
4 Febbraio 2026
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Sinicola - Negli anni ‘20 del secolo scorso sorge a La Caletta il primo panificio di Juanne (Giovanni) Cherchi. Nato a Siniscola, uomo laborioso è andato incontro a mille sacrifici, si alzava in piena notte per preparare l’impasto, la formatura e la cottura per far sì che alle prime luci del giorno il pane venisse consegnato ai negozianti.
I piccoli Rolando, Dante e Piera davano una mano al padre nella raccolta delle fascine per alimentare il forno che avrebbe cotto quel sacro alimento il cui profumo, ogni mattina, inondava le vie del piccolo borgo marino.
Dante e Rolando, poco più che bambini, già cominciavano ad apprendere il mestiere, strappati ai loro sogni per lavorare fino all’alba e quando il pane era pronto caricavano le ceste su di un carretto trainato da un asinello e via a Siniscola per la distribuzione.
Era abbastanza usuale che i piccoli, vinti dal sonno, durante il tragitto si affidassero completamente alla guida sicura dell’asinello.
Rolando, diventato adulto decise di emigrare in Belgio per lavorare in miniera mentre Dante, assolti gli obblighi militari, riprese a lavorare in famiglia. Decise poi di mettersi in proprio a Siniscola dove nel 1954 sposò la giovane Maria Rosaria figlia di tzia Furica Tedde titolare di un alimentare, conosciuta durante una delle solite consegne. Dalla loro unione sono nati Tina, Salvatore, Gianfranco, Marcello, Susanna e Marilena.
Tziu Juanne aveva deciso di chiudere il panificio per aprire sempre a La Caletta il primo tabacchino con annesso servizio di telefonia e rivendita articoli artigianali, quando nel marzo 1967 una rapina a mano armata pose fine ai suoi sogni e a quelli di Giovanni Vitiello, un giovane cliente occasionale, ex ufficiale della marina di 24 anni.
Dante, che a Siniscola aveva acquistato un locale in via Sassari e dato vita ad un panificio tutto suo con sei dipendenti, continuava a lavorare sodo. Si alzava presto la mattina per raccogliere legna per alimentare il forno, rifornirsi di sacchi farina da 100 Kg che al pari del grano sardo giungevano alla Caletta coi mercantili provenienti dalla Toscana, dall’Emilia Romagna e dal meridione.
Maestro nell’arte del modellare l’impasto, realizzava rosette, pagnotte, pasta cilindrata, lorichine(pane di farina di grano duro per la tradizionale zuppa siniscolese), ha saputo esprimere anche il segno della religiosità e della devozione col pane cerimoniale e votivo, riforniva Siniscola, la zona dell’Etfas, La Caletta, Santa Lucia e perfino Orune. Il carretto trainato dall’asinello aveva ceduto il posto ad un moderno furgoncino e ad una moto con cassone mentre ad Orune veniva consegnato col bus di linea.
Negli anni ‘70 aveva sostituito il forno a legna con uno più moderno alimentato con oli pesanti, poi col gasolio, Gianfranco e Marcello, ancor adolescenti aiutavano il padre Dante e imparavano il mestiere di panificatori.
Negli anni Ottanta questa piccola azienda a conduzione familiare, si era arricchita anche di un punto vendita gestito da Maria Rosaria e le figlie Susanna e Marilena.
Mentre Gianfranco aveva lasciato il panificio per aprire uno studio fotografico, Marcello che anche durante il servizio militare aveva svolto mansioni di panettiere nel porto di La Spezia e La Maddalena, nel 1995 è diventato titolare ma l’anno successivo, venuto a mancare il padre Dante, si troverà a gestire da solo l’attività. Tuttavia al suo fianco ci sarà sempre la preziosa presenza della madre.

Nel 2007 aveva sostituito il vecchio forno con uno elettrico ma per gravi problemi di salute, nel 2017 è costretto a sospendere l’attività per riprenderla nel 2020. Per tutti un atto di speranza e di rinascita in pieno Covid.
Marcello, al suo attivo oltre 40 anni di attività, non può sostenere il ritmo lavorativo di un tempo. Accanto a lui lavorano i figli, Danilo ragioniere di 25 anni e Fabio Dante geometra di 20, nati dal suo matrimonio con Silvana.
I due giovani fratelli rappresentano oggi la quarta generazione dei panificatori Cherchi orgogliosi di mettere a buon frutto gli insegnamenti dei padri che hanno saputo trasformare acqua, lievito e farina in quell’alimento sacro e prezioso che ogni giorno imbandisce le nostre tavole.
