7 Febbraio 2025
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Non si può ingoiare tutto e sempre. A Nuoro quando iniziano i lavori per realizzare o per ristrutturare un’opera pubblica non basta fare gli scongiuri: o non vengono portate a termine (es. palazzetto dello sport) o necessitano di tempi infiniti (ristrutturazione del Mulino Gallisai, centro intermodale, ex-Provveditorato agli studi, ex-Artiglieria, ecc). Talvolta, pur essendoci i soldi disponibili per realizzare l’opera, non si arriva neanche al progetto esecutivo (vedi scuola forestale). Tra Comune e Provincia non si capisce chi sia il peggiore: gareggiano a chi ritarda di più e vincono entrambi.
Per conto della Provincia è stato realizzato ed arredato a Marreri il centro per le persone autistiche: peccato che non sia mai entrato in funzione, nonostante siano trascorsi un paio di decenni. Quello che doveva essere un fiore all’occhiello dei sevizi alla persona è diventato un crisantemo, per giunta appassito. Una vergogna impunita.
Questo esempio fa venire gli incubi sul futuro del prestigioso liceo classico G. Asproni. La storica sede centrale di via Dante è chiusa per lavori dal gennaio 2024. Da allora gli alunni sono stati divisi in tre sedi: succursale via Asiago, scuola primaria di via Trento e scuola primaria di via Malta, per un totale di 25 classi. Immaginate l’entusiasmo degli insegnanti impegnati in un quotidiano andirivieni; la gioia degli studenti nel fare educazione fisica senza disporre di una palestra; la soddisfazione di tutti per non avere un’aula magna. Immaginate anche cosa significhi andare nelle scuole cittadine e del circondario per illustrare le attività del Classico in vista delle iscrizioni del nuovo anno scolastico. Il liceo Asproni conta 500 alunni provenienti dal Centro Sardegna, dal Marghine al Goceano, dalla Barbagia alla Baronia. L’offerta formativa è articolata nel corso tradizionale e in quello linguistico.
I lavori di manutenzione straordinaria e incremento dell’efficienza energetica del Liceo Classico sono finanziati con fondi Pnrr M4 C1 “Piano di messa in sicurezza e riqualificazione dell’edilizia scolastica”. Da agosto 2024 hanno subito un forzoso rallentamento a causa dello spostamento dell’archivio storico. Non si è riusciti a farlo perché richiede l’intervento di ditte specializzate. Secondo la Provincia la gestione dell’archivio dipende dal dirigente scolastico. Di mezzo ci si è messa anche la Sovrintendenza, i cui tempi non sono, notoriamente, snelli.
La domanda sorge spontanea: queste cose erano state tenute presenti in fase di progettazione? Se sì, perché non si è provveduto prima? Se no, su chi ricade la responsabilità? Visto che siamo abituati ai pavoneggiamenti quando si tratta di tagliare il nastro di un’opera pubblica ma nessuno ci dice chi sia il responsabile dei tempi biblici intercorsi per realizzarla.
C’è il timore che riaccada quanto già successo nella sede di via Asiago: sin dalla sua apertura nel 2011, sono presenti un anfiteatro per gli spettacoli teatrali e una palestra mai completate. In questo caso l’incompiuta è dovuta alla mancanza di fondi.
A oggi non si conosce la data di consegna della sede di via Dante. Intanto continua ad aleggiare lo spettro dell’accorpamento del Classico all’Umanistico.
