13 Febbraio 2025
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Ognuno prende la sua candela, chi ne ha portato di scorta la offre al vicino o a un amico. I colori sono vari, dal rosso della passione al bianco della speranza e le luci, prima sparse qui e là, sembrano adunarsi, riunirsi e snodarsi lungo un percorso che attraversa la città.
Le persone procedono, chi da solo assorto nei propri pensieri, chi in compagnia di amici e conoscenti a commentare e a guardare di nuovo le case, le attività, le vie che si diramano verso le periferie e poi più avanti verso il centro storico.
In sottofondo varie voci, brandelli di discorsi, squarci di analisi alla ricerca di una spiegazione di questo fenomeno delinquenziale, che, seppur non nuovo del tutto, assume oggi una tragica dimensione di corale sconcerto.
Si pensava di aver toccato il fondo con il 2024, annus horribilis per i numerosissimi attentati alla serenità della città di Siniscola con autovetture bruciate, macchine operatrici distrutte, incendi appiccati alle porte delle abitazioni. Le statistiche, riferite agli episodi denunciati, parlano di venticinque atti criminosi a danni di imprenditori e di tranquilli cittadini.
La speranza che il 2025 diventasse un anno di pace ritrovata è stata subito spenta con sei azioni delinquenziali messe a segno solo nel mese di gennaio.
In molti cittadini è cresciuta la consapevolezza, colta e stimolata prima da alcuni consiglieri comunali e man mano da tutto il Consiglio e dalle numerose associazioni presenti nel territorio, della necessità di una manifestazione unitaria da parte di tutta la popolazione per gridare un immenso e coinvolgente no contro la violenza che sta connotando il paese.
È partita così l’idea di una grande fiaccolata per le strade del paese, abbinata a un Consiglio Comunale aperto a cui sono state invitate tutte le autorità, deputati, senatori, consiglieri regionali, sindaci del territorio, e soprattutto tutti i cittadini e tutte le persone che hanno Siniscola nel cuore.
La sera del 7 febbraio una grande folla si è radunata in piazza Don Migliorisi per assistere al Consiglio Comunale straordinario e partecipare con candele e altre fonti luminose a un percorso nelle strade della città. Il Sindaco Farris ha aperto la seduta ringraziando le autorità presenti e soprattutto i cittadini che hanno voluto testimoniare con la loro presenza il senso di una comunità che non si rassegna. Gli onorevoli Pittalis e Fenu hanno testimoniato la vicinanza del Parlamento, il consigliere regionale Mula con la sua esperienza di amministratore locale ha sollecitato l’unione dei cittadini, mentre il consigliere regionale Cocco ha voluto sottolineare la necessità di responsabilizzare l’intera comunità senza delegare questa lotta a forze esterne. Gli interventi della Presidente Anci Falconi, dei sindaci Ruiu e Sanna di Posada e Torpè hanno sottolineato quanto i comuni di tutta la Sardegna e soprattutto quelli che appartengono allo stesso territorio si sentano colpiti e accomunati nella sofferenza di questa comunità.
Dopo la voce dei consiglieri comunali Mulargia e Bulla, che hanno evidenziato l’impegno di tutti gli amministratori, il parroco don Tuvone ha ricordato i valori che hanno sempre guidato la comunità e ha spronato tutti a reagire insieme contro l’odio che serpeggia, a seminare il bene contro il male, a rappresentare con la luce delle fiaccole e delle candele una fiamma comune contro le tenebre.
La Presidente Todde ha detto che là dove un paese o una persona soffre, soffre con loro l’intera Sardegna, presente sempre a fianco di tutti per assicurare l’impegno nelle battaglie per un futuro migliore.
La fiaccolata inizia e da via Roma, proseguendo per via Gramsci e via Sassari tutti confluiscono nella storica ex Piazza del Mercato, centro dei ricordi oggi quasi deserto ma un tempo salotto di tutti i siniscolesi, giovani e vecchi, nelle giornate di festa.
Moderato dai consiglieri Farris e Floris, un vivace dibattito anima la piazza.
Prendono la parola i cittadini: in molti denunciano l’insicurezza di chi ancora abita il centro storico, altri sottolineano la necessità di progettare politiche rivolte al mondo giovanile e iniziative collettive che diano vita a nuovi punti di incontro e garantiscano ai ragazzi la possibilità di sognare un futuro nel paese dove sono nati.
Intervengono poi le associazioni presenti nel territorio, raccontano i loro sforzi volti a vivacizzare la cultura della nostra città, a creare coesione sociale seppure nella difficoltà costante di intercettare e dare risposte a quei gruppi o a quelle persone che talvolta esprimono nella violenza la loro difficoltà di dialogare con un mondo che li ignora.
Pian piano le voci si diradano, le luci si spengono e si riprende la via di casa con ancora in testa molte domande che non hanno trovato risposta.
Il male non ha e non può avere un solo volto, bisogna andare a scovarlo nel tessuto di questa nostra società che ci ostiniamo a definire pacifica, laboriosa e onesta. Tutti si augurano che la testimonianza corale di questa serata conduca l’intera comunità verso un lavoro collettivo di ascolto e comprensione. La condanna della violenza è un passaggio doveroso ma non ci esime dalla responsabilità quotidiana di cercare dove si annidi il seme dell’incomprensione, andando incontro a chi non ha voce e non trova modo di esprimere la propria sofferenza.
La speranza è che la solidarietà e la presa di coscienza manifestate in questa fiaccolata si traducano nella determinazione di domani per costruire insieme un cammino di pace. Dagli incubi tormentosi di questa nera notte in cui è precipitata un’intera comunità forse emergerà una nuova coscienza di cittadini orientati al dialogo e al confronto nella ricerca condivisa di un futuro comune.
Antonio Murru
