Emiliano Fenu, deputato M5s, candidato del Campo largo, è il nuovo sindaco di Nuoro. Lo è diventato al primo turno elettorale, doppiando Giuseppe Luigi Cucca, a capo di liste civiche di area centrodestra e sardista. Praticamente ha avuto in un colpo solo la stessa percentuale di suffragi che Andrea Soddu aveva ottenuto con il ballottaggio. Una vittoria schiacciante, netta, con un dettaglio non di poco conto: personalmente ha raccolto oltre trecento voti in più delle liste che lo sostenevano. Un elemento che lo rafforza ulteriormente nelle trattative, non facili, che lo attendono per formare la sua giunta. La coalizione che lui guida è infatti molto variegata, composta anche da sostenitori ed oppositori della precedente giunta Soddu. Tanto da risultare difficile, da un punto di vista strettamente elettorale, se si tratti di una vera e propria svolta politica.

La compagna elettorale per l’elezione del nuovo sindaco è stata particolarmente pacata, priva di polemiche personali o scandalistiche. Cosa davvero rara in città. Un clima che si spera di continuare a respirare. «L’appello all’unità rivolto alla coalizione, si è trasformato in un appello all’unità rivolto a tutta la città che ci ha detto una cosa molto chiara, cioè che dobbiamo superare le differenze e anche le divisioni nell’esclusivo interesse della città». Sono le prime parole di Fenu, cui fanno eco quelle di Giuseppe Luigi Cucca: «Sapevo che avrebbero vinto loro. Me l’aspettavo. La volontà degli elettori va rispettata, la città ha fatto la sua scelta. Faccio gli auguri a Emiliano di buon lavoro. Offrirò tutta la collaborazione che potrò dare per il buon andamento della città e per farla risorgere». Dichiarazioni davvero nobili e lontanissime da quelle bellicose cui ci siamo abituati in simili circostanze.

Ancora una volta Nuoro conferma l’evanescenza del centro-destra negli appuntamenti elettorali per le amministrative. Non ha una sua organizzazione cittadina, una capacità di iniziativa e proposta che vada oltre le parentesi elettorali, gruppi dirigenti ben visibili ed identificabili, una presenza credibile. È imperniato molto sul personalismo e registra una grande confusione al tavolo delle trattative tra quelle che sono le pretese e le reali rappresentatività dei protagonisti. Anche stavolta si sono presentati personaggi che dicevano di avere liste già pronte per poi finire con il non presentarne manco una. Basti pensare che non si è riusciti nemmeno ad avere una rete di rappresentanti di lista nelle varie sezioni elettorali. 

«Il potere logora chi non lo ha», pare dicesse Giulio Andreotti. Il centro-destra cittadino non è mai stato al potere, nel senso che non ha mai governato. E tutti sanno cosa significhi nella vulgata nuorese “gubernare”: vuol dire gestire, distribuire, assegnare, destinare. Non certo immaginare concretamente il futuro della città, portare a termine incompiute decennali, chiudere i capitoli degli eterni commissariamenti, porre le condizioni per un domani migliore. Insomma fare quello che ad Olbia sanno fare.