28 Marzo 2026
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Il comune di Borutta ha organizzato grandi festeggiamenti in ricordo di Ninetta Bartoli, definita la prima sindaca donna in Italia. Giornali, intellettuali e storici (o sedicenti tali) hanno dato grande risalto a questa ricorrenza. La Bartoli è una personalità di grandissimo spessore culturale, politico ed umano. Dirigente DC, vinse le elezioni del 1946 con l’89% dei consensi, 332 voti su 371. A partire da quel momento, restò in carica per 12 anni. Nel corso del suo mandato fece costruire le prime case popolari, le scuole elementari, l’asilo, il cimitero, il Municipio, l’acquedotto e l’impianto fognario. Istituì una cooperativa per la raccolta del latte e per la produzione del formaggio, una casa di riposo, una cooperativa agraria e avviò tutta una serie di iniziative per offrire posti di lavoro qualificati alle donne. Si occupò anche del patrimonio artistico; il restauro del complesso monastico di San Pietro di Sorres. Tutto bello e lodevole.
Ma la Bartoli non è il primo sindaco d’Italia. Venne eletta “addì dieci del mese di aprile” 1946, come si evince dal verbale del consiglio comunale di Borutta, con 14 voti favorevoli su 15 consiglieri. Qualche giorno prima veniva eletta sindaca di Orune Margherita Sanna (Dc) con 14 voti su 20: era il 7 aprile 1946. Detenne l’incarico fino al 1956 e poi, nuovamente, dal 1964 fino al 1966.
Nel 1956 fu anche consigliera provinciale, ricoprendo l’incarico di Assessora all’assistenza per due legislature. Sotto il suo mandato, si ebbero: la costruzione di un lavatoio municipale, la creazione di un ambulatorio pediatrico e l’istituzione di un asilo. Realizzò la prima società cooperativa di pastori della Sardegna, in collaborazione con Ennio Delogu. Tra le sue iniziative c’è la mensa scolastica, l’inizio dei lavori di riforestazione e l’installazione della pineta di Cucumache.
Margherita Sanna è anch’essa personalità di primo piano e non solo sul piano politico ed amministrativo. A Lei, vera prima sindaca in Italia, andrebbe un doveroso ricordo e ringraziamento. Invece il Comune di Orune la ignora ed ingoia senza fiatare anche il fatto che sia Borutta a rivendicare il prestigioso primato.
