Un passato sempre vivo
Così lontani…così vicini. A proposito di epigrafia, il concorso Scripta Legamvs
di III A Liceo Classico Nuoro
L'iscrizione posta sul nuraghe “Aidu Entos”
6' di lettura
11 Giugno 2026

Studiare, comprendere e presentare in modo creativo un’iscrizione epigrafica del patrimonio storico latino: è questa la sfida che lancia Scripta Legamvs, il concorso nazionale di divulgazione epigrafica per le scuole superiori. Il nome Scripta Legamvs gioca   sull’ambivalenza della voce verbale “Legamus”: da un lato Legere, (”Leggiamo” congiuntivo esortativo) e dall’altro Legare (”Lasciamo in eredità”). Gli alunni della classe 3^A hanno partecipato con lo studio dell’iscrizione posta sul nuraghe “Aidu Entos” (Valico dei venti) in territorio di Bortigali, attestante la linea di confine dei territori rispettivamente occupati dagli Iliensi e dai Balari. Il termine Nurac presente nell’iscrizione rappresenta una delle testimonianze più antiche del nome dato alle torri sarde o nuraghi. Il riferimento agli Ilienses farebbe riferimento all’arrivo in Sardegna anche di gruppi di Troiani o Iliensi, dopo la distruzione della loro città da parte dei Greci, di cui ci sono state tramandate notizie da alcuni autori antichi. Lo scrittore greco Pausania (X, 17, 6-7) afferma: «Dopo la distruzione di Ilio, dei Troiani, anche altri fuggirono oltre quelli salvatisi con Enea. Di questi una parte sbattuta dalle tempeste in Sardegna si mischiarono coi Greci che vi si erano insediati prima. Il timore impedì che i barbari [= i Protosardi] muovessero battaglia all’elemento greco e ai Troiani; e infatti essi erano uguali per l’intera potenza militare e il fiume Torso [= Tirso] scorreva in mezzo ad essi per l’intera regione e impediva agli uni e agli altri di passare al di là. Dopo molti anni i Libi [= i Cartaginesi] passarono di nuovo nell’isola con una spedizione maggiore e mossero guerra all’elemento greco. Questo rischiò di essere distrutto del tutto o ne restò un piccolo contingente, mentre i Troiani si rifugiarono nelle zone alte dell’isola e avendo occupato le montagne inaccessibili per le cime e i dirupi, mantengono ancora fino al presente il nome di Iliei». Questa importante notizia di Pausania relativa all’arrivo di Iliei o Troiani in Sardegna è confermata da un frammento di Sallustio: «Dopo la distruzione della città di Troia infatti molti occuparono terre diverse ….. alcuni la Sardegna». Ed è confermata da un passo di Silio Italico: «Affluirono [in Sardegna] anche i Teucri [= Troiani] dispersi nel mare dopo la distruzione di Pergamo [= Troia] e furono costretti a porvi sede». La notizia secondo diversi studiosi sarebbe confermata da alcune corrispondenze linguistiche, dato che la radice del nome degli antichi Ilieĩs o Ilienses probabilmente trova riscontro in alcuni toponimi della Sardegna centrale e montana: Ilalà (Tonara), Iliái (Olzai, Villagrande Strisaili), Ilié (Baunei), Iliolái, Iliolè, Iliolíe (Orgosolo), Ilole (Urzulei), Ilune (Dorgali). Secondo Silio Italico (XII, 344) Hampsicora, l’eroe della resistenza dei Sardi ai Romani, si vantava di essere di origine Iliaca o Troiana (ortum Iliaca iactans ab origine nomen) e per questo esatto motivo si spiega perché prima dello scontro coi Romani egli si fosse recato per chiedere aiuti dai consanguinei Iliensi.

L’impegno che è stato profuso dagli alunni, che ha permesso loro di classificarsi al terzo posto nella categoria podcast (documento realizzato con il prezioso supporto tecnico del prof. Antonio Piu), è stato connotato da particolare cura ed attenzione alle molteplici suggestioni legate alla civiltà nuragica e ai legami tra la Sardegna e il mondo greco e romano. Di seguito il testo del podcast:

Le nuvole corrono veloci, fremono le chiome degli alberi agitate da un vento forte: qui il paesaggio è molto variegato, caratterizzato da panorami mozzafiato e ambienti a cielo aperto che regalano una pausa dalla frenesia quotidiana. L’entroterra della Sardegna custodisce una ricca serie di tesori naturali e testimonianze del passato. Il sito nuragico di Aidu Entos (il valico dei venti) nel verde della flora mediterranea si trova nei pressi di Bortigali, vicino Nuoro. Ci accoglie con i suoi preziosi monumenta di una civiltà millenaria. Le imponenti torri in pietra sono centro della vita sociale, politica e religiosa. Disseminate sull’isola rappresentano luoghi di culto, presidi territoriali e simboli di prestigio. Dal lontano II e I millennio a.C richiamano il forte valore identitario della nostra isola. 

“ILI IUR IN NURAC SESSAR (passus) Mille et Centum”: “I DIRITTI DEGLI ILIENSI SUL O SUI NURAGHI DEL SESSAR” risalta sull’architrave del Nuraghe, e ci riporta al I secolo a.C al tempo degli Iliensi sotto il dominio romano.

Questa iscrizione attestava probabilmente la linea di confine dei territori occupati dagli Iliensi e da loro gelosamente difesi.

È straordinario scoprire come la nostra terra sia profondamente permeata di influssi o suggestioni di matrice greca. Pausania nel libro X della sua “guida turistica” del mondo greco, racconta di un gruppo di troiani che approdarono nel 1184 a.C. nel sud Sardegna (detta Ichnussa dalla forma del piede di un uomo) e poi nelle montagne dell’entroterra, inaccessibili per le cime e i dirupi. E il nostro pensiero corre ai Tespiesi discendenti di Eracle, fieri Barbaricini, orgogliosi difensori della libertà contro il dominio romano. Ancora oggi il nome di Ampsicora, forse di origine troiana, è il simbolo di ogni popolo che lotta pervaso da un forte anelito di indipendenza. La straordinaria civiltà nuragica può essere spiegata alla luce di una mitica origine troiana? Il vento soffia più forte ma la scritta rimane impressa sulla roccia senza farsi scalfire dalla corrente del tempus edax, il kronos divoratore di ogni cosa.


A cura degli alunni della classe III A del Liceo Classico “G. Asproni” di Nuoro: Matilde Abraini, Chiara Ballore, Benedetta Deriu, Giovanni Esca, Lidia Carzedda, Giorgia Floris, Giovanni Guiso, Leonardo Gusai, Nicola Lai, Gabriele Loi, Maria Teresa Loi, Luisa Monni, Davide Montisci, Michela Montisci, Francesco Mulas, Riccardo Murru, Anna Grazia Pirisi, Paolo Pisano, Fabrizio Serra, Asya Talas, Davide Virdis

Coordinamento didattico Venturella Frogheri

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