In Diocesi
L’Anno giubilare Francescano
di Luca Mele
2' di lettura
7 Marzo 2026

In occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, Papa Leone XIV ha indetto un Anno giubilare, aperto lo scorso 10 gennaio 2026 e che si concluderà il 10 gennaio 2027. Si tratta di un periodo speciale affinché «ogni fedele cristiano sull’esempio del Santo di Assisi si faccia egli stesso modello di santità di vita e testimone costante di pace». 

Alla Penitenzieria apostolica è stato affidato il compito di stabilire modalità e le condizioni per vivere santamente tale occasione. Nel Decreto di indizione si ricorda che, se è vero che quest’Anno Giubilare è rivolto in modo particolare ai membri delle famiglie francescane e alle associazioni che osservano la Regola di San Francesco o si ispirano alla sua spiritualità, esso si estende anche a tutti i fedeli i quali visiteranno in forma di pellegrinaggio qualsiasi chiesa dedicata al Poverello in qualunque parte del mondo.

Nella Diocesi di Nuoro li luoghi di culto che portano il nome di San Francesco sono il Santuario diocesano di Lula, la chiesa parrocchiale a Nuoro e sempre in città la cappella dell’ospedale civile, la chiesa nel centro storico di Galtellì e la chiesa campestre nell’agro di Onanì.

Il Vescovo Antonello Mura, viste dunque le indicazioni emanate dalla Penitenzieria, ha stabilito con Decreto del 22 febbraio 2026 la Basilica Santuario di Santa Maria dei Martiri in Fonni, luogo privilegiato della presenza francescana nel nostro territorio, come chiesa giubilare.

Le norme per lucrare l’indulgenza plenaria sono le seguenti:

confessione sacramentale (negli otto giorni precedenti o seguenti);

partecipazione alla Messa e Comunione eucaristica;

la visita in forma di pellegrinaggio a qualsiasi chiesa conventuale francescana o luogo di culto dedicato a San Francesco in qualunque parte del mondo, dove si rinnova la professione di fede, mediante la recita del Credo, per riaffermare la propria identità cristiana;

la recita del Padre Nostro, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;

una preghiera secondo le intenzioni del Papa, per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano pontefice.

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