E’ fissata per la settimana prossima la Conferenza dei servizi sullo schema di imposizione di oneri di servizio pubblico per le rotte aeree da e per la Sardegna. Ed è certamente una buona notizia, dopo anni di lamentele e critiche senza sosta al modello attuale, troppo vecchio e ormai consunto, lasciato identico dalle varie giunte succedutesi nel tempo. Attraverso l’assessora ai trasporti Barbara Manca, la giunta guidata da Alessandra Todde ha comunicato di aver terminato il nuovo disegno della continuità territoriale, che – secondo ampie anticipazioni – dovrebbe essere garantito anche ad alcune categorie di parenti dei sardi. “Nella continuità territoriale contano i legami familiari”, ha squillato la comunicazione istituzionale della Regione, con un motto oggettivamente azzardato e abbastanza equivoco. Ma tant’è.

Voli meno cari e più collegamenti è la promessa dell’esecutivo regionale, atteso ora dal vaglio di Enac e Ministero dei Trasporti, enti che Todde ha già incontrato più volte, compresa quella Commissione europea occhiuta e severa che spezza spesso i sogni dei cittadini e degli Stati. Se tutto andrà bene, in tempi non troppo lunghi dovrebbero arrivare il nuovo decreto ministeriale in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (atteso da almeno vent’anni) e il nuovo bando per il 2026, al netto di “scherzi” sempre possibili da parte del Governo guidato da Giorgia Meloni.

Per la giunta il risultato dovrebbe essere un incremento strutturale di frequenze e posti disponibili da e per Cagliari, Alghero e Olbia, verso Roma Fiumicino e Milano Linate, oltre ad una sensibile diminuzione dei prezzi dei biglietti: 30 euro a tratta per Roma e 44 euro per Milano, al netto di iva e tasse aeroportuali. Ed è qui che potrebbe cascare l’asino, con buona pace di Todde e compagni: anche in passato le tariffe annunciate non si tradussero in un effettivo risparmio per i sardi, per via dell’introduzione di tasse e balzelli. La speranza poi è che venga colmato il “buco” orario quotidiano in cui, per buona parte dell’anno, non ci sono stati voli operati in continuità territoriale.

Con un’aggiunta importante, passata quasi inosservata: “Per la prima volta – ha spiegato l’assessora Manca – abbiamo chiesto ai vettori di fornire dati precisi sulle prenotazioni, un elemento che riteniamo fondamentale per una programmazione proattiva ed efficace. Proprio grazie alla richiesta e all’ottenimento di questi dati è possibile avere un controllo più attento e una gestione più virtuosa dello strumento della continuità territoriale. Nell’immediato questo ha portato a un adeguamento dell’offerta nei momenti di picco con la collaborazione delle compagnie”.

Per il resto, il passo del Consiglio regionale è lento: in questi giorni il ritmo è sempre messicano. Al netto di una riunione di maggioranza finita a tarallucci e vino (e lascerà i mal di pancia irrisolti), alla ripresa settembrina alcuni nodi potrebbero venire al pettine. Tra settembre e novembre, infatti, dovrebbero pronunciarsi sia la Corte costituzionale sui conflitti di attribuzione tra Stato e Regione in merito alla vicenda dei fondi elettorali della Presidente, sia la Corte d’Appello di Cagliari nel merito del ricorso presentato dai legali dell’ex manager nuorese contro la sentenza di primo grado che ha confermato l’invito-ingiunzione a pronunciarne la decadenza.

Al momento, il borsino del Consiglio regionale segna “profondo rosso”: sono in tanti, tra i consiglieri regionali, ad ammettere a mezza voce la paura – quando non il terrore – che tutto si sciolga come neve al sole, nel caso in cui la Corte d’Appello dovesse dare torto ad Alessandra Todde. Certo, da un punto di vista tecnico-giuridico rimarrebbe il ricorso in Cassazione. Ma che senso avrebbe a quel punto allungare ancora di qualche mese il brodo, davanti al pronunciamento uniforme di due gradi di giudizio per poi ripresentarsi agli elettori come una banda di incollati alla poltrona?