
22 Ottobre 2026
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Con la ripresa delle lezioni, puntuali come il suono della campanella, sono le lamentele degli studenti pendolari. Nonostante il risaputo crollo del numero degli alunni, resta attuale il tema dei pullman “insufficienti” per i giovani che si recano nel capoluogo barbaricino, avvisaglia di un progressivo taglio reiterato negli anni. Si è arrivati al paradosso di incoraggiare i giovani allo studio ma al contempo di non garantire loro il trasporto per raggiungere i propri istituti scolastici.
«La vita di noi pendolari è stancante – racconta una studentessa di Fonni – se si conta che non abbiamo nemmeno abbastanza pullman. Nei due mezzi a disposizione per il mio paese non ci stiamo tutti. Nel pullman di Ovodda, che passa a Fonni, non ci è permesso salire, mentre il nostro è utilizzato dai ragazzi di Ollolai. Sono passati tre anni dalla promessa di ulteriori pullman, ma non è stato fatto assolutamente nulla».
«Uno dei problemi principali sono i frequenti ritardi – spiega una giovane di Gavoi -. Se, come nel mio caso, si frequenta un istituto con orari rigidi come il Liceo Classico, c’è disagio. Nonostante tutto, lo spostamento dal deposito di Viale Sardegna alla stazione è per noi assolutamente positivo essendo una via di mezzo per tutte le scuole. Lo scorso anno, tra ritardo dei mezzi e distanza dall’istituto arrivavo in ritardo tutti i giorni. In più per un lungo periodo non esisteva una linea per Gavoi ma solo la 505 che copre anche Ollolai, Sarule, Orani e Oniferi e quindi al ritorno era impossibile trovare posto a sedere. La situazione è stata risolta aggiungendo una nuova linea, però solo per l’andata alle 7.00 e il ritorno alle 14.00. Rimane comunque un’impresa tornare a casa per almeno metà viaggio coi pullman delle 12 e delle 13. Un altro grosso problema riguarda la chiarezza degli orari dei pullman, è infatti spesso difficile capire con certezza quali siano quelli effettivi poiché, come anche le fermate, cambiano frequentemente senza che venga fatto presente. Oltre al ritardo in sé, questa situazione crea molto stress perché si è costantemente preoccupati di arrivare in orario, pur non avendo il controllo sui tempi del viaggio. Il mio registro delle presenze l’anno passato contava circa quaranta ritardi. Organizzando l’intera giornata in base agli orari dei pullman, se questi mutano, ci sarà una riduzione del tempo a disposizione da dedicare allo studio e al riposo. Per quanto riguarda il sovraffollamento «sarebbe importante – propone la studentessa – organizzare le corse tenendo maggiormente conto del numero effettivo di studenti che devono usufruirne e di conseguenza aggiungere pullman. Non si tratta solamente di una questione di comodità, ma di affrontare il viaggio in condizioni adeguate, senza stare in piedi o nelle scale per lunghi tragitti, o addirittura, rimanere a terra come spesso capita a molti. Sarebbe utile avere un sistema preciso – sito web e app ufficiali -, da consultare all’occorrenza perché al momento è davvero molto scarso. In questo modo si eviterebbero incomprensioni e si permetterebbe agli studenti o in generale ai passeggeri di organizzarsi meglio. Insomma, l’Arst ha davvero ancora tanti problemi».
Le cose non vanno meglio in Baronia, come racconta uno studente di Loculi utente della linea Arst che passa anche per Irgoli, Onifai e Galtellì prima di arrivare a Nuoro.
Intanto il primo problema è l’affidabilità dei mezzi che accusano spesso dei guasti e partono in ritardo costringendo i ragazzi ad entrare a scuola dopo l’inizio delle lezioni: «La scorsa settimana il pullman si è fermato al bivio di Lula, poi sulla 131, poi ancora all’altezza di Pratosardo, non capisco perché non li controllino prima di farli partire dal deposito».
Ma anche a terra, a Nuoro, i problemi non mancano essendoci pochissime corse: «Alla stazione, come al solito, spintoni su spintoni per entrare – racconta lo studente -. Addirittura pochi giorni fa l’autista e il controllore chiedevano di non spingere e di non accalcarsi davanti alle portine. L’autista si è innervosito e ha chiuso senza far salire nessuno. Ha fatto il giro della stazione e poi è tornato alla fermata. Non si rendono conto che gli studenti premono per entrare perché non c’è un altro mezzo che parta subito dopo e assicuri di tornare a casa. In generale poi non ci sono molti collegamenti con la Baronia e i disagi per gli studenti sono tanti, soprattutto quando c’è da aspettare al pomeriggio per ripartire».

