
30 Gennaio 2026
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Dopo mesi di tensione tra la Nuorese calcio e l’amministrazione comunale, sembrerebbe essere vicina una soluzione.
«Sono pronto a ritirare la squadra, non mi resta altra scelta», queste le parole del presidente Gianni Pittorra, che da tempo chiede a gran voce di essere ascoltato nel nome di una squadra, di giovani speranze e di una dedita comunità. Un ultimatum definitivo, preceduto dalla decisione di restituire le chiavi dello storico Quadrivio, che dal 1930 ospita la bandiera verdazzurra. Un legame sigillato dal tempo, ormai profondamente compromesso e che rischia si spezzarsi per sempre. Arriva così la richiesta del primo cittadino Emiliano Fenu, che colpito dal drastico gesto, invita la società sportiva a pazientare, impegnandosi nel risolvere in tempi celeri la diatriba.
Le cause dello strappo
Uno stadio non collaudato dal 2019, ripetute controversie in merito alle utenze, discordanze amministrative e divergenze gestionali, sono le cause che accumulate nel tempo hanno portato la Nuorese alla perdita di fiducia nel Comune.
«Abbiamo iniziato con l’obiettivo di arrivare in quattro anni in serie D e far crescere il settore giovanile – i presupposti del presidente Pittorra -, dando la possibilità ai ragazzi di giocare campionati importanti, con una squadra composta al 99% da sardi che sta raggiungendo grandi risultati. Dopo tutto l’impegno, ci troviamo nella condizione di dover dire a dei ragazzi che sarebbe meglio non vincere il campionato perché non avrebbero uno stadio idoneo in cui allenarsi.
L’accordo con la scorse giunte era di investire sulle strutture sportive, con un progetto di riqualificazione totale del Quadrivio, ma ad oggi ci ritroviamo ad abbandonarlo noi stessi. Siamo stati costretti a sostenere spese assurde, dai 18.000 euro impiegati per iscrivere le squadre rinnovando la dirigenza, per un campo reso impraticabile dalla manifestazione del Redentore, con un’amministrazione che non poteva permettersi di ripristinarlo velocemente. Siamo stati noi quindi a porre rimedio, spendendo una marea di quattrini per un campo danneggiato e inoltre lasciato seccare, in seguito all’intimazione ricevuta a luglio di stoppare l’irrigazione, perdendo il lavoro fatto a giugno, sempre a nostre spese. A tutto ciò segue una nota da parte dell’Ufficio Sport, che ci attribuisce lo stato malorato del campo, richiedendoci di rifare completamente il manto.
A quel punto, le contestazioni sono state improrogabili e abbiamo deciso di restituire le chiavi del Quadrivio».
È al momento interesse di entrambe le parti giungere ad un compromesso, per cui sono in corso diversi incontri nei quali si sta ricostruendo lo storico degli eventi, fino all’ultimo episodio che ha scatenato l’intolleranza del club.
La proposta dela Nuorese
«Lo scorso 21 gennaio – racconta il presidente -, si è tenuto un primo incontro con il sindaco Fenu, l’assessora Demurtas e il segretario comunale Zanzarella a cui abbiamo partecipato con tutta la documentazione e pronti ad arrivare in tribunale se necessario.
La nostra proposta – come di tutti i passati presidenti – è quella di ottenere una gestione pluriennale della struttura, di almeno vent’anni in modo tale da poter attuare una programmazione più seria. La gestione costa in media 40.000 € l’anno, fino al 2020 percepivamo un contributo di 25.000€ per far fronte alle spese, che non esiste più. Per cui ci ritroviamo ad amministrare uno stadio non agibile, con capienza 6000 persone ma in grado di ospitarne 1300, limitando oltremodo i guadagni. Dalla mia carica la Nuorese non ha mai ricevuto denaro dall’amministrazione comunale, fatta eccezione per 1500 € come tutte le società sportive, nonostante la differenza delle spese affrontate. Siamo arrivati con le giovanili, ad allenarci in un campo (città giardino) in terra battuta, senza possibilità di offrire nemmeno una doccia ai nostri ragazzi, niente lavanderia e chiedendo ospitalità ad altri comuni per giocare le partite. Mentre, il campo del Quadrivio ripristinato a settembre è in condizioni pietose, basta una goccia di acqua per dover scappare via. Solo lo scorso anno, abbiamo speso 10.500 € in affitto campi nei paesi del circondario, continuando chiaramente a pagare quelli a Nuoro, causando un dislivello in due anni di disagio, di circa 80.000€ tra mancati guadagni e spese straordinarie sostenute.
Chiaramente tutto ciò non era più sostenibile e nonostante i ripetuti solleciti scritti e verbali, nessuno interveniva. Ci siamo visti costretti a compiere un gesto significativo, incorrendo nel rischio di ritirare la squadra per limitare i danni, seppur dovendo rispettare i contratti con i giocatori – conclude Pittorra -. In un modo o nell’altro, siamo decisi a chiudere la partita.
Se entro la fine del mese non si arriva a un accordo che risponda alle nostre esigenze, terminato il campionato, abbandoneremo definitivamente col rischio di far sparire la Nuorese».
