Ambrogio Guiso, 57 anni di Lula, agricoltore e allevatore ha chiuso dopo cinque anni il mandato alla guida del Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale. Ora l’ente si appresta a rinnovare le cariche, una sola la lista in campo: Abba Luchente, un nome un programma, scelto dal gruppo che aspira a governare il Consorzio. È proprio Guiso a guidarlo, preparandosi dunque ad essere riconfermato nel proprio ruolo.

Lo abbiamo incontrato alla vigilia delle votazioni.

Le prospettive per il futuro
Prima dei bilanci un impegno per il tempo che verrà: «Per noi la risorsa principale è l’acqua – afferma il presidente uscente -. Si parla giustamente di un rifacimento delle reti idriche ma intervenire su 1400 chilometri di rete risulterebbe oltremodo dispendioso, per questo il nostro obiettivo principale è quello di incamerare l’acqua. In tal senso va il progetto della diga di Cumbidanovu, i lavori sono stati consegnanti e nei mille giorni previsti saranno completati. Siamo intervenuti poi sulla diga di Maccheronis per la messa in sicurezza verrà realizzato il nuovo scaricatore presidiato da paratoie. In 17 mesi sarà completato il rialzo appaltato da Enas che permetterà di aumentare la capienza di ulteriori 6 milioni di metri cubi passando da 24 a 30 milioni. Il nostro grande obiettivo per poter arrivare alla “siccità zero” è il progetto della nuova diga di Abba Luchente che permetterebbe di risolvere la situazione della Baronia e fino alla Gallura. C’è un progetto di sbarramento da 80 milioni di metri cubi d’acqua ma nascendo all’interno del Parco di Tepilora implica diverse difficoltà. Da parte nostra siamo pronti a ridimensionare il progetto, può essere uno sbarramento che contiene anche 30 milioni di metri cubi per un’opera che costerebbe 60-70 milioni di euro e sia l’assessorato regionale che il ministero sarebbero favorevoli. Solo con questo intervento saremmo in grado di ragionare su più anni.

Ad oggi – prosegue Guiso – noi abbiamo bisogno di 23 milioni di metri cubi d’acqua per amministrare un’annata agraria, se avessimo 60 milioni incamerati – come quest’anno che a un certo punto siamo stati costretti a scaricarne in mare 40 milioni – per due anni e mezzo, quasi tre, saremmo tranquilli anche in assenza di piogge. Porto l’esempio dell’oristanese, con il rialzo di Busachi hanno risolto i problemi e oggi hanno una capacità di 370 milioni con un consumo di 100 milioni l’anno: questo significa garantire le scorte d’acqua per tre anni sia per il potabile, per l’idropotabile che per l’irrigazione. Ecco perché puntiamo sulle dighe». 

Ambrogio Guiso

Tutto per gli agricoltori
Negli ultimi anni è stato fatto anche un grande sforzo per abbattere i costi per i consorziati: «Essendo figli dell’agricoltura noi facciamo tutto per gli agricoltori e continueremo nel lavoro fatto. Abbiamo portato le rette annuali ai minimi e oggi sono tra le più basse d’Italia. Quando sono entrato si pagavano 78 euro di quota fissa e 160 di quota a rigore, ora siamo riusciti a ridimensionare la spesa del 50%. Quest’anno, a parte la bassa Gallura e l’alta Baronia che non pagheranno nulla vista la siccità, le quote saranno di 100 euro a ettaro».

C’è un rapporto personale con le aziende e gli agricoltori, la richiesta più pressante è naturalmente di avere qualche disponibilità in più e si cerca di venire loro incontro: «Come detto i bacini sono quelli che sono, ma cerchiamo comunque di garantire un servizio continuo. Ci chiedono di minimizzare le perdite e le rotture, tenete conto che siamo in grado di intervenire e risolvere queste situazioni nel giro di quattro giorni. Anche per questo abbiamo aumentato il personale che è passato da 42 a 77 unità in dieci anni: sono tecnici, ingegneri ma anche lavoratori esterni. Questo ci permette di realizzare opere per l’ingegneria civile, lavori pubblici come i servizi di piena o gli interventi nei canali. Siamo quasi l’unico ente in provincia di Nuoro capace di fare simili interventi con i propri mezzi e dipendenti».

Si tratta di una mano d’opera importante per contrastare anche il dissesto idrogeologico. «In uno degli ultimi incontri al quale abbiamo partecipato – spiega a questo proposito Guiso – i dati su questo erano emblematici: c’è a disposizione un miliardo di euro contro il dissesto, ne sono stati spesi 230 milioni perché lo Stato destina i fondi ai Comuni e alle Province ma questi non sempre sono capaci di spendere. Da questo punto di vista l’istituzione del servizio di piena – e il Consorzio ne ha rafforzato la sua struttura ingegneri, geometri e operai specializzati- ha permesso di stipulare convenzioni con diversi enti per la pulizia dei fiumi e permettere una migliore salvaguardia del territorio».

Il bilancio
La gestione del Consorzio ha permesso di chiudere i rendiconti degli ultimi cinque anni sempre con degli utili: «Il fatturato di quest’anno sfiora i 140 milioni di euro, oltre 210 milioni di euro è il conto patrimoniale attivo per il 2024».

Un ultimo cenno al rapporto con le organizzazioni di categoria. «I nostri consiglieri – spiega Guiso – fanno parte di tre associazioni: Coldiritti che ha la maggioranza, poi Cia e Confagricoltura. Tutte ci danno una grande mano d’aiuto e un supporto non indifferente sia a livello regionale che nazionale. Poi c’è l’Anbi, l’associazione nazionale dei consorzi, sempre legata alle associazioni i categoria che per noi sono un immenso valore aggiunto».