A Orani prende forma un progetto culturale e formativo di ampio respiro che punta a fare del paese un punto di riferimento per l’architettura, la ricerca e la valorizzazione del patrimonio. Attorno a Campusantu Vetzu stanno entrando nel vivo le attività del Centro di Alta Formazione per l’Architettura, pensato come luogo stabile di ricerca, sperimentazione, formazione e confronto tra università, professionisti, studenti e comunità.

L’obiettivo è costruire nel tempo una vera infrastruttura culturale e formativa nel cuore della Barbagia, capace di mettere in relazione patrimonio costruito, saperi tradizionali, competenze accademiche e nuove professionalità. Una visione che considera il recupero dei luoghi come punto di partenza per generare conoscenza, relazioni e nuove opportunità di sviluppo. Il Centro nasce infatti per ospitare summer school, corsi brevi, residenze universitarie e percorsi capaci di intrecciare competenze universitarie, professionalità locali e saperi internazionali.

Il primo tassello di questo percorso è già diventato realtà con il laboratorio dedicato all’architettura in terra cruda, alle culture costruttive e allo sviluppo sostenibile, realizzato nell’ambito della collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari (Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e architettura). Un’esperienza sul campo che ha coinvolto giovani sardi, francesi e portoghesi, impegnati nella lavorazione della terra, delle canne, delle pietre e dei materiali del territorio, nella sperimentazione di tecniche costruttive tradizionali e nella produzione di mattoni in terra cruda.

Il valore del progetto sta proprio nella capacità di riportare tecniche e conoscenze antiche dentro una prospettiva contemporanea di studio, ricerca e progettazione. Il sapere tradizionale diventa così materia viva, capace di dialogare con l’architettura contemporanea, la sostenibilità e le nuove esigenze dell’abitare. La collaborazione con l’Università di Cagliari si svilupperà attraverso tre linee di attività, guidate dalla professoressa Maddalena Achenza, dalla professoressa Caterina Giannattasio e dal professor Giorgio Peghin.

Il laboratorio appena concluso rappresenta il primo di due appuntamenti dedicati alla lavorazione e all’impiego dei mattoni in terra cruda. La seconda fase prenderà il via nei prossimi giorni: proseguiranno le attività coordinate da Maddalena Achenza, mentre arriverà a Orani anche il gruppo dell’Università di Firenze guidato dalla professoressa Letizia Di Pasquale. Gli studenti di Cagliari e quelli francesi lavoreranno insieme ai colleghi dell’Ateneo fiorentino, impegnati anche in un percorso di studio dedicato al sistema minerario di Orani. Campusantu Vetzu assume così la funzione di cantiere di conoscenza: un luogo nel quale discipline ed esperienze si incontrano e il territorio stesso diventa oggetto di studio e progetto.

Il programma continuerà con le attività coordinate da Caterina Giannattasio, con l’Università di Ferrara e con Giorgio Peghin. A queste si aggiungeranno gli appuntamenti con l’Ordine degli Architetti. Uno degli elementi che rafforzano maggiormente il profilo del Centro è proprio il rapporto con il mondo delle professioni: una parte dei percorsi consentirà il riconoscimento di crediti formativi professionali, attribuendo alle attività una funzione che entra pienamente nel campo dell’aggiornamento e della formazione continua.

Il progetto guarda anche alle nuove generazioni: parteciperanno gli studenti del Liceo Artistico e dell’indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio di Nuoro, creando una filiera formativa che mette in relazione scuola superiore, università e professioni. Il calendario si arricchirà inoltre con iniziative dedicate a Costantino Nivola, rafforzando un programma che intreccia architettura, arte, identità e territorio. Campusantu Vetzu — l’antica chiesa di Sant’Andrea Apostolo trasformata in cimitero — viene così ripensata come luogo capace di tornare a produrre vita culturale e sociale.

«Questo percorso nasce da una visione condivisa insieme alla Fondazione Sant’Andrea Orani e ai partner universitari, con l’obiettivo di dare continuità a un progetto che vuole crescere nel tempo – sottolinea l’assessore Mariaelisa Marongiu, vicepresidente della Fondazione Sant’Andrea e delegata al Museo Nivola – La sfida è fare di Orani un luogo nel quale università, professionisti, studenti e comunità possano incontrarsi stabilmente e lavorare insieme. Vedere giovani provenienti da realtà diverse confrontarsi con i nostri materiali e il nostro patrimonio significa vedere il progetto prendere forma concretamente. Campusantu Vetzu deve diventare un luogo capace di produrre conoscenza e generare nuove opportunità».

«La sfida è creare un progetto che abbia durata e riconoscibilità – conclude l’assessore – Orani possiede un patrimonio culturale e identitario straordinario. Il compito che ci siamo dati è trasformarlo in una leva per costruire nuove competenze e nuove relazioni. Vogliamo far vivere ciò che abbiamo ricevuto e renderlo capace di generare futuro».

Il Centro si inserisce così dentro una prospettiva più ampia: fare di Orani un nodo stabile di una rete di ricerca, formazione e cooperazione capace di dialogare con università, professionisti e istituzioni. Cultura ed educazione diventano parti di un unico processo di crescita sociale e territoriale.