
17 Settembre 2025
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Cari studenti,
all’inizio del nuovo anno vi penso e vi seguo con fiducia nei vostri percorsi di studio. Una delle cose più belle delle stagioni scolastiche è quello di avere tempo per immaginare il futuro. Anche quando l’immaginazione non può essere immediatamente raggiungibile, è importante che essa trovi spazio nella vostra mente e nel vostro cuore. Anzi, più abita dentro di voi, maggiormente può diventare reale; più imparate a desiderare, attendere e sperare, tanto più l’immaginazione si realizza.
Con questo incoraggiamento, quasi un appello, vi raggiungo con affetto. Mi guida la certezza che voi potete invertire la tendenza – presente soprattutto nel mondo degli adulti – di guardare al futuro con rassegnazione, persino con sfiducia, quindi non immaginandolo migliore.
Per questo chiedete alla scuola e ai vostri docenti di insegnarvi ad imparare quali sono i colori del futuro. Da adulto, vi dico che il mestiere più bello è quello di imparare: non solo formule e nozioni, non semplicemente contenuti da ripetere; imparate piuttosto parole, sguardi e orizzonti che possano disegnare concretamente un mondo più bello, più vero, più giusto.
Tutti siamo consapevoli che il mondo della conoscenza è sempre più ampio, immenso. Mi auguro però che nessuno di voi, di fronte a questa grandezza che non si può misurare, si senta esentato dalla ricerca, dalla volontà di comprendere questo tempo, anche con le sue criticità e contraddizioni.
Non lasciatevi scivolare i giorni senza coltivare domande o evitando di cercare risposte; alimentate la vostra libertà chiedendo alla scuola che vi insegni a leggere la realtà. E sviluppate per questo un senso critico, mantenendo il cervello in esercizio, perché vi sostenga il piacere a pensare e immaginare il futuro, vostro e del mondo. E studiando, contemporaneamente, il modo di trasformarlo, se fosse necessario. Meravigliandovi di tutti i progressi.
Permettetemi di dirvi che, come credente, la fede mi ha abituato progressivamente a pensare che l’impossibile può diventare possibile. Perché l’immaginazione è creativa, non statica, prepara il futuro, quindi coltiva ciò che piace e appare necessario.
Quando ad esempio la Bibbia parla di un tempo in cui «non si imparerà più a fare la guerra» (Isaia 2,4), e del tempo in cui, finalmente, gli uomini «forgeranno in strumenti di lavoro le loro armi» (Michea 4,3), non posso non immaginare con voi come sarebbe straordinario un mondo senza violenza né guerre.
Per favore, siate voi i fantasisti di un mondo nuovo. Non fatevi togliere da nessuno la gioia di imparare la bellezza della conoscenza, della vita, del futuro. Voi ne sarete protagonisti, siatene consapevoli e preparatevi bene.
Buon anno scolastico, a voi e ai vostri docenti. Buona e creativa immaginazione.
Con un grande incoraggiamento
+ Antonello, Vescovo
