Gli italiani hanno scelto: la riforma della magistratura promossa dal governo di Giorgia Meloni non è stata confermata dalla maggioranza degli elettori. Al Referendum costituzionale ha vinto il No con il 53,74% (pari a 14.461.336 voti), il sì ha ottenuto il 46,26% (con 12.448.255).

In Sardegna il Sì si è fermato al 40% (281.766 voti) mentre il No ha sfiorato il 60% (con 412.866 voti). Nella provincia di Nuoro il No è arrivato al 64%, il Sì al 35% mentre a Nuoro città la percentuale dei No è ancora più alta, 69% contro 39%. Gli unici comuni del Nuorese in cui ha prevalso il Sì sono stati Lodè con il 52% e Ottana con il 50,8%. In tutti gli altri il No ha superato i Sì, nei paesi della Baronia sopra il 55% a parte Galtellì dove ha prevalso di pochi voti (50,3%), a Siniscola e Irgoli il No ha raggiunto il 59%, a Onanì il 70%. Altri risultati significativi a Oniferi (79% di No) Orani (78%) Lula, dove il No ha superato il 73%, risultati analoghi a Ollolai (71%), Mamoiada (72%) e Gavoi (74%), a Sarule il No ha raggiunto il 69% così come a Orune, a Dorgali il 66%, a Orotelli il 65%.

Il dato definitivo sull’affluenza è del 58,93 per cento, superiore alle aspettative, nessuno dei principali istituti di sondaggi nelle settimane prima del voto aveva ipotizzato una partecipazione così alta. È un’affluenza più alta anche di quella registrata in occasione degli altri referendum costituzionali in cui si votava su due giorni: quello del 2020 per la riduzione del numero dei parlamentari, in cui votò il 51,2% degli elettori, e quello del 2006 sulla “devolution” in cui votò il 52,6%.

In Sardegna l’affluenza è stata superiore al 52%, in provincia di Nuoro al 53% (a Nuoro città ha superato il 62%). Lodine si conferma al top per partecipazione con oltre il 70% di votanti (il No ha vinto con il 91%).

Il No ha ottenuto la maggioranza in 17 regioni su 20. Il Sì ha vinto in alcune regioni del Nord e del Nord Est, cioè la Lombardia, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Il Veneto è stata la regione dove il Sì ha vinto con la maggioranza più alta e con la differenza più ampia rispetto al No.

Il No, invece, ha vinto in tutte e sei le regioni attualmente governate dal centrosinistra, Toscana, l’Emilia-Romagna, l’Umbria, la Campania, la Puglia e la Sardegna. Ma ha prevalso anche in molte regioni amministrate dal centrodestra.

L’unica fascia d’età in cui ha vinto il Sì è quella delle persone tra i 50 e i 64 anni, in cui ha ottenuto il 53%. Il No invece ha vinto in tutte le altre, soprattutto in quella dai 35 ai 49 anni: in questo segmento ha ottenuto il 60%.

Le reazioni
Nella serata di lunedì Giorgia Meloni è apparsa in un video sui social per garantire che «andrà avanti» nell’azione di governo con «responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia». «Resta chiaramente il rammarico per l’occasione persa per modernizzare il Paese», ha detto. «La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale».

Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio: «Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall’articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell’elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l’alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia».

«Sicuramente ha vinto la Costituzione italiana, ha perso chi voleva affievolire le garanzie e l’indipendenza della magistratura», così il presidente del Comitato Giusto Dire No Enrico Grosso, in una conferenza stampa sull’esito del referendum. Il presidente del Comitato Società civile per il No Giovanni Bachelet ha dichiarato: «sono molto contento di questa battaglia per la difesa dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura. Penso sia una vittoria come quella della lotta partigiana o del referendum con pochissimo margine tra monarchia a Repubblica e non per noi ma anche per tutti quelli del Sì, perché è una garanzia per tutti i cittadini e tutti saranno contenti nel lungo periodo che abbia vinto il No». Per la presidente della Regione Alessandra Todde «la vittoria del No difende la nostra Costituzione che e è e resta il faro del nostro agire. Orgogliosa del grande risultato raggiunto in Sardegna». Il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, ha parlato di «un risultato positivo e importante per tutti, comunque si sia votato. Il popolo risponde quando viene chiamata in causa la Costituzione e, quando lo fa in modo così chiaro e massiccio, la politica, tutta, ha il dovere di ascoltare e recepirne le istanze».