28 Luglio 2026
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Dal 2022 a oggi Nuoro ha subito almeno 33 interruzioni idriche di particolare rilevanza. Un numero già impressionante, al quale devono essere aggiunti i guasti locali, le sospensioni limitate a singole strade, i cali di pressione e tutti quegli episodi che non trovano spazio nei comunicati ufficiali o nelle cronache regionali.
I dati che siamo riusciti a ricostruire parlano chiaro:
- 3 episodi importanti nel 2022;
- un’interruzione estesa nel 2023;
- 4 episodi nel 2024;
- almeno 15 interruzioni nel 2025;
- almeno 10 episodi nel 2026, fino al 19 luglio.
In totale, 33 interruzioni importanti in poco più di quattro anni.
Non siamo più davanti a un evento eccezionale ma a una condizione quasi ordinaria, con famiglie, attività commerciali, pubblici esercizi, alberghi, uffici e servizi costretti periodicamente a fare i conti con rubinetti a secco, disagi organizzativi, costi aggiuntivi e danni economici. La normalità, a Nuoro, sembra ormai essere l’interruzione dell’acqua.
Negli ultimi anni la città ha sopportato continue sospensioni programmate, motivate dalla necessità di sostituire condotte, installare valvole, distrettualizzare la rete, ridurre le perdite e realizzare gli interventi finanziati anche attraverso il PNRR.
Alle imprese e ai cittadini è stato chiesto di avere pazienza. È stato spiegato che quei disagi erano necessari per rendere la rete più moderna, efficiente e sicura.
Oggi, però, la domanda è inevitabile: a cosa sono servite tutte quelle interruzioni se, dopo i lavori, siamo ancora punto e a capo?
Se dopo mesi di cantieri, sospensioni programmate e investimenti continuano a rompersi le condotte, se l’acquedotto Jann’e Ferru continua a manifestare una preoccupante vulnerabilità e se un guasto ai serbatoi di Cucullio o Sant’Onofrio è ancora in grado di lasciare senz’acqua una parte consistente della città, allora è necessario spiegare con chiarezza quale sia stato il risultato concreto degli interventi realizzati.
Quello messo in atto da Abbanoa sembra sempre più un accanimento terapeutico sulla rete idrica di Nuoro: si interviene continuamente sul paziente, si annunciano cure, si chiudono strade e rubinetti, si chiedono sacrifici alla comunità, ma il malato continua a presentare gli stessi sintomi.
Non è sufficiente comunicare che il guasto è stato riparato. Occorre spiegare perché i guasti continuano a verificarsi, quali tratti della rete siano stati realmente sostituiti, quali risultati siano stati ottenuti, quanto siano costati gli interventi e quali garanzie esistano affinché le stesse emergenze non si ripetano.
Allora chiediamo ad Abbanoa, alla Regione Sardegna e agli organismi competenti di rispondere pubblicamente ad alcune domande precise:
- Quali interventi sono stati realizzati sulla rete idrica di Nuoro dal 2022 a oggi?
- Quanto è stato complessivamente speso?
- Quali condotte sono state sostituite e quali, invece, risultano ancora obsolete?
- Qual è lo stato effettivo dell’acquedotto Jann’e Ferru?
- Perché, nonostante gli interventi annunciati, continuano a verificarsi interruzioni così frequenti?
- Chi verifica la qualità dei lavori eseguiti e il raggiungimento degli obiettivi finanziati?
- Chi deve rispondere dei disagi e dei danni subiti dalle imprese e dai cittadini?
