
16 Gennaio 2026
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A Dorgali, il giovane don Pietro Moro segue da vicino la realtà oratoriale dedicata a don Basilio Meloni, sacerdote originario di Mamoiada e alla guida della comunità di Santa Caterina d’Alessandria dal 1939 al 1967, con una speciale premura per i più piccoli. In sinergia con l’attuale parroco don Gianfranco Nieddu, don Moro ha il ruolo di coordinare il lavoro di animatori e volontari i quali dedicano con entusiasmo tempo ed energie per dare a tanti giovani un punto di riferimento e progettare diversi tipi di attività. La gratitudine è doverosa e sincera «Senza la passione dei nostri adulti non sarebbe possibile alcuna proposta!», afferma l’intervistato; ma risultano in tal senso importanti gli anni di formazione di don Moro, nei quali ha condiviso esperienze significative tra gli Oratori di Carate Brianza nell’arcidiocesi di Milano: «Lì ho capito come si strutturano e quali sono gli obiettivi della pastorale giovanile secondo la famosa tradizione ambrosiana».
Pure l’Oratorio di Dorgali vanta una modesta storia, con passaggi belli e fruttuosi nella quotidianità e in occasione di eventi straordinari. Don Moro non nasconde le difficoltà che riguardano anche altre dimensioni ecclesiali e associative, ad esempio la fuga dei neo maggiorenni verso l’università e/o un’occupazione lavorativa; ma ogni aspetto apparentemente negativo è sempre foriero di coraggio per rinnovare la propria missione: «Il nostro oratorio si rivolge ai ragazzi che frequentano le scuole elementari e medie, mentre agli iscritti alla secondaria di secondo grado si propone maggiore responsabilità per impegnarsi come aiuto educatori. I locali in via Giovanni XXIII sono aperti tre volte alla settimana affinché i destinatari si sentano accolti e possano approfittare di molteplici iniziative: laboratori di studio, di ballo sardo, di chitarra, di manualità, di canto». Sono appuntamenti che attraversano tutto l’anno e ricorrenze particolari ne scandiscono il ritmo, dal Natale, passando per il carnevale, fino alla Pasqua e poi durante la lunga pausa scolastica; ovviamente spesso fuori dagli spazi della sede, sempre a nome della parrocchia e capita anche di interagire con l’amministrazione comunale e gli istituti scolastici. Il calendario estivo rappresenta l’apice della formula educativa: «Tante occasioni per stare insieme, tra cui una decina di giorni di camposcuola: di solito sono un centinaio di partecipanti; e se non sembra un grande numero ciò favorisce l’attenzione ai singoli». Fondamentale, infine, il collegamento con l’oratorio diocesano attraverso i momenti di confronto e di crescita.
Per don Moro la soddisfazione più alta è quella di «aver potuto intercettare bisogni di vicinanza per offrire insieme nuove opportunità e rinvigorire la speranza, grazie alla sensibilità della popolazione che crede in questa scommessa e in vari modi la sostiene».
