All’alba di un nuovo anno gli istituti nuoresi si apprestano a spalancare i cancelli per accogliere i loro studenti, ma sempre meno bambini e ragazzi siederanno tra i banchi.

A subirne le ripercussioni apparentemente non saranno gli alunni delle scuole soggette al fenomeno del dimensionamento, bensì l’apparato amministrativo ed esecutivo che permette l’apertura di quei cancelli. Inutili scioperi e proteste per contrastare “l’inevitabile” azione, come quelli intentati dal corpo docenti e lavoratori tutti dello storico Istituto Ferdinando Podda che, ignorati, si ritrovano oggi già in notevole difficoltà ancor prima che la campanella suoni.

Dal canto loro, i docenti si trovano a lavorare all’interno di una comunità professionale più ampia, composta da colleghi provenienti da realtà, esperienze e modalità di lavoro differenti. Se ciò donerà valore o genererà complicazioni, solo il tempo lo potrà dire.

Certo è che un collegio docenti numeroso rende difficile il confronto immediato. Diventano quindi ancora più importanti i dipartimenti, le commissioni, i referenti di plesso e tutte le figure che possono favorire il coordinamento. Si tratta di trasformare una carrozza trainata da tanti cavalli diversi in un’unica macchina. In questo caso, la struttura organizzativa. Questa dovrà necessariamente amalgamare regolamenti, procedure, Ptof, progettualità e criteri di valutazione, oltre a riorganizzare le Funzioni strumentali delle commissioni e dei gruppi di lavoro.

«Per noi docenti cambia il modo di vivere la scuola – racconta un’insegnate -. Perché l’accorpamento non venga visto solo per le sue criticità, deve rappresentare opportunità di crescita per la scuola e per noi docenti personalmente, dando occasione di sviluppare progetti articolati e costruire un curricolo verticale maggiormente coerente. Perché questo avvenga però, è necessario che il dimensionamento non rimanga soltanto un’operazione organizzativa. Deve diventare un vero percorso di costruzione di una nuova comunità scolastica, nella quale le diverse realtà vengano valorizzate e non semplicemente accorpate. Dal nostro punto di vista, la vera sfida sarà riuscire a trasformare una fusione amministrativa in un’occasione di collaborazione, confronto e crescita, mantenendo al contempo attenzione alle esigenze degli alunni, dei lavoratori e dei singoli plessi.

Sono diversi i cambiamenti per la città di Nuoro, come il passaggio di testimone da parte di Graziella Monni che lascia l’Istituto Comprensivo Nuoro 3 “Mariangela Maccioni – G. Deledda” a Francesca Gungui nel suo primo anno di assegnazione come dirigente a Nuoro.

«L’aspettativa è quella di operare al meglio per accompagnare ogni studente nella costruzione del suo personale progetto di vita – afferma Francesca Gungui -. Il futuro del mondo dell’istruzione, essendo legato alle oscillazioni demografiche, non può prescindere da ciò che sta accadendo e il dimensionamento scolastico, purtroppo, è un dato di fatto determinato dalla realtà. Sono però fermamente convinta che gli organi istituzionali dovrebbero ascoltare la voce di chi vive la scuola e questo purtroppo non accade. In un senso e nell’altro si tratta di scelte ideologiche e questo è molto pericoloso perché si rischia di allontanarsi dalla verità perdendo delle occasioni. Potrei essere una voce contro corrente – confessa -, ma per me sono state alzate delle barriere e detti dei no senza tentare nessun rilancio, in maniere molto poco strategica da parte della Regione Sardegna perché adesso le scuole si trovano in affanno rispetto a tutta una serie di situazioni. L’approccio dovrebbe essere meno ideologico. È una questione che andrebbe affrontata in maniera più complessa, accettare la realtà ma rispondere con proposte anziché passivamente subire gli eventi ignorando i tecnici del territorio».

«Voglio dare speranza a tutti – chiarisce Graziella Monni, dirigente del Liceo Classico Scienze Umane e Musicale “G. Asproni – S. Satta” -. Dal primo settembre stiamo lavorando per costruire un intero dalla fusione di due scuole storiche che vogliono continuare a contare nel territorio ed essere un punto di riferimento per la formazione dei giovani che vorranno ancora credere in un liceo che offrirà una formazione molto importante. Ci sarà il Classico, il Linguistico, Scienze umane, il Musicale e il Coreutico per una scelta formativa ampia e autorevole».