6 Febbraio 2025
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Giuseppe Pinu stilista e modellista nuorese, fondatore dell’Imi (Istituto Moda Immagine) ha pubblicato un accurato manuale di taglio in chiave moderna.
Insieme al fratello Nicolò è l’erede di quella che da 70 anni è una delle aziende resistenti nel territorio, che ha saputo rinnovarsi senza mai industrializzarsi dando così anche una risposta decisa alla crisi e sostenendo un mercato ormai assopito. Non solo un mestiere ma un’arte trasmessa dal padre che aprì 1954 la sua sartoria, dopo anni di studio e lavoro. A 16 anni Aurelio iniziò a “fare bottega” con un sarto, per poi a 22 partire in Francia: una volta tornato in Italia ebbe la fortuna e la costanza di proseguire i suoi studi nelle grandi città che lo formarono, rendendolo non più un semplice sarto ma un abile tagliatore. La strada per diventare modellista era lunga e difficile, in un’epoca nella quale per via della scarsa scolarizzazione era complicato per i giovani che si affacciavano a questo mestiere poter comprendere come imparare a tracciare e costruire dei modelli unici dietro cui si cela lo studio complesso dell’anatomia sartoriale, delle proporzioni fisiche e della triangolazione dei punti. Per questa ragione vi erano tante sartorie che però di fatto facevano giacche tutti uguali oppure lavoravano con normotipi, cioè taglie standard e regolari.
Qualsiasi abito nel mondo della moda deve essere progettato, in virtù di questo lo studio della modellistica veniva paragonato per via dei suoi calcoli matematici all’architettura e all’ingegneria. Una volta apprese tali nozioni attraverso lo studio di veri e propri manuali il sarto diveniva tagliatore, che non significa semplicemente tagliare il tessuto ma essere in grado di tracciare perfettamente un modello proporzionato in tutte le sue misure. Un lavoro che oggi è sempre più semplificato.
«Dal ’70 in poi questa figura è sparita – afferma Giuseppe Pinu -. La mia esigenza come formatore sartoriale è sempre stata quella di trasmettere ai ragazzi questa materia e la mia scommessa, per adesso vinta, è stata quella di proporre agli studenti di studiare su un metodo di taglio come questo, con non poche difficoltà, ma il responso è assolutamente positivo».
La scrittura del libro sul taglio sartoriale maschile nasce sia dalla necessità personale di far conoscere un antico metodo di lavoro, avvicinandolo alla moda attuale, e dall’invito degli allievi della scuola di moda a mettere per iscritto gli insegnamenti del proprio maestro.
«Da tre anni a questa parte ho iniziato a studiare un metodo di taglio, spiegato in un manuale dal quale i ragazzi potessero apprendere, differente dai libri già in loro possesso o in circolazione – asserisce Giuseppe Pinu -. Non ho voluto fare un libro semplificato e ho detto loro di studiare. Essendo un formatore, ho avuto la possibilità di insegnare anche fuori dalla Sardegna e ho appreso durante le mie varie masterclass a Milano e in i istituti di moda che questo era un testo mancante. Partito quindi dall’ idea di creare uno strumento per i miei studenti ho con stupore constato che al di fuori serviva forse più che qua. Il manuale, concluso circa un anno fa, non viene venduto al pubblico, ne si trova in libreria – continua lo stilista -. L’ho pubblicato in una piattaforma di professionisti e decine di sarti di tutte le età mi hanno contattato per dirmi quanto da tempo cercassero un libro come questo».
Ad oggi il libro si trova già nelle mani di tanti sarti in Francia, a Casablanca, in Corea e in diverse parti del mondo. Sono tanti sarti non tagliatori che stanno utilizzando questo libro, attraverso spiegazioni molto intuitive e semplici sono in grado di migliorare il loro lavoro.
«Questa è stata per me una grande soddisfazione e una grande sorpresa – esclama Pinu -. Ho iniziato scrivendo un mio quaderno degli appunti e ho finito per realizzare un prodotto che realmente serviva. Viene utilizzato con piacere dai miei alunni e, seppur complicato, darà loro le basi per diventare dei tagliatori professionisti, acquisiscono così gli strumenti per poter sia aprire una loro attività che lavorare in tutto il mondo realizzando capi di nicchia dal valore elevato sul mercato».

Il libro nasce solo ed esclusivamente per i capi su misura, studia e racconta l’architettura del corpo, la traduzione delle misure, la conformazione anatomica e sartoriale. Presenta nel dettaglio come creare modelli su misura creati per sulla base esatta della conformazione fisica del singolo, nessun difetto nella vestibilità a differenza di quelli che si riscontrano nei capi industriali realizzati con misure standard.
Dietro le pagine di questo testo tecnico scritte con cura vi è un lavoro complesso in collaborazione con altre figure professionali: un ingegnere per le proporzioni, Maurizio Meloni per la grafica, Lucia Cherchi, direttrice artistica dell’Imi ha contribuito al design moderno e Luca Fois, ex allievo che ha testato la messa in pratica del manuale offrendo correzioni ove necessarie. Un libro che in modo pratico illustra il lavoro partendo da zero, dal foglio bianco fino ad arrivare alla creazione dei modelli. In futuro si pensa ad una versione dedicata alla sartoria femminile, mentre per quanto riguarda una traduzione inglese per rendere il testo ancor più internazionale, ci vorrà del tempo poiché molti tecnicismi stilistici non trovano espressione se non nella loro lingua madre italiana.
Un tema molto caro a Giuseppe Pinu è la città di Nuoro tra pregi e difetti. «La mia visione di Nuoro è quella di una città cosmopolita. Solo ragionando in questo senso possiamo farla crescere – sostiene il modellista -. Io dico sempre perché non Nuoro? ovviamente invito le persone a viaggiare, ma anche a restare. Non dimentichiamoci che è pur sempre la patria di tanti artisti ai quali sicuramente è stata di ispirazione e che ha ancora tanto da dare. Io in prima persona sono voluto restare, l’ho fatto perché credo prima di tutto nella mia città e poi nell’importanza della nostra scuola. Perché non dare a questa cittadina la possibilità di essere anche al centro del mondo della moda e dalla sartoria, formando giovani artisti?».
Nuoro è sicuramente una città difficile da penetrare e far cambiare, ma è anche tanto altro e solo ampliando le sue vedute si può raggiungere un cambiamento. Finché i giovani scapperanno le porte del cambiamento rimarranno chiuse, il futuro è nelle mani delle nuove generazioni e spetta a loro illuminare una città che si sta spegnendo. Il messaggio è quello di credere nel futuro, nelle proprie potenzialità e in quelle della nostra città troppo spesso sminuita che forse ha solo bisogno di cittadini che la valorizzino e che attraverso la propria realizzazione professionale portino anch’essa ad un altro livello.
