
20 Dicembre 2025
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Prodotto dall’Isre col contributo della Fondazione Sardegna e la partecipazione di Bentu Experience, mercoledì 17 dicembre all’Auditorium G. Lilliu di Nuoro viene presentato il docufilm Ammentos dae su Monte. Soggetto e regia sono del celebre fotografo naturalista nuorese Domenico Ruiu, al quale nel 2014 è stata attribuita la laurea ad honorem, profondo conoscitore della flora e della fauna dell’Isola, autore di varie pubblicazioni in riviste di settore, di quattro pubblicazioni sul Monte Ortobene e numerose opere sull’ambiente della Sardegna.
«L’idea di realizzare questo docufilm, interamente in lingua sarda – spiega Ruiu -, è nata a seguito di una intervista sull’Ortobene da parte della giornalista Mariantonietta Piga dove raccontavo delle storie attraverso testimonianze dirette, compresa quella dell’ultimo capraro stanziale».
Ruiu ho parlato di “cumbessias” che venivano adibite ad alloggio estivo dei nuoresi, di quando si raggiungeva il Monte coi carri a buoi carichi di masserizie per trascorrervi l’estate.
«L’intervista – prosegue -, ha avuto un così enorme successo in tutta l’Isola da indurmi a realizzare un docufilm anche in considerazione del fatto che la mia generazione di ottantenni è l’ultima depositaria della storia di quel Monte che Grazia Deledda ha vissuto e descritto nelle sue pagine.
Il mio lavoro parte dalla cima dell’Ortobene dove Cosima per la prima volta ha visto il mare e dove anche i pastorelli, come Grazia, lo ammiravano sognando mondi lontani».
Il docufilm – con la consulenza di Ignazio Figus, le riprese e post produzione Daniele Brotzu – consta di sette testimonianze dirette e approfondimenti che riguardano i nuoresi. Storie che si snodano a cerchio attorno al Monte, narrate da persone che l’Ortobene lo hanno amato e vissuto, uno per tutti il mitico Nicola Porcu. Storie che raccontano di flora, di fauna, di rocce, d’incendi che lo hanno ferito ma soprattutto della magia che quel luogo incantato sprigiona.
Tutte le storie sono intervallate dalle note di Promissas, del poeta di Ittiri Giovanni Fiori, cantata da Piero Marras, autore delle musiche. Nella casa natale di Grazia, Monica Corimbi recita un brano tratto dalla lettera del Nobel a Salvatore Ruiu e mentre scorrono i titoli di coda il gruppo “Sotziu tenore nugoresu” da Jacu Piu canta Pro su Monte.
Come nasce l’idea di questo lavoro?
«L’immenso amore che nutro per l’Ortobene mi ha spinto ad evocare i miei ricordi da bambino in un percorso intimo e fortemente simbolico».
Cos’è il Monte per Domenico Ruiu?
«La mia culla e il mio nutrimento. Lì è racchiusa la mia anima, la mia infanzia felice e la mia libertà. La notte mia madre non mi concedeva di uscire per proteggermi dai rischi. Al mio rientro a Nuoro amavo portare con me una manciata di terra e di ghiande, simbolo del Monte, che custodivo gelosamente. Dal mio terrazzo lo contemplavo avvolgendolo col mio sguardo e sfuggendo ad un controllo meno serrato, all’imbrunire salivo in cima, accarezzavo il piede della statua e col segno della croce pronunciavo il mio “Grazie”per essere riuscito nell’impresa».
A chi dedica il suo docufilm?
«A tutti coloro che amano il Monte con la speranza che generi amore in quanti ancora non lo conoscono. Vorrei che questo docufilm partecipasse alle rassegne nazionali e internazionali perché tanti possano scoprirlo e non solo dal punto di vista paesaggistico».
«L’Istituto etnografico – afferma Stefano Lavra presidente dell’Isre -, ha voluto promuovere questo docufilm per testimoniare il legame tra i nuoresi e uno dei loro simboli identitari. Riportare storie, aneddoti e modi di viverlo in lingua sarda, uno degli elementi cardine della mission dell’Istituto, significa sostenere il valore culturale e antropologico di un vissuto che unisce il Monte ai nuoresi».
