
15 Gennaio 2026
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La storia dei tappeti di Nule, gioielli preziosi dell’artigianato sardo, raccontata da due protagonisti della filiera e del progetto contemporaneo del tessile, in uno degli appuntamenti della prima edizione della rassegna T’Essere, non finito, finito” -2025, 2026,2027- con la direzione artistica dell’architetto Angelo Ziranu, inaugurata il 20 dicembre scorso all’ex Centro Pilota Isola.
Il 18 gennaio alle ore 16, si incontreranno i due protagonisti del progetto contemporaneo del tessile – Angelo Crabolu del Tessile Crabolu “Industria della lana” ed Eugenia Pinna, tessitrice e textile designer – in un dialogo a due voci tra cultura materiale, processi produttivi e ricerca progettuale, per raccontare come la lana sarda si trasformi, attraverso competenze, tempi e scelte tecniche, in manufatti capaci di parlare al presente. L’incontro si inserisce all’interno di un calendario di manifestazioni a cavallo fra il vecchio e il nuovo anno, tra proposte artistiche e culturali, convegni, laboratori e un appuntamento work in progress, fiore all’occhiello della rassegna: le maestre tessitrici che nell’ex Centro Pilota Isola si mettono all’opera per realizzare sei tappetti ispirati da altrettanti designer, che hanno consegnato i loro pozzetti alle esperte di un’arte antichissima. Saranno loro a forgiare sei perle dell’arredamento da consegnare il 31 gennaio, data finale della rassegna, organizzata dal Comune di Nule, con la collaborazione della Pro Loco e con il patrocinio della Regione Sardegna.
Le nuove composizioni stanno prendendo corpo nel paese del Goceano che custodisce e rinnova il proprio sapere: “Germogli di Infinito” e “Rosario” (proposta progettuale: Angelo Ziranu) sono in tessitura rispettivamente con Maria Assunta Manca e Valeria Masala; “Ciclicità” (proposta da Mara Damiani) con Rosa Giua; “Seda e Oro” (proposta da Don Sebastiano Corrias) con Giovanna Maria Campus; “E una mattina, il mare!” (proposta da Eugenia Pinna) con Gonaria Manca; e RESEDA (proposta da Carolina Melis) con Maria Pala.
Il 18 gennaio si ripercorrerà la storia dell’artigianato artistico di Nule: da un lato la ditta Tessile Crabolu, realtà nata a Nule negli anni ‘60 e legata alla lavorazione della lana lungo l’intero ciclo produttivo (dalla materia prima alle lavorazioni tradizionali), con un ruolo di servizio e supporto al tessuto artigiano locale e al comparto dei tappeti; dall’altro Eugenia Pinna, cresciuta nella tradizione tessile di Nule e formata in design, riconosciuta per una ricerca che integra il sapere artigiano con linguaggi contemporanei, portando motivi, segni e cromie verso un lessico personale e aggiornato.
L’incontro offrirà contenuti utili per leggere il tessile sardo come filiera e come patrimonio culturale in evoluzione, con riferimenti a qualità dei materiali, sostenibilità dei processi e nuove possibilità di mercato e committenza.
Angelo Crabolu. «L’azienda tessile nasce da mio padre e mia madre, Benedetto Crabolu e Pietrina Cocco – spiega Angelo Crabolu –. Babbo, durante la Seconda guerra mondiale, scappa mentre sta per essere deportato dai tedeschi insieme al suo tenente bellunese che riesce a trovargli un lavoro clandestino in una filanda di Belluno. È lì che conosce i processi di lavorazione e quando nel 1953 si sposa con mia madre, che lavorava al telaio sin dalle elementari, l’amico tenente gli dà una mano con le informazioni delle filature. Un passo dopo l’altro nel 1964 nasce la nostra società quando a Nule le donne lavavano e filavano la lana a mano; ma fu attraverso il lavoro di cardatura che l’industria della lana poté andare avanti”. Crabolu scandisce i passaggi che hanno permesso a questa realtà produttiva di sopravvivere nel mercato fino a oggi: “Nel 1970 il volume di lavoro cresce, bisogna rinnovare le macchine, così nel 1973 la ditta realizza un nuovo stabile e installa l’impianto di lavaggio. Nel 1977 mia madre rimane vedova con una famiglia di 5 figli, ma non si arrende: col suo lavoro permette a tutti noi di studiare e nel 1978, vista l’enorme richiesta di filati, amplia lo stabile adibito alla filatura con nuovi macchinari. Nel 1982 rileva parte di una fabbrica tessile tra Nule e Bitti con un capannone di 5mila metri quadri e nel 1990 investe in macchinari per la filatura e inserisce il reparto tessitura. Il culmine arriva negli anni 1985-2000 col ciclo completo di lavorazione della lana (lavaggio, filatura e tessitura) unica in Sardegna, quando si arrivò a lavorare quasi 25.000 quintali di lana, la metà prodotta nell’ isola. O ggi siamo orgogliosi di portare avanti l’azienda e i nuovi progetti».
Eugenia Pinna Eugenia Pinna è tessitrice e textile designer cresciuta a Nule, dove vive e lavora, e dove la tradizione del tappeto su telaio verticale è parte integrante dell’identità del paese. Alla formazione artigiana affianca quella progettuale: si specializza in design (IED Cagliari), sviluppando una ricerca che integra competenze tecniche, cultura materiale e linguaggi contemporanei. Da oltre 30 anni lavora nel design tessile e, in particolare, nel tappeto, reinterpretando motivi, segni e cromie della tradizione nulese con un lessico personale e attuale. La sua produzione, con la collaborazione ventennale di alcune tessitrici del paese è realizzata a mano su telaio verticale con attenzione a materiali e processi (lana locale e, in molti lavori, tinture naturali). Nel 2024 il suo percorso è stato valorizzato anche attraverso un progetto espositivo-editoriale (Spazio Ilisso Nuoro) dedicato alla sua ricerca. Di recente Eugenia Pinna ha portato la sua ricerca anche a Copenaghen, presso l’Istituto Italiano di Cultura, nell’ambito dell’evento “Sardegna: la storia, la trama” (11 dicembre 2025), contribuendo a un dialogo internazionale tra tessitrici e studiose del tessile attraverso un laboratorio di confronto e scambio di saperi.
Direttore Artistico Arch. Angelo Ziranu: «L’esperienza vissuta in questa prima fase del progetto è stata straordinaria, intensa e profondamente significativa. Ci siamo posti in autentico ascolto dell’intera comunità di Nule, riscoprendo una realtà speciale: laboriosa, accogliente, animata da una forte energia propositiva e da un patrimonio di valori storici e culturali di grande rilievo.
A guidarci è stato, fin dall’inizio, il rispetto per ciò che esiste e l’impegno costante a comprenderne il linguaggio, le radici, le dinamiche sociali e simboliche. Siamo convinti che solo attraverso lo studio della storia, la condivisione autentica e la forza generata da un lavoro comune sia possibile immaginare nuove opportunità di crescita e sviluppo per la tessitura e per l’intero territorio.
Le grandi figure del Novecento che si sono misurate con questo tema complesso e affascinante – da Filippo Figari a Mario Delitala, da Ubaldo Badas a Eugenio Tavolara, fino a Marino Manca e Giovanni Ciusa Romagna – rappresentano tappe fondamentali di una riflessione artistica e culturale che ha saputo valorizzare l’artigianato sardo elevandolo a linguaggio colto e moderno.
Senza la presunzione di raggiungere i loro stessi esiti, il nostro obiettivo è quello di offrire un contributo, seppur modesto, ma concreto e significativo: un supporto promozionale, culturale e narrativo che possa rendere visibile il valore degli artigiani e delle artigiane di Nule, veri custodi di un sapere antico e insieme protagonisti di un futuro possibile».
Programma
Sabato 20 dicembre 2025 – ore 10,00
Inaugurazione presso l’Ex Centro Pilota I.S.O.L.A. (Via Roma).
Apertura della mostra permanente e avvio del laboratorio espositivo con preparazione dei telai e avvio delle nuove tessiture su bozzetti inediti proposti da diversi creativi progettisti.
Domenica 21 dicembre 2025 – ore 17,00
Proiezione del docufilm con dibattito finale “Dalla lana alla trama” a cura della regista PJ Gambioli. Talk moderato dalla regista, con gli interventi testimonianze di Nietta Condemi De Felice ideatrice e curatrice della 1° e 2° collezione dei “Tappeti d’autore”, e di Sara Manca, Valeria Masala, Giovanna Chessa, testimoni di esperienze diverse ma complementari: dalla trasmissione ai più giovani, alla formazione, dall’insegnamento alla sperimentazione artistica.
Sabato 27 dicembre 2025 – ore 15,00
“La leggenda dei colori di Bolìn” – Attraverso la leggenda di Bolìn i bambini conosceranno la tintura della lana con le erbe locali: laboratorio ludico esperienziale con bambini a cura dell’ass. Culturale Visit Goceano.
Domenica 28 dicembre 2025 – ore 18:00
Presentazione del libro “A SA SARDA” di Sìrbiu Orrù Mele
Un saggio che indaga i meccanismi storici e culturali con cui la società agropastorale sarda è stata letta e descritta attraverso categorie di devianza e controllo, ricostruendo conflitti, tensioni e dinamiche di potere. Il volume propone una chiave interpretativa critica tra identità, disciplina sociale e forme di resistenza, rileggendo in profondità la narrazione “a sa sarda”.
Sabato 3 gennaio 2026 – ore 18:00
Convegno: “Il ruolo delle tessitrici nel periodo delle guerre”, con l’associazione Trinceas.
Un incontro che collega memoria storica e vita comunitaria, con focus sul lavoro femminile nei periodi di conflitto e sul ruolo delle competenze domestiche e artigianali come risorsa sociale e identitaria. Contributo di ricerca e divulgazione orientato alla storia locale e alla valorizzazione delle testimonianze.
Lunedì 5 gennaio 2026 – ore 18:00
Serata di raccolta fondi con Club Lions Goceano e “Sa oghe a tenore de Sardigna” a sostegno dei bambini del Burkina Faso.
Domenica 18 gennaio 2026- ore 16:00
L’Azienda Tessile Crabolu “Industria della lana” e la tessitrice–textile designer Eugenia Pinna si presentano insieme in un incontro dedicato alla lavorazione della lana tra tradizione e progettazione contemporanea. Un dialogo a due voci tra know-how produttivo, ricerca sui materiali e design, con confronto su tecniche, motivi e nuovi linguaggi del tessile sardo.
Sabato 31 gennaio 2026
Chiusura rassegna con mostra dei tappeti finiti realizzati durante il periodo espositivo alle ore 10:00 all’Ex Centro Pilota I.S.O.L.A. (Via Roma).
