Ci sono visionari che approntano e prevengono il futuro in modo intelligente e costruttivo e ci sono visionari allucinati e allucinogeni. I primi sono rari, i secondi sono un esercito sterminato. I primi sono poco noti e non fanno rumore, i secondi sono assordanti e stabilmente sul pulpito, intenti ad annunciare non a costruire.

Negli anni ’80 c’erano annunci per realizzare un aeroporto ad Ottana (oppure nei terreni dopo Badu ‘e Carros); uno ad Oristano, Fenosu; ed ovviamente uno a Tortolì in Ogliastra. Aeroporti per traffico su scala nazionale mica su collegamenti interni all’Isola. Bei tempi (tanto per dire) quando ogni provincia voleva il suo aeroporto, ogni paese il suo ospedale, la sua scuola superiore, la sua piscina, la sua zona industriale, il suo scalo ferroviario, la sua funivia, la sua università telematica e chi più ne ha più ne metta. Miliardi, allora, spesi in progetti, consulenze, rilevazioni, espropri per il nulla. Nel frattempo la realtà, che ne sa più di noi, prendeva altre direzioni. Abbiamo preferito non fare il possibile per rincorrere l’impossibile. 

E così un raccordo stradale tra il Consorzio Industriale di Pratosardo con la 131, finanziato dall’allora assessore regionale Giorgio La Spisa, resta ancora da realizzare; il fattibile Contratto d’Area di Ottana si è rivelato un milionario magna-magna tra mangioni impuniti che continuano ad abbuffarsi; il Palazzetto del sport nuorese è rimasto una costosa incompiuta con annessa restituzione dei fondi regionali già erogati. L’elenco delle buone intenzioni finite al macero è sterminato per poterlo riassumere.

Intanto leggo che per collegare Nuoro alla rete ferroviaria a scartamento ordinario servirebbero due miliardi di euro. Altri parlano di un miliardo e mezzo, altri ancora di tre miliardi. Il Pd chiede venti miliardi (un’intera manovra finanziaria del governo nazionale) per ammodernare la rete ferroviaria isolana. C’è chi vuole una linea ferroviaria Nuoro-Olbia per abbattere i tempi di percorrenza su strada. In ogni caso, quando le stime oscillano come le temperature di marzo, significa che siamo ancora nel regno delle ipotesi e delle conferenze stampa. Torna in mente il famoso catamarano che nell’agosto del 1992 doveva collegare il porto della Caletta con quello di Civitavecchia in sole tre ore e mezzo. Due attraversate al giorno per 450 posti a sedere e fino a 90 auto. Bellissima idea naufragata per dissesto economico nel giro di un mese.

Già negli anni ’80 era stato finanziato e redatto un progetto per una tratta ferroviaria da Nuoro ad Ottana con scalo a Macomer. Sono stati spesi molti soldi per poi riporre il progetto nel cassetto. Per chi vuole togliersi qualche curiosità, tutti gli atti sono consultabili presso il Comune.

Invece di scavare gallerie, costruire ponti, espropriare terreni, abbattere colline, redigere studi di impatto ambientale, affrontare ricorsi al Tar, varianti progettuali e inevitabili lievitazioni dei costi, potremmo più semplicemente ammodernare la rete viaria, potenziare i servizi Arst e delle società accreditate, rompere l’isolamento dei piccoli centri (in primis Lollove).