alle manutenzioni di trattori, veicoli, trebbie ecc. sorgono le stanze per uffici, depositi, mensa. Nell’angolo inferiore c’era anche una porcilaia. Al centro un pozzo dove l’acqua non mancava mai ed ampi spazi liberi. 

Il Comune, che già disponeva dell’uso di quei locali, diventa proprietario perché l’Ersat (poi diventata Laore) glieli conferisce gratuitamente. Ebbene, dal 2012 in Consiglio Comunale non c’è mai stato un dibattito, un’interrogazione, una mozione che riguardi questo patrimonio. Non se ne parla proprio e credo che la quasi totalità dei consiglieri non sappia neanche che esista. Quando era assessore ai servizi sociali Graziano Pintori, prima del 2012, si era pensato di realizzarvi un centro per anziani. Poi tutto è caduto nel dimenticatoio.

Viene da chiedersi: che senso ha che un comune acquisisca un bene del quale non sa che farsene? È il caso di metterlo all’asta per iniziative private?

A Predas Arbas si è verificato quanto accaduto sul Monte Ortobene con l’ex albergo Esit. Prima di acquisire un bene, anche se ottenuto gratuitamente, è necessario sapere cosa farne altrimenti quel dono diventa un peso ed una spesa. Ma in Comune conoscono davvero quale sia il suo patrimonio?