Un museo, in allestimento, per conservare la memoria del Santuario incastonato nel quartiere di Seuna, una Biblioteca per tramandare alle nuove generazioni il patrimonio storico e le testimonianze di quanti vivono la fede nel cuore di Nuoro. E, nello stesso tempo, luogo di studio e di formazione umana, sociale e politica alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa. Due obiettivi a breve termine per il Santuario della Madonna delle Grazie che nel 2026 festeggia vari anniversari.

Ottant’anni dalla Istituzione della parrocchia, settanta dall’inaugurazione del nuovo Santuario presente il Cardinale Ottaviani e tutti i Vescovi della Sardegna, trentacinque anni della Dedicazione del Santuario alla Madonna delle Grazie e, infine, cinquantacinque anni della morte del promotore e animatore della costruzione del Santuario Padre Giovanni Vanotti, deceduto il 13 novembre, durante la Novena delle Grazie. Oltre la parrocchia affidata ai Giuseppini nel 1946, Padre Vanotti aveva previsto la costruzione di un Oratorio attivo e con varie proposte educative: la Schola Cantorum, la Puri e Forti, guidata dal vice-parroco, il cinema, una Scuola Materna ed un Collegio per studenti. 

Per fare sì che il Museo sia non solo un progetto, nei giorni scorsi è stata organizzata una cena sociale che ha permesso una prima raccolta fondi. Intanto, con le offerte giunte da molte persone, si è potuto dare inizio ai lavori per adattare il salone all’opera. Le donazioni sono sempre ben accette, utili per l’arredamento e l’impianto elettrico confacente. 

Il parroco Padre Allen Diokno ritiene questo uno spazio vitale per mostrare oggetti e immagini del passato che raccontano storie di vita e sacrifici. Nel Museo saranno realizzate una sezione multimediale e una emeroteca, spazi che serviranno per raccontare ai giovani esempi di nonni e genitori cresciuti alle Grazie, ma anche conoscere e ricordare tanti sacerdoti che hanno accompagnato la crescita umana e cristiana di varie generazioni: P. Benzi, P. Balestracci, P. Mario Andreazza (il prete de sa crialla) che hanno guidato la parrocchia negli anni Cinquanta e Sessanta. Così come conoscere le personalità di P. Mesina, P. Cavallotto e P. Monni, parroci del Santuario negli anni Settanta-Novanta. Sacerdoti che hanno giocato un ruolo importante nella Chiesa nuorese nei momenti difficili con i Vescovi di allora, da monsignor Melas a monsignor Melis-Fois, a monsignor Meloni. 

Grazie ai contributi regionali e al coordinamento dell’amministrazione comunale è stato possibile arredare la Biblioteca e mettere in sicurezza il muro di recinzione dell’Oratorio, così come si potrà, successivamente, intervenire sulla facciata del Santuario. Riprendendo il titolo dell’opera curata da Ugo Collu venti anni fa, la speranza è che i pilastri che hanno retto il Santuario per decenni diventino pietre vive nel tempo. Museo e Biblioteca potranno contribuire a custodire il passato e a costruire un presente con più solide radici nella comunità di Seuna che vive il confronto intergenerazionale con nuove inquietudini ma anche con una rinnovata speranza grazie alla luce di Cristo e della Madonna delle Grazie, de Nugoro Protettora.