L’Intelligenza artificiale «non è uno strumento ma un’infrastruttura, la nostra visione è quella di metterla strategicamente al servizio del territorio».

Si chiama Sisaia la giovane donna generata con l’Intelligenza artificiale, in grado di creare un ponte temporale invisibile tra il contemporaneo e il prenuragico. La figura interattiva si ispira ad una donna sarda realmente vissuta 3800 anni fa, i cui resti furono rinvenuti in una grotta, nella valle di Lanaitho tra Oliena e Dorgali nel 1961. Il suo scheletro è attualmente conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Nuoro che, in collaborazione con lo Studio Inoke curatore del progetto, si è impegnato a ridarle vita investendola di un ruolo totalmente innovativo.

Sisaia diventa un chat bot (programma informatico creato per simulare una conversazione con un essere umano ndr) progettato per offrire un’esperienza interattiva di esplorazione della storia e dell’archeologia della Sardegna. I visitatori del museo, potranno interfacciarsi direttamente con lei ponendole domande a cui risponderà con approfondimenti dettagliati, creando effettive conversazioni.

Inoke nasce nel 2013 come studio di comunicazione e consulenza aziendale con funzione strategica per le imprese, si orienta sin da subito sulle tecnologie innovative fino a cercare negli ultimi anni un nuovo posizionamento ottenuto con l’Intelligenza artificiale.

«Circa un anno fa abbiamo avviato un percorso insieme a Confcommercio – racconta Luigi Cocco, master alla MIT in IA applicata al business –, coinvolgendo circa trenta aziende nella nostra idea di Intelligenza artificiale, questo ha permesso ad entrambe le parti di crescere e svilupparsi.

Ci sono due Sisaia, la prima è un chat bot orientato all’educazione specifica e scientifica del sapere che ruota intorno al periodo prenuragico fino ad arrivare alle città-stato. Abbiamo acquisito tutto il materiale che la regione aveva la disposizione, poi l’abbiamo affidato ad un’IA con il compito di rispondere in modo accademico, diventando un supporto scientifico con funzione divulgativa.

La seconda Sisaia è un cartone animato con funzione prettamente divulgativa indirizzato ai bambini, con il tentativo di trasmettergli senso di appartenenza. La mia generazione è cresciuta con processi di americanizzazione pesante, dove il mito era un Supereroe lontano da noi – prosegue il cofondatore dello Studio Inoke – quindi quando si è arrivati allo sviluppo del progetto eravamo veramente emozionati dal risultato, perché stavamo creando un’eroina di cui noi stessi inconsciamente avevamo bisogno. Quello che ci mancava era un punto di riferimento, che ci ricordasse la terra e la gente da cui proveniamo, permettendo così ad un bambino di guardare questa ragazza e di immaginarsi come lei. Per noi è qualcosa di meraviglioso perché stiamo dando loro qualcuno a cui appoggiarsi che noi non abbiamo avuto. Molto spesso – conclude Cocco – succede che i ragazzi se ne vadano per il famoso “qui non c’è niente” quando in realtà c’è tantissimo e noi vogliamo iniziare a dir loro sin da bambini “qui c’è qualcosa di grandioso”».

Sisaia rappresenta per i giovanissimi un personaggio per la prima volta appartenente al nostro territorio, da cui trarre ispirazione, diventa il volto dei nostri antenati in cui identificarsi. Non solo un metodo di studio e conoscenza storica maggiormente accattivante, ma un vero e proprio strumento di sensibilizzazione culturale.