È fissato per il 1° ottobre 2026 il trasferimento della sede della Direzione provinciale di Poste italiane da Nuoro a Oristano e il ridimensionamento di alcuni presidi territoriali. La notizia del piano di riorganizzazione ha sollevato un ampio dibattito che coinvolge cittadini, esponenti politici e istituzioni locali.

Da parte sua, Poste Italiane precisa che l’operazione rientra in un percorso di evoluzione del modello territoriale concordato con le organizzazioni sindacali e rassicura sulla piena continuità dei servizi. L’azienda sottolinea che le modifiche rispondono a esigenze organizzative volte a «rendere più efficaci i processi di coordinamento e supporto, valorizzando le professionalità e rafforzando l’efficienza dei servizi» e che tutti i quattro uffici cittadini continueranno a garantire i medesimi orari e livelli di servizio.

Di diversa avviso sono i comitati territoriali e l’opposizione politica. Il Comitato Promotore “Santu Predu”, guidato da Franca Carroni e Renzo Pellegrini, ha espresso forte preoccupazione per le ricadute sugli uffici di quartiere, in particolare per quello di Via Ballero. Nella lettera inviata alla nostra redazione – la cui versione integrale è disponibile qui in basso – , i rappresentanti del comitato denunciano che il previsto declassamento comporterà «la perdita di tre posti di lavoro sugli attuali quattro; l’eliminazione della sala consulenza con relativo impiegato, l’eliminazione della figura del direttore». Secondo il comitato, la riorganizzazione penalizza le periferie e la collettività: «Mentre riconosciamo il valore dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione, riteniamo tuttavia che si debba prevedere una transizione intelligente dal vecchio al nuovo, con la salvaguardia di un servizio che implica il rapporto di fiducia e di affiancamento alle persone che ne hanno più bisogno».

Sul fronte politico locale, il consigliere comunale di opposizione Antonello Cucca ha diffuso una nota critica nei confronti dell’amministrazione cittadina. Cucca definisce l’accorpamento come parte di «un vero e proprio trend di spogliatoio istituzionale che sta degradando Nuoro da capoluogo guida dell’interno della Sardegna a periferia irrilevante», richiamando anche la recente perdita dell’autonomia scolastica e della Corte di Giustizia Tributaria. Il consigliere contesta inoltre la gestione della vicenda da parte della Giunta comunale, sostenendo che «di fronte a rassicurazioni di facciata da parte dell’azienda — smentite dai fatti e dai lavoratori —, la risposta del Sindaco e della Giunta comunale sia il nulla cosmico». Tra le sue richieste figura la convocazione straordinaria e urgente di un Consiglio Comunale aperto e l’apertura di un tavolo di confronto con Regione e vertici aziendali.

Sin qui la cronaca. Ma i lettori e soprattutto gli abbonati al settimanale conoscono e vivono da tempo una situazione che non ammette scuse, né giustificazioni, né tantomeno rassicurazioni. Fermandoci al capoluogo – ma nei paesi la situazione non cambia -, fonti dell’azienda confermano, tra le altre cose, che la riorganizzazione riguarda anche le cosiddette zone in cui è divisa la città per il recapito della corrispondenza, per lettere, avvisi, bollette e anche giornali. Anche qui la lingua utilizzata da Poste è solo quella dei tagli nascosti col nome di razionalizzazione. Il tutto mentre è in corso una operazione denominata OPAS (Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio) di Poste Italiane su TIM. L’interesse di Poste, dopo la parziale privatizzazione, si è spostato verso il versante dei servizi finanziari e delle telecomunicazioni, a scapito della missione pubblica con la quale era nata, quella di introdurre il principio del servizio universale e di prossimità.

Non bastano più le raccolte firme, occorre ben altra mobilitazione.


La nota dell’amministrazione comunale

Fenu: «Nuoro non può perdere funzioni e presidi indispensabili: se ne parli in un consiglio comunale aperto». 

NUORO– 21 settembre 2026. «Non possiamo rinunciare alle funzioni direzionali della Filiale di Nuoro, alle professionalità presenti e a un presidio organizzativo che serve un bacino molto più ampio della sola città. Mantenere formalmente aperti gli sportelli non sarebbe sufficiente se, contemporaneamente, venissero ridotti il personale, la consulenza e la capacità decisionale presente nel territorio». Queste le dichiarazioni del Sindaco di Nuoro Emiliano Fenu che, sul paventato accorpamento della direzione del presidio nuorese di Poste italiane e sulla possibilità di un depotenziamento di alcuni uffici cittadini, è intervenuto due settimane con una richiesta di chiarimenti alla società. 

«Seguo questa vicenda da alcune settimane, da quando Franca Carroni e il Comitato promotore di Santu Predu l’hanno portata all’attenzione dell’Amministrazione comunale. Li ringrazio per la tempestività della segnalazione, che ci ha consentito di intervenire e di avviare immediatamente un confronto con Poste Italiane» sottolinea a riguardo il Sindaco nel ribadire che l’amministrazione è ancora in attesa di risposte complete. «La nota trasmessa da Poste italiane al Comune l’11 settembre, dopo una mia richiesta di chiarimenti, contiene rassicurazioni importanti sul mantenimento degli uffici, degli orari e dei servizi e sull’assenza di conseguenze occupazionali. Tuttavia – prosegue il primo cittadino, non chiarisce alcuni aspetti decisivi. Vogliamo, infatti, sapere quale sarà la nuova classificazione dell’ufficio Nuoro 2 di via Ballero, quante persone vi saranno effettivamente assegnate, se saranno mantenute la funzione direttiva e l’attività di consulenza e, soprattutto, quali funzioni resteranno nella Filiale di Nuoro e quali potrebbero essere trasferite altrove. Affermare che non vi saranno effetti sui lavoratori non chiarisce, infatti, se resterà invariato anche il numero degli addetti stabilmente presenti a Nuoro». 

Fenu sottolinea un altro aspetto «Mi dispiace – spiega il Sindaco – che il Comune e le istituzioni del territorio non siano state informate per tempo dei processi di 

riorganizzazione in corso. Scelte che possono produrre conseguenze rilevanti su una città e su un’intera area territoriale non possono essere comunicate soltanto quando il percorso è ormai avviato e gli spazi di confronto rischiano di essere ridotti. È necessario che le comunità locali siano coinvolte preventivamente e messe nelle condizioni di conoscere dati, criteri e conseguenze delle decisioni». 

Per il Sindaco di Nuoro «Poste Italiane assicura un servizio di interesse generale e svolge una funzione essenziale, ancora più importante nelle aree interne, dove la popolazione è più anziana, le distanze sono maggiori e il divario digitale è più forte. Per questo la presenza dell’azienda non può essere valutata esclusivamente in base al numero degli uffici aperti o degli sportelli automatici». 

Le aree interne – è la posizione del Comune di Nuoro – non possono continuare a pagare il prezzo di ogni processo di razionalizzazione. «Quando vengono allontanati servizi, professionalità e centri decisionali, il territorio si indebolisce e si alimenta quel circolo vizioso fatto di minori opportunità, perdita di popolazione e ulteriori riduzioni dei servizi che tutte le istituzioni dichiarano di voler contrastare. Questa – precisa Fenu – non è una contrapposizione con Oristano né una battaglia di campanile. Non chiediamo che venga sottratto qualcosa a un altro territorio: chiediamo che Nuoro e la Sardegna centrale non vengano ulteriormente private di funzioni consolidate. Per queste ragioni accolgo con favore la proposta di affrontare la questione in Consiglio comunale». Il Sindaco è favorevole a discuterne già nella prossima seduta oppure, se vi sarà una condivisione, a organizzare un Consiglio comunale aperto appositamente dedicato al tema, delle organizzazioni sindacali, dei rappresentanti dei cittadini e delle altre istituzioni interessate. 

«Questa proposta sarà ora sottoposta al confronto della maggioranza e dei capigruppo, nel rispetto delle prerogative del Consiglio comunale. È importante costruire una posizione unitaria della città e mantenere alta l’attenzione fino a quando non avremo ricevuto risposte chiare, puntuali e soddisfacenti. Fino ad allora – è la sua conclusione –, la questione non può considerarsi chiusa». 


La nota del Comitato Santu Predu

Apprendiamo da notizie e comunicazioni interne  agli uffici postali di Nuoro che, a seguito di accordi poste/sindacati del 23/07/2026, si è deciso il declassamento dell’ufficio postale di via Ballero di Nuoro, dal livello A2 standard al livello B.  
Ciò significherebbe la perdita di tre posti di lavoro sugli attuali quattro; l’eliminazione della sala consulenza con relativo impiegato, l’eliminazione della figura del direttore e, perciò la perdita di altre due unità.

L’intendimento di Poste Italiane sarebbe dunque quello di declassare la sede provinciale di Nuoro città, il che, comporterebbe lo spostamento della sede operativa da Nuoro a Oristano, compreso il personale direttivo.

La conoscenza e la diffusione di tali notizie hanno destato da subito grande sconcerto tra i cittadini dei quartieri di Santu Predu, della Solitudine, di Preda Istrada, Sae Sulis, di via Malta, di via Brusco Onnis, di Lollove, di via Chironi, di via Grazia Deledda, di viale Ciusa, di via Roma, di via Ubisti e dei numerosi cittadini utenti provenienti da altri quartieri cittadini e da paesi del territorio quali Oliena, Mamoiada, Orune.  

Il malumore e il malcontento hanno dato origine ad una protesta formale culminata in una raccolta di firme dei cittadini per affermare la volontà di respingere i provvedimenti previsti.

A tutti appare evidente il processo di abbandono progressivo delle periferie che vengono sguarnite dei servizi fondamentali; si fa prevalere la logica del profitto a scapito degli interessi della collettività e a scapito della funzionalità dei servizi alla cittadinanza.

Un fenomeno peraltro non nuovo, dal momento che molte agenzie e/o uffici pubblici praticano da anni questa politica di accentramento.

Si tenga presente che il servizio postale, per la sua peculiarità, non è stato una concessione dall’alto, ma è il risultato di azioni e rivendicazioni condotte dai cittadini di questi quartieri che hanno interessato da sempre il governo locale.

Mentre riconosciamo il valore dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione, riteniamo tuttavia che si debba prevedere una transizione intelligente dal vecchio al nuovo, con la salvaguardia di un  servizio che implica il rapporto di fiducia e di affiancamento alle persone che ne hanno più bisogno.

Chiediamo, pertanto, al Sindaco, al Presidente della Provincia, al Prefetto, ai Sindacati, al Direttore Provinciale di Poste Italiane che questo ennesimo “scippo” ai danni della città e del territorio venga bloccato e respinto con decisione.

Certi di un intervento concreto in tale direzione, il Comitato dei cittadini si riserva di intraprendere ulteriori forme di azione e di protesta, non escluso l’eventuale trasferimento dei propri depositi presso altre agenzie finanziarie.                  

Per il Comitato Promotore Santu Predu, Nuoro
Dott.ssa Franca Carroni
Geom. Renzo Pellegrini