Mercoledì 1 aprile, presso l’Istituto comprensivo Podda nella sede di San Pietro a Nuoro, si è riunito il Consiglio comunale dei ragazzi. Oggetto dell’incontro, promosso dal referente del progetto professor William Morelli in collaborazione con il Comune grazie alla dottoressa Simona Padre – la ferrovia Nuoro-Abbasanta. Il progetto è quello che prevede fermate a Ottana e Sedilo, una velocità non inferiore ai 160 km/h, con binario unico e collegamenti ogni due ore per Cagliari con tempi competitivi di 1 ora e 45, mentre 50 minuti per Oristano.

A rivolgersi ai giovani attenti, Maria Luisa Ariu e Claudio Solinas. Quest’ultimo, anima del Comitato Trenitalia nuorese, ha presentato il progetto e dato vita alla discussione, durante la quale gli studenti hanno potuto porre quesiti e dare la loro opinione sul tema.

Tra le tante mani alzate gli alunni di San Pietro si domandano che cambiamenti prevederebbe la nuova linea per l’Isola e per i suoi abitanti. Si è discusso di come un progetto di questo tipo incida sull’economia sarda, creando in partenza nuovi posti di lavoro e permettendo a coloro che ne beneficeranno di spostarsi più facilmente verso il proprio impiego.

«Si potrebbe andare da Nuoro a Cagliari tutti i giorni con un costo irrisorio inferiore a 300€ annui permettendo a giovani studenti di viaggiare – ha spiegato Claudio Solinas ai presenti –. Sarebbero in rete quasi tutti gli ospedali, rappresentando una svolta per la sanità. Non comprendo perché la Barbagia debba restare indietro rispetto agli altri territori italiani e isolani. Si tratta di un vero e proprio sistema duale, che vede una parte della Sardegna correre a 150km/h, lasciando l’altra alle sue alle spalle – che arranca -, a 30km/h».

«È stato importantissimo iniziare a ragionare sul tema con ragazzi preparati – ha dichiarato Maria Luisa Ariu –, trasmettendogli l’importanza di ciò che siamo facendo per loro. Quest’ occasione andrebbe replicata ovunque, per sensibilizzare su temi come quello affrontato, fondamentali per il nostro territorio. L’isolamento a cui ci costringiamo, deriva dal poco peso che negli anni si è dato alla mobilità collettiva attraverso un mezzo come il treno. Altre regioni ci hanno dato esempio di quanto fosse per loro di rilievo, poiché aumenta la mobilità e la possibilità di permanenza. Una persona decide di restare a vivere in una zona di montagna, se esiste la possibilità di raggiungere Cagliari – centro di riferimento lavorativo e sanitario –, velocemente, potendo andare e tornare in giornata senza che diventi un onere esagerato dal punto di vista economico e temporale. Chiaramente in assenza di queste condizioni, la scelta è quella di trasferirsi svuotando le nostre comunità, incluso il capoluogo. I mezzi alternativi alla tratta Nuoro-Abbasanta non sono efficaci. Vorremmo cercare di invertire il meccanismo secondo cui un giovane, insufficientemente retribuito, non riesce a far fronte anche ai costi della mobilità diventati sempre più critici, decidendo di stabilirsi nella città dove lavora – ha concluso la Segretaria Generale della Cisl di Nuoro -.  Ed è così che i giovani vanno via!».

«L’incontro è stato molto interessante – ha raccontato l’avvocato Solinas –, ci ha permesso di informare giovanissimi che potranno riportare il messaggio alle loro famiglie, aspetto fondamentale per dare una spinta propulsiva ad avviare un progetto che non deve rimanere assolutamente un sogno. Dobbiamo combattere la rassegnazione. Continuiamo ad essere la maglia nera dell’Italia e della Sardegna, non avendo la ferrovia nazionale a differenza degli altri capoluoghi».

Circa sette anni di lavori, è questa la stima per la realizzazione della ferrovia che potrebbe incidere sul futuro della Sardegna. La quale, con una praticabilità lineare, avrebbe molto più da offrire e potrebbe essere vissuta diversamente dai giovani, che rumorosi lamentano una terra slegata, isolati nell’isola stessa.