26 Aprile 2026
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«Harvard, la scuola più famosa al mondo ha eletto Nepo, la nostra idea di startup come la più figa contro 80 candidati da tutto il globo». Comincia così il video nel quale Giovanni Pintor lancia sui social la app che raccoglie l’impegno di #adessobasta che tanto ha fatto in termini di sensibilizzazione per la sicurezza stradale, fino ad arrivare al rifacimento della “curva della morte”, quella in cui hanno perso la vita, il giorno di Natale del 2017 i suoi fratelli Francesco e Matteo.
«Dopo aver perso tutto in un incidente stradale quando avevo solo 20 anni e aver lottato insieme ai miei amici per cambiare la mia comunità, non sapevo più cosa fare – racconta Giovanni nel suo video -. Avevo bisogno di capire un po’ di più della vita e sapere se questa era veramente la mia missione. Allora ho scelto di andarmene in America. Prima a New York, dove avevo un lavoro che non faceva per me, e poi l’occasione della vita ad Harvard, dove hanno accettato la mia candidatura. Qualche mese fa ho iniziato un corso che accelera la tua idea di startup presso la business school. Allora ho detto, ma se Nepo fosse un’azienda che ha come primo obiettivo salvare più vite in strada possibile e creare un meccanismo di sostenibilità finanziario per andare avanti nel tempo? I concerti gratis sono una figata, i murales, le mostre d’arte sono una figata, ma erano e sono sempre state concepite come un dono».
E da qui l’idea di startup: Nepo è stata immaginata e creata come «una app che permette a tutti di segnalare i problemi stradali, come poteva essere la curva della morte, i buchi sulla strada, crearci un navigatore sopra e coinvolgere le assicurazioni con una promessa: chi utilizzerà Nepo aiuterà a far mettere a posto quelle strade e di conseguenza ad avere meno risarcimenti che fuoriescono dalle casse delle assicurazioni», spiega Giovanni.
«Il mercato dei risarcimenti solo in Italia vale circa 6 miliardi di euro all’anno. Per ogni 100 euro circa che entrano in premi alle assicurazioni, oltre 65 vanno via ai risarcimenti. Se noi tutti avessimo meno incidenti stradali, anche i risarcimenti delle assicurazioni sarebbero molti meno e di conseguenza anche i nostri premi».
In un video reso pubblico il giorno di Natale dello scorso anno, anniversario della tragedia, con una suggestiva immagine dall’alto lo sguardo spazia dal vecchio tratto della Trasversale sarda 129 fino ad aprirsi al nuovo tratto realizzato grazia al suo impegno. «Il coraggio non arriva quando tutto va bene. Arriva quando decidi di non mollare», dice Giovanni. Dopo la conquista di una strada più sicura ora la sfida è quella di coinvolgere ancora più persone, l’aiuto può venire da tutti, semplicemente scaricando la app Nepo sul proprio smartphone e sentendosi tutti corresponsabili nel cambiamento.
