Tornano per il quarto anno consecutivo le “Sardiadi”, l’evento sportivo simbolo di una comunità viva e coesa. Il progetto è nato spontaneamente nel 2022 dall’idea di cinque amici di far scendere in campo persone di età e contesti sociali differenti, dimostrando quanto lo sport possa unire a far sparire le differenze che quotidianamente ci fanno sentire diversi. Duecento partecipanti dai 12 ai 72 anni, dei quali venti paralimpici, che suddivisi in squadre si sfidano nelle più disparate discipline. La prima serata, lo scorso 29 maggio, è stata inaugurata da Ottavio Demontis (campione paralimpico di apnea) con l’accensione della fiaccola, seguita dall’incontro di volley presso la Nuoro Softball.

A seguire, nelle serate successive partite di baseball, pallamano nel campetto della parrocchia di San Giovanni Battista, tennis, padel e pickleball presso il Junior Tennis Nuoro, tiro al piattello a Galtellì, basket nel campo di Viale Costituzione. Infine nella giornata conclusiva di venerdì 26 giugno, la Pineta di Ugolio sarà testimone di cento corridori, schierati in dieci squadre, che disputeranno la staffetta di 100m.

«La risposta è stata dal principio meravigliosa – racconta Elias Piredda, socio della manifestazione –. Abbiamo iniziato con 150 iscritti fino ad arrivare ai 200 attuali, che purtroppo per limiti strutturali non possiamo superare. In quanto ex sportivi e grandi appassionati di sport, il nostro obbiettivo era quello di “sfruttarlo” per creare unione e divertirci tutti insieme.

Le squadre formate sono composte da persone totalmente diverse, che trovandosi a stretto contatto per un mese arrivano a stringere rapporti di amicizia prima impensabili. A rendere possibile l’organizzazione sono circa trenta nostri amici che si dedicano ad aiutarci.

L’unica difficoltà evidente – conclude -, è l’assenza di una struttura pubblica idonea ad ospitare le diverse discipline, costringendoci a cambiare luogo continuamente. Per questo ci tengo a ringraziare tutte le società private che generosamente mettono a disposizione i loro spazi».